VOGLIONO IL SANGUE DEI LAVORATORI

Via libera della Commissione Bilancio del Senato alla manovra. La Commissione ha votato il mandato al relatore e il decreto, modificato, approderà da martedì all’Aula del Senato. L’assemblea ha tempo fino a sabato per l’ok definitivo, poi il provvedimento passerà alla Camera. La porcata è contenuta nell’emendamento di maggioranza 8.16 all’articolo 8 proposto dal senatore Gilberto Pichetto Fratin (PDL): 2-bis. Fermo restando il rispetto della Costituzione, nonché i vincoli derivanti dalle normative comunitarie e dalle convenzioni internazionali sul lavoro, le specifiche intese di cui al comma 1 operano anche in deroga alle disposizioni di legge che disciplinano le materie richiamate dal comma 2 ed alle relative regolamentazioni contenute nei contratti collettivi nazionali di lavoro. Le intese sottoscritte a livello aziendale o territoriale, è stato deciso dal Senato, possono derogare a leggi sul lavoro, comprese quelle sul licenziamento, e alle relative norme contenute nei contratti nazionali. Resta salvo il rispetto della Costituzione, dei vincoli derivanti dalle normative comunitarie e dalle convenzioni internazionli sul lavoro. Sarà possibile licenziare senza giusta causa se il sindacato aziendale è d’accordo.

L’articolo 8 riguarda i possibili contenuti dei contratti collettivi di lavoro sottoscritti, a livello aziendale o territoriale, da associazioni dei lavoratori comparativamente più rappresentative sul piano nazionale ovvero dalle rappresentanze sindacali operanti in azienda. In particolare si prevede che tali contratti possano definire specifiche intese, volte al conseguimento degli obiettivi di cui al comma 1 (maggiore occupazione, qualità dei contratti di lavoro, emersione del lavoro irregolare, incrementi di competitività e di salario, gestione delle crisi aziendali e occupazionali, investimenti e avvio di nuove attività), e che i medesimi accordi possano a tal fine ridefinire la regolazione delle materie inerenti l’organizzazione del lavoro e della produzione (comma 2).

Festeggiate gente…

Un mosaico ben articolato e intrecciato a dovere da parrucconi imbellettati nel BelPaese delle leggine vergogna, costi della politica e dei privilegi “acquisiti”, che nessuno osa toccare. Perchè non indicare nelle spese politiche da tagliare il finanziamento ai partiti (introdotto nel 1974 per interrompere l’illegalità, dicevano, è stato abrogato dal referendum del 1993) che in tema di rimborsi elettorali – sempre approvati all’unanimità – nel 2010, i partiti hanno rubato al Popolo italiota 182.144.222,1 euro, mentre la prevista riduzione del 10% degli stipendi (parlamentari s’intende) è stata rimandata al futuro?

Secondo l’astuto schema imposto dal truffaldino compromesso catto-comunista (chiamato Costituzione) della “Repubblica democratica fondata sul lavoro“, a sovranità nazionale e popolare limitata, umiliata nell’Onore e vilipesa nel Diritto, sepolta dal debito pubblico causato da pregiudicati professionisti che si spacciano per politici, sempre più serva degli interessi per il dominio geopolitico dei padroni di Washington e Tel Aviv, genuflessa agli ordini dei poteri occulti di matrice affaristico-criminale, lacchè degli intrecci tra politica e massoneria, istituzioni dello Stato e apparati mafioso-criminali, cricche di baciapile e voltagabbana privilegiati, prezzolati sindacalisti, azzeccagarbugli, speculatori e usurai la tengono artificialmente in vita. E questa la chiamamo ancora Patria? 

Con la compiacenza dei governi democristiani, poi di quelli del centrosinistra e infine con l’astensione delle organizzazioni sindacali di regime, si sono create strutture legislative nel campo del lavoro che sulla carta avrebbero dovuto favorire i lavoratori nei momenti di crisi, ma che di fatto favorivano quasi sempre gli industriali ed il padronato. Di fatto, questi apparati burocratici hanno sempre girato la testa dall’altra parte in cambio di agevolazioni, quali permessi, esoneri sindacali e avanti ancora. Molto spesso abbiamo assistito al passaggio di sindacalisti ad incarichi dirigenziali nelle aziende ove operavano. In compenso, di fronte a strumenti che favorivano quasi sempre gli industriali chiudevano gli occhi.

La finta opposizione china il capo di fronte agli ordini impartiti dal signor Napolitano e lascia andare in porto una manovra economica che colpirà duramente i Lavoratori. In questi ultimi anni, con qualunque colore di governo c’è stato un duro assalto ai diritti acquisiti dei Lavoratori senza che da parte delle organizzazioni sindacali ci sia stata una reazione altrettanto dura. Ormai il Popolo e i Lavoratori sono al limite della sopportazione. In questa repubblica delle banane, che risponde al nome di Italia, chi fa politica o è un mestierante della stessa, senza arte nè parte o può addirittura essere un’ex velina che è elevata al rango di ministro.

Contro lo smantellamento della socialità, la riduzione dei salari, le nuove forme di schiavismo imposte dalla bramosia del dominio liberalcapitalista, lo sfruttamento nel mondo del lavoro, i contratti a tempo determinato, la flessibilità e gli infortuni mortali causati dalla cupidigia neoliberista, la delocalizzazione, la precarietà, la cancellazione del diritto al lavoro e del futuro per le nuove generazioni: SOCIALIZZAZIONE! Il governo neoliberista, antipopolare e antinazionale di centrodestra, con l’avallo delle pseudo opposizioni di centrosinistra, sta portando a termine il saccheggio dell’Italia iniziato nel 1992. Finti sindacalisti, finti oppositori, amministratori corrotti ancora genuflessi e funzionali agli interessi del capitalismo sfruttatore che attacca i più deboli, mentre la dorata Casta dei politici attaccata al portafogli, è sempre più lontana dalla realtà quotidiana del Popolo e dei Lavoratori. Ahi serva Italia…

Annunci

3 commenti

  1. […] se crisi c’è, è imputabile a precise responsabilità attribuibili senza ombra di dubbio a classi dirigenti sempre più indegne di questo nome. Come si comporta l’ordinamento per tutelare i diritti dei Lavoratori che vengono […]

  2. […] supera i 3 milioni di euro e l’ammontare è superiore al 30% del volume d’affari), licenziamenti facili e l’anticipo della pensione per le donne a 65 anni, fa anche un bello sconto a ministri, […]

  3. […] del governo Monti, con una famiglia di peso e sponsor come l’indegno ex ministro (del lavoro) Maurizio Sacconi ed il mancato premio Nobel per l’economia, il nano Renato Brunetta (definito “cretino” in […]


Comments RSS TrackBack Identifier URI

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

  • RSS QUOTIDIANO RINASCITA

    • Si è verificato un errore; probabilmente il feed non è attivo. Riprovare più tardi.