Hanno creato il crack? Lo devono pagare loro

Tutti loro. I “finanzieri” che hanno comprato il debito dello Stato per lucrare interessi su interessi. Gli “industriali” che hanno rapinato il lavoro agli italiani con le delocalizzazioni. I “politici” di destra e di pseudo-sinistra che hanno svenduto le imprese strategiche – dell’energia, delle telecomunicazioni, dei trasporti, dell’alimentare – nazionali. Gli eurocrati servi dei banchieri di Wall Street e della City che hanno sottratto al popolo italiano l’emissione e il controllo della propria moneta e dell’economia. I “sindacalisti” che hanno “concertato”  la crisi delle attività produttive inginocchiandosi – nel nome della produttività, della flessibilità e della mobilità – al Colaninno o al Marchionne di turno. I cosiddetti “economisti” che hanno distrutto il benessere italiano nel nome del “mercato”. I signori dei partiti che hanno attinto dalle casse dello Stato per moltiplicare i posti di sottogoverno, inventando migliaia di enti inutili, “Regioni” comprese. I “governanti” che hanno ridotto l’Italia ad una totale colonia, dirottando le risorse pubbliche al finanziamento delle vergognose guerre “umanitarie” atlantiche. Non vogliono pagare loro? Vogliono addossare ai sudditi il loro malgoverno? Mandiamoli a casa. Usciamo dalla infame “Unione europea”. Lasciamogli l’euro, moneta-puntello di un dollaro carta-straccia. Riprendiamoci la libertà e la giustizia sociale.

da Ugo Gaudenzi, direttore RINASCITA

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3 commenti

  1. […] l’attuale doppia recessione abbia portato, a detta di alcuni, la necessità di fare in Italia nuove e urgenti privatizzazioni (motivando il bisogno impellente di far cassa per ridurre il debito) prima di prendere questa […]

  2. […] Essi hanno consegnato lo Stato strozzato dal debito pubblico da loro creato nelle mani della finanza usuraia, della precarietà, del mondialismo, del servilismo atlantico e guerrafondaio e peggio, del […]

  3. […] stritolamento dei giovani, dei lavoratori, degli ottuagenari, dei malati terminali e degli storpi, raccontando, di tanto in tanto, qualche favola sulla “crescita”, sulla “parità del bilancio” a […]


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