William e Kate: dal polo all’Unicef, per la fame nel mondo

Il duca e la duchessa di Cambridge, William e Kate, si sono recati a Copenaghen per visitare il centro Unicef di smistamento degli aiuti di emergenza per l’Africa orientale, mentre nelle stesse ore un aereo britannico carico di 45 tonnellate di aiuti di prima necessità decollerà alla volta della regione africana colpita dalla peggiore carestia in 60 anni. Dal Canada e poi in California, in business class su un volo commerciale della British Airways, con grande felicità di tutto lo staff della compagnia di bandiera britannica, è stato un continuo e (quasi) sempre gioioso bagno di folla. I media ci fecero sapere, meno male, che la duchessa di Cambridge aveva un segreto. Suspance. Si trattava di una misteriosa cicatrice, di cui nessuno si era mai accorto e di cui non si conosce l’origine. La scoperta, pensate, venne fatta durante una serata di beneficenza. Sembra però incredibile quanto si diventa felicemente cretini a leggere taluni ragionamenti di una certa informazione embedded: William e Kate erano uniti, ancora prima di conoscersi, da una cicatrice che entrambi hanno quasi nello stesso punto: sul lato sinistro della fronte, vicino alla tempia. Quella di William era nota: quando aveva 13 anni era stato colpito per sbaglio da una mazza da golf durante una partita. Quella di Kate invece era rimasta nascosta perché normalmente è coperta dai capelli. Buckingham Palace, con un colpo tonante di culo, cercò di frenare il tam tam subito innescato dai media con un laconico comunicato: la cicatrice, spiegava la nota ufficiale, è rimasta dopo un intervento cui Kate è stata sottoposta quando era molto giovane. La nota conclude informando che nessun altra informazione sarà data sull’evento, poiché si tratta di una questione privata e personale. Un riserbo giustificato anche, pare, dalla serietà dell’intervento. Il 9 ottobre 2009, al rinfresco successivo ad una cerimonia nella Cattedrale di St. Paul per i soldati britannici caduti in Iraq, quando Tony Blair ha allungato la mano ad un genitore che aveva perso il figlio nella guerra, questi ha risposto: «Non stringo la Sua mano, è macchiata di sangue». Fatta eccezione per un paio di guerre umanitarie britanniche in Afghanistan e prima in Iraq, gli sposini reali ora sono in prima linea nella lotta alla fame nel corno d’Africa dove 12 milioni di persone rischiano la vita per mancanza di cibo. “God save the Queen” urlavano i Sex Pistols nel famoso inno dedicato alla Regina d’Inghilterra. È ora che anche il popolo li omaggi, che la Nazionale inglese canti a squarciagola il suo inno, che qualche parruccone imbellettato ne parli a “Porta a Porta“, ma soprattutto che tutti, ma proprio tutti, mandino un messaggino all’Unicef contro la fame nel mondo, tanto per lavarsi la coscienza o magari qualcosa per averla come suoneria.

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