Vuole la fiducia, ma è ancora quella degli Italiani?

Berlusconi, dimissioni o fiducia? Un nuovo voto di fiducia (dall’inizio della XVI legislatura, il Capobanda ha salvato la sua poltrona per 51 volte), è previsto questa volta in Senato sulla Legge di Stabilità riguardante alcune misure anticrisi approvate dal “Governo del fare” per ridare fiato ai mercati. Lo ha annunciato il più grande piazzista al mondo Silvio Berlusconi, nelle sue interminanbili chiacchiere pseudo-economiche che appartengono al novero dei falsi rimedi applicabili ai falsi problemi, ai partner delle tecnocrazie europee e ai leader mondiali della Grande Usura, a margine del G20 in svolgimento al Palais des Festival di Cannes. Ripetiamolo fino alla noia, dal Governo di un paese con un debito pubblico alle stelle e con una tale difficoltà, si attenderebbero misure serie per lo sviluppo e per l’occupazione, iniziative concrete per ridurre il livello di precariato divenuto insopportabile. La regola del circo è infatti praticamente una sola: apparire. Va detto, con chiarezza, che la precarietà non nasce con la crisi. È, piuttosto, il risultato della costante opera di smantellamento dello stato sociale messa in atto nel BelPaese da anni di politiche turboliberiste e sbagliate. Invece si usa la cosiddetta “crisi” (se crisi c’è, è imputabile a precise responsabilità attribuibili senza ombra di dubbio a classi dirigenti sempre più indegne di questo nome) per continuare a tagliare diritti e deprimere ancora l’economia. Di fronte a questo angosciante panorama la politica non riesce e non può dare delle risposte adeguate indirizzate a difendere il popolo italiano. Serve NAZIONALIZZARE. Serve SOCIALIZZARE LE IMPRESE per la partecipazione alla ripartizione degli utili dei lavoratori. Serve il LAVORO. Tant’è. Costoro devono essere cacciati a pedate dalle loro poltrone. Sempre più crediamo sia necessaria la nascita di un Movimento Popolare Nazionale e Socialista che sappia dare al popolo le risposte necessarie affinché si possa uscire da questa cloaca che è oramai diventata lo stato borghese delle multinazionali, dell’affarismo e dell’usura. Noi crediamo sia necessario, una volta per tutte, trovarci tutti insieme. Tutto il popolo nazionalpopolare sotto la stessa bandiera. Quella volta ai profittatori ed alla borghesia capitalista comincerà a tremare il culo sulla poltrona. Quella volta nascerà un movimento nazionale e rivoluzionario.

L’emendamento verrà presentato mercoledì o giovedì della prossima settimana e, nell’arco di 10-15 giorni a palazzo Madama verrà espresso il voto di fiducia. Ma la maggioranza perde i pezzi. Non è chiaro se in merito verrà chiesto il voto di fiducia anche alla Camera di Sodoma, dove Berlusconi gode di una maggioranza molto più risicata rispetto al Senato di Gomorra, soprattutto dopo le ultime defezioni all’interno del “Partito dell’Amore”, il Pdl, con ben 6 basisti del suo schieramento che gli chiedono un passo indietro (Roberto Antonione, Isabella Bertolini, Giancarlo Pittelli, Giorgio Stracquadanio, Fabio Gava e Giustina Destro) ed altri 2 che se ne sono già andati, Alessio Bonciani e Ida D’Ippolito, che passano ufficialmente al gruppo dell’Udc.

Intanto, dopo le consultazioni svolte con vari leader politici, il capo dello Stato italiota Giorgio Napolitano rassicura l’Ue, e appresa con profonda commozione la notizia, ha replicato a gargarozzo vibrante e con in mano il sacchetto delle proclamazioni democratiche: «Credo di poter dire ai nostri partner europei, agli osservatori internazionali, e al mondo degli investitori finanziari, che le forze politiche fondamentali, sia di maggioranza sia di opposizione, sono consapevoli della portata dei problemi che l’Italia deve affrontare con urgenza e attraverso sforzi coerenti e costanti nel tempo». Il governo neoliberista, antipopolare e antinazionale di centrodestra, con l’avallo delle pseudo opposizioni di centrosinistra, sta portando a termine il saccheggio dell’Italia iniziato nel 1992 e voluto dall’Alta finanza mondialista. «Lo abbiamo detto: se cade il governo ci sono solo le elezioni, è molto semplice. Il nostro scenario è questo». Parola di leghista. Così il ministro dell’Interno, l’omino verde già condannato per oltraggio e resistenza a pubblico ufficiale, Roberto Maroni rispondendo ai giornalisti al termine di un incontro con i giovani padanindi Varese. «Berlusconi è diventato il burattino principale del teatrino politico italiano. Si assuma le sue sue responsabilità», ha invece affermato Gianfranco Fini. Il bue che dice cornuto all’asino…

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1 commento

  1. […] al limite del ridicolo. Mentre la crisi incalza, il debito pubblico incombe ed a Montecitorio stanno preparando la prossima conta, il Comico trinariciuto con i suoi pavoneggiamenti smisurati, anche quando si fa serio, non ha […]


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