Metodi di assassinio SI✡NISTI e “cordoglio” dei loro complici

Riguardo al post pubblicato ieri, per chiarire questa sintesi, è necessario richiamare un’altra forma di terrorismo, più dolce, quella che si può definire con precisione terrorismo intellettuale: il Presidente della Repubblica italiota Giorgio Napolitano si è precipitato ad esprimere al Presidente israeliano Shimon Peres il proprio cordoglio per l’attentato di Eilat, affermando di essere “profondamente costernato e sdegnato per gli esecrabili attentati terroristici di Eilat, che hanno mietuto vittime inermi e causato il ferimento di soldati e civili”. Venerdì scorso, il Primo Ministro israeliano Benjamin Netanyahu, aveva detto: «Noi abbiamo una politica di strappare un prezzo molto alto da chiunque ci provochi dei danni». Per commettere il loro crimine di furto delle Terre e di genocidio, i boia sionisti hanno bisogno di neutralizzare l’opinione pubblica internazionale, di paralizzarla, con iniezioni regolari di «memoria olocaustica» e di racconti mitologici sulla «sofferenza» supposta degli ebrei nella storia dell’Europa tanto da compiacersi lacrimevolmente del fatto che qualcunoil fascista riabilitato Fini – spinga il suo occhiuto servilismo fino a coniare la formula «dell’Europa delle cattedrali e delle sinagoghe», mirabile sintesi in chiave di fantastoria. Si tratta di creare un sentimento di colpevolezza che i sionisti utilizzano da leva per ottenere i vantaggi e le complicità di cui hanno bisogno per perpretare i loro sanguinari disegni.

Dal 1948, si diffonde la notizia che l’antisemitismo sta crescendo. Nessuno l’ha mai visto diminuire! Se una notizia esce, non importa dove, si pubblica una fotografia o uno scritto, indicandone l’ebreo come corresponsabile di ciò che accade in Palestina, mentre le comunità ebraiche e bardati politicanti italioti si stringono attorno a Israele, viene lanciata una campagna accusatoria. Si denunciano le intenzioni, le persone che hanno dichiarato tali intenzioni o permesso di dichiararle, le si denuncia ai loro superiori per fargli perdere il lavoro, chiuder loro porte dei mezzi di comunicazione, isolarle e ridurle al silenzio.

 

Orde di funzionari sioniste sono pagate per fare ques’opera di bassa polizia e di ricatto. Fa parte del bon ton criticare i fascismi. È anche alla moda denigrare lo stalinismo e le sue derive. Si ha (ancora per un pò) il diritto di criticare gli Stati Uniti e il proprio imperialismo da esportazione. Ma non si avrebbe il diritto di criticare il sionismo perchè ciò equivarrebbe a dar prova di antisemitismo.

Questo metodo ricattatorio, divenuto sistematico, produce un effetto prevedibile:  sempre più gente si rende conto che l’antisemitismo tradizionale non esiste più, che si deve combattere l’influenza degli ebrei alleati alla politica di genocidio che si pratica in Palestina e che bisogna far cessare questo enorme scandalo, il massacro di un Popolo per rubargli la SUA terra.

La solidarietà interebraica, intersionista, apre la strada a una nuova risposta politica, che si opponga con molta fermezza alla volontà di egemonia mondialista del sionismo e che rifiuti di fare del pianeta l’ostaggio di qualche pugno di fanatici razzisti e sanguinari che regnano, speriamo per poco tempo ancora, sulla Terra di Palestina.

Nel maggio scorso la lectio magistralis (o ultima cambiale portata a pagamento al boia sionista) di Giorgio Napolitano intervenuto a un convegno dedicato ai rapporti tra risorgimento, ebrei e italiani e sionismo, a Gerusalemme, nella seconda giornata di visita in Israele, ricamata sull’elogio al “sionismo” dell’ebreo ungherese Thedor Hertzl (nel 1896 pubblicò Der Judenstaat “Lo stato Ebraico” dove propugnava ai governi europei l’idea di creare uno stato Ebraico in Palestina dove gli ebrei sarebbero stati avamposto della civiltà europea contro la barbarie musulmana) equiparato alla “nazione mazziniana”, in chiave revi-sionista e lacchè, una cosa è chiara: un servo è sempre un servo, dalla nascita (politica s’intende) però poi si perfeziona nel tempo.

Chissà se per Giorgio Napolitano, il comunista che fu ex in anticipo, ci sarà un risveglio (tant’è) e se analogo sdegno e costernazione sarà espresso con tanta testimonianza per la vendetta israeliana che si è abbattuta contro la popolazione della Striscia. Islam Qreiqe’, il bambino palestinese fatto a pezzi da un missile israeliano, aveva solo 2 anni, signor Presidente!

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3 commenti

  1. […] dirigenti sionisti, ma per genuflessione, anche ai loro inebetiti complici per i quali – vedi il Presidente della Repubblica italiota Giorgio Napolitano che si è precipitato ad esprimere a… – l’articolo di fede più importante rimane che Israele sia vittima sfortunata del […]

  2. […] il nostro (si fa per dire) dolore per la sua dipartita. La celebrazione sarà officiata dal cameriere del Nuovo Ordine Mondiale, Giorgio […]

  3. […] degli “impiegati della memoria” in SpE: strategie, leggi, memoriali, viaggi, convegni, ricatti morali, […]


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