Default “remoto” Italia, l’ottimismo è il profumo della vita

Dopo il taglio del rating del debito sovrano italiano (dal livello  “A+” ai livelli  “A” e “A1”), e per diretta conseguenza del downgrade sul debito sovrano il taglio dell’outlook di ben 15 istituti di credito da stabile a negativo, di cui per 7 di questi anche il taglio del rating (Mediobanca, Findomestic, Intesa Sanpaolo, Banca Imi, Cassa di Risparmio di Bologna, Banca Infrastrutture Innovazione e Sviluppo passate da “A+” ad “A”), da parte dell’agenzia di rating Standard&Poor’s, il nuovo schiaffo all’Italia arriva da Moody’s, con un downgrading da quota “Aa2” a quota “A2” con prospettive negative. Mentre S&P’s bocciava la manovra economica come “non utile” al rilancio dell’economia, indicando “nella fragilità della maggioranza al governo una riduzione delle possibilità di azione del governo stesso”, le motivazioni dell’agenzia per la valuazione del credito Moody’s sono, se pure con parole leggermente diverse, sulla falsariga di quelle usate da S&P’s: «L’economia italiana, continua ad essere caratterizzata da debolezze strutturali, ostacoli alla crescita che non possono essere rimossi velocemente e che rendono il Paese più suscettibile agli shock finanziari». Il “rischio di default” – osserva Moody’s – “è remoto“, ma “la vulnerabilità è aumentata“. Infine in un messaggio che suona di nuovo come un duro voto di sfiducia per il Governo, si citano i «rischi finanziari e i rischi economici cui continua a restare esposta l’Italia» (clicca qui e leggi il testo). Nello specifico, l’Italia è uno di quei paesi considerati generalmente solventi, ma a rischio di illiquidità nel momento in cui le attuali incertezze e volatilità di mercato dovessero peggiorare. La replica del Governo: «Andiamo avanti, si lavora sulle misure per la crescita e proprio oggi l’Europa ha approvato quello che stiamo facendo», ha commentato il capobanda Silvio Berlusconi. Mentre una nota di palazzo Chigi ha fatto sapere che «La scelta di Moody’s era attesa» e che il Governo sta lavorando con il massimo impegno per centrare gli obiettivi di bilancio pubblico. Obiettivi che «Sono stati accolti positivamente e approvati dalla Commissione europea». Tanto, lo sapevano già. Cornuti, contenti, e con un piede nella fossa.

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2 commenti

  1. […] finanziaria? Quella di cui fa parte pure la sua (ex) Goldman Sachs? Tanto per rimanere in tema dopo Moody’s e Standard&Poor’s, pure Fitch ha declassato il nostro debito pubblico, portandolo da AA- ad A+. A dimostrare che gli […]

  2. […] L’Italia è vicina al collasso, è il leit motiv che viene dagli ambienti finanziari, dai governi europei e dalla Commissione di Bruxelles, tutti uniti nell’affermare che questo governo può mettere in crisi la stabilità la stessa esistenza dell’euro. Così, anche per le sue esuberanze casalinghe e telefoniche e per lo stile pacchiano tenuto ai vertici internazionali che lo hanno trasformato in una sorta di macchietta sui giornali di mezzo mondo, Berlusconi si trova sotto tiro. Ormai non sono soltanto gli ambienti angloamericani a volerlo disarcionare ma sono le stesse Nazioni guida dell’Ue, la Germania e la Francia. […]


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