Una città in ginocchio

Genova, la mia Città, è di nuovo piegata in due. Chinata su se stessa da un’ennesima alluvione che la devasta. Da quattro giorni si sapeva che si sarebbe scatenata sulla Città una tempesta d’acqua. Le chiamano “bombe d’acqua”: forti scrosci temporaleschi che si scaricano al suolo. Queste “bombe” creano “il” problema, quello di far defluire l’acqua. In un posto normale, in una Città normale, gestita da una giunta normale, memori delle esperienze passate, e fatto tesoro delle medesime, si procede a mettere in sicurezza la cittadinanza. In che modo? Ripulendo i greti dei fiumi, le gronde, i canali di scolo. Scoperchiando i tombini e ripulendo i canali fognari. A Genova (in foto il sindaco Pd Marta Vincenzi, ndr) questo non è successo. I torrenti, soprattutto il Bisagno e il Fereggiano, torrente che straripando ha creato i danni maggiori facendo morire 7 persone, erano zeppi di arbusti e materiale vario. È una storia nota. Una storia che non ci ha insegnato nulla.

da Stefano Tofani, RINASCITA

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1 commento

  1. […] cementificazione della Liguria senza ricordare le sanatorie edilizie varate nel 2003 e nel 2009 e senza farsi vedere nelle zone alluvionate, è inciampato sull’ennesima figurina di merda: “È evidente che si è costruito là dove […]


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