AA+, E PER UN PUNTO BARACK PERSE LA CAPPA

«Porta patens esto. Nulli claudatur honesto». Mentre in Italia il dibattito economico tra cialtroni bipartisan di maggioranza e d’opposizione prosegue sul “Chi commissaria Chi”, senza riuscire a trovare una proposta valida per questo tsnunami finanziario che si sta abbattendo sul BelPaese e sui listini europei, l’agenzia di rating Standard&Poor’s, nella serata tra venerdì e sabato, ha declassato i titoli di Stato americani dalla valutazione «AAA» a quella di secondo livello, «AA+», cioè ha deciso di abbassare l’outlook sul rating Usa da stabile a negativo. Il downgrade Usa, mai avvenuto in 70 di storia del rating, si aggiunge alle difficoltà dei debiti sovrani europei, minacciando la tenuta di titoli alla riapertura delle Borse. Solo pochi giorni fa Washington era riuscita a evitare un’insolvenza sui pagamentidagli effetti potenzialmente ben più gravi di un declassamento – scongiurata con un accordo tra repubblicani e democratici su regole di bilancio e su un innalzamento dei limiti al debito pubblico. Il taglio del rating, in un clima ad alta tensione, evidenzia il rischio di una nuova recessione. La Cina, primo detentore di debito Usa, ha rivendicato il diritto a pretendere dal governo americano le necessarie garanzie. Gli intoccabili non ci sono più. L’amministrazione presieduta da Obama, passata negativamente alla storia poichè gli Stati Uniti non sono più il Paese più affidabile al mondo, ha accusato S&P di aver “sbagliato i conti” per 2.000 miliardi di dollari: «I nostri problemi sono risolvibili. Non importa quello che dice un’agenzia, noi siamo gli Stati Uniti d’America e saremo sempre da tripla A», ha detto il magggiordomo di Wall Street. Negli Stati Uniti il tasso dei senza-lavoro è pari al 9,1%, con circa 15 milioni di persone a spasso. C’è un solo precedente di ciò che accade quando l’economia Usa con il 9% di disoccupati torna in recessione, risale al 1937: poi scoppiò la Seconda guerra mondiale. Per il resto rimane quella tripla A che non c’è più e che mette gli Usa un gradino indietro a una dozzina di Paesi del mondo; e sullo stesso piano di Nuova Zelanda e Belgio. Porta patens esto nulli. Claudatur honesto…

Annunci

5 commenti

  1. […] presieduta dal maggiordomo di Wall Street Barack Obama, passata negativamente alla storia per il downgrade mai avvenuto in 70 anni di rating, costringerà le governance europee a strangolare ulteriormente le proprie economie senza più […]

  2. […] fatto crollare lira e sterlina una volta, e potrebbe aver guadagnato una fortuna dallo storico declassamento degli Stati Uniti. Secondo il MailOnline, l’usuraio ottantenne George Soros, figlio di ebrei ungheresi, […]

  3. […] settimana di agosto è stata interamente dominata dalla decisione di Standard & Poor’s di togliere la tripla A al rating degli Stati Uniti, con una riduzione della valutazione del merito di credito da “AAA” ad “AA+”. L’impatto […]

  4. […] del Congresso di affrontare i problemi fiscali del paese. La linea di fondo, invece, è che il buco fiscale degli Stati Uniti è così grande che alla fine (miliardari esclusi), a pagare più dei ricavi, sarà solo la classe […]

  5. […] si è occupata a lungo di una questione economica che ha poi portato, tra le altre cose, al declassamento del rating da parte di Standard & Poor’s: il tetto del debito. Ad agosto, infatti, dopo una trattativa […]


Comments RSS TrackBack Identifier URI

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

  • RSS QUOTIDIANO RINASCITA

    • Si è verificato un errore; probabilmente il feed non è attivo. Riprovare più tardi.