Warren Edward Buffett, la morale dello squalo

«While the poor and middle class fight for us in Afghanistan, and while most Americans struggle to make ends meet, we mega-rich continue to get our extraordinary tax breaks (Mentre i poveri e la classe media combattono per noi in Afghanistan, mentre la maggior parte degli americani stenta ad arrivare a fine mese, noi mega ricchi continuiamo a goderci nostri sgravi fiscali straordinari)». Lo ha dichiarato il plurimiliardario (patrimonio 2010 stimato in 524,946.00 $ e terzo uomo più ricco al mondo) Warren Buffett – ad del colosso assicurativo Berkshire Hathaway – sul The New York Times. Premesso che la guerra afghana, oltre a garantire il controllo delle mafie occidentali sul traffico d’oppio, dirige la politica degli interessi delle compagnie assicurative e petrolifere dei guerrafondai giudei-statunitensi, convoglia gran parte delle attenzioni dell’inebetito pubblico teledipendente verso quel potere demoniaco che utilizza la stampa ad esso asservita per allontanare da sè ogni sguardo indiscreto. Così le dichiarazioni di voraci squali dell’Alta finanza, diventano strumenti utilissimi per diffondere la pratica della morale. Quando un super-ricco come lui (nel 2006 ha donato 37 miliardi $ in azioni benefiche alle popolazioni del Terzo mondo) predica di tassare i ricchi, c’è da dubitare. Gran parte del suo reddito (imposte federali 2010: 6,938,744 $) proviene da plusvalenze, i profitti derivanti da investimenti, e sono tassati al 17,4% dell’imponibile. Leggendo l’articolo, guarda caso, non si può fare a meno di notare come in nessun modo Buffett, il re della speculazione internazionale, proponga che il suo tasso d’imposta sul reddito debba essere aumentato di un solo punto percentuale. Detta così quindi la cifra farebbe pensare a un mucchio di soldi (tant’è!), ma tale importo è notevolmente inferiore a quello versato da chi lavora nel suo ufficio, con un carico fiscale che varia da 33% al 41%. Una beffa per tutti gli americani che stavano lentamente riprendendo la fiducia nella capacità del Congresso di affrontare i problemi fiscali del paese. La linea di fondo, invece, è che il buco fiscale degli Stati Uniti è così grande che alla fine (miliardari esclusi), a pagare più dei ricavi, sarà solo la classe media lavoratrice americana. Con tanti saluti a quella giustizia sociale tanto predicata dal maggiordomo di Wall Street, Barack Obama.

Advertisements

1 commento

  1. […] proprietà nel Buckinghamshire, in Inghilterra. Dall’elicottero sono scesi Warren Buffet, ufficialmente il secondo uomo più ricco del mondo, in realtà un giocatore di basso rango e Arnold Schwarzenegger, a quel tempo candidato Governatore […]


Comments RSS TrackBack Identifier URI

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

  • RSS QUOTIDIANO RINASCITA

    • Si è verificato un errore; probabilmente il feed non è attivo. Riprovare più tardi.