Berlusconi accompagna l’Italia verso il ridicolo

Ormai in tutto il mondo non si fà altro che parlare di lui: Silvio Berlusconi. Il più grande piazzista al mondo è diventato la mascotte della satira, delle barzellette e delle prese in giro. Nel giugno scorso la copertina del settimanale inglese The Economist titolava: “The man who screwed an entire country” – “L’uomo che ha fottuto un’intero paese”. “Nonostante il suo successo personale, è stato un disastro come leader nazionale” recitava l’Economist definendo Berlusconi “un malessere cronico”. A due settimane dal 75° compleanno il New York Times pubblicava in settembre un editoriale “The Agony and the Bunga Bunga” dedicato alla situazione economico-finanziaria dell’Italia e al suo primo ministro. Le prospettive non erano rosee e per chiarire il contesto, il quotidiano americano evocò la famigerata vicenda del bunga bunga. «Come sappiamo dai processi penali a cui è sottoposto per aver pagato per far sesso con una minore, Berlusconi riunisce regolarmente degli autentici harem di giovani donne per dei baccanali con un dress-code che si potrebbe solo definire bizzaro». È uno spettacolo, commenta il NYT, al tempo stesso «spettrale» e «rassicurante». Certamente a pesare su tutto ciò è stato soprattutto il logoramento della figura del miliardario proprietario di uno dei più grandi gruppi della borghesia italiana, che si è accentuato notevolmente negli ultimi mesi. Un logoramento aggravato da una sconsiderevole condotta privata che ha alimentato il discredito e il ridicolo sulla guida dell’esecutivo. Le pruriginose intercettazioni hanno fatto il resto. Il parlamento dei nominati e degli indagati, il tempio della cosiddetta “democrazia”, è stato teatro di episodi di cretinismo parlamentare spinti al limite del ridicolo. Mentre la crisi incalza, il debito pubblico incombe ed a Montecitorio stanno preparando la prossima conta, il Comico trinariciuto con i suoi pavoneggiamenti smisurati, anche quando si fa serio, non ha esitato a strabiliare le platee seguendo la folle corsa della sua parlantina, stigmatizzando l’eccessiva cementificazione della Liguria senza ricordare le sanatorie edilizie varate nel 2003 e nel 2009 e senza farsi vedere nelle zone alluvionate, è inciampato sull’ennesima figura di merda: “È evidente che si è costruito là dove non si doveva costruire”. Mentre la Procura di Genova ha aperto un’inchiesta per disastro e omicidio colposo plurimo contro ignoti per l’alluvione che ha ucciso 6 persone e provocato ingenti danni nel capoluogo ligure, il presidente ombra Giorgio Napolitano, da Bari, si è svegliato “Capire le cause  della tragedia a Genova”, ha detto, e poi è tornato a dormire. Gli Italiani hanno di fronte la dimostrazione di come chi li governa badi più ai propri interessi piuttosto che al bene comune. Basta ricordare lo scempio edilizio di Villa Certosa, la residenza sarda del Capobanda, che per le sue feste private necessitava di ben 5 nuove unità abitative, per un totale di 800 metri cubi, progettate dalla società Idra Immobiliare, comprensiva di un teatro greco-romano dove si esibisce con il cantautore napoletano Apicella e comprata più di 25 anni fa dal faccendiere Flavio Carboni, coinvolto nell’omicidio del banchiere Roberto Calvi. Ne è passata di acqua sotto i ponti…

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