Crollano le Borse europee dopo l’accordo sul debito Usa

L’accordo di massima raggiunto al Congresso tra democratici e repubblicani sull’innalzamento legale del debito pubblico non ha soddisfatto Barack Obama che in questa occasione aveva cercato di non evidenziare il suo status di maggiordomo di Wall Street, proponendo l’aumento delle aliquote fiscali per i più ricchi e il mantenimento della riforma sanitaria. Sul primo punto ha perso, sul secondo è riuscito a spuntarla. In tal modo, ha forse rinforzato le speranze di essere rieletto a novembre 2012. Se l’accordo non era quello che sperava l’inquilino della Casa Bianca, le principali Borse europee, che pure si attendevano un compromesso in extremis, hanno reagito malissimo con crolli generalizzati, alimentati anche dal dato negativo, ma prevedibile, dell’indice manifatturiero statunitense, nettamente sotto le attese. Da Milano (-3,87%) a Madrid (-2,86%), da Parigi (-2,27%) a Francoforte (-2,86%) mentre Londra in controtendenza è andata al rialzo per poi calare (-0,70%) seguendo l’apertura positiva di Wall Street che poi è franata sui dati sull’industria. Se l’economia reale di oltre Atlantico è in profondo rosso, in Europa è diffusa però la convinzione che la bancarotta Usa è stata rinviata al 2013 dopo le presidenziali dell’anno prossimo e con il collegato parziale rinnovo dei due rami del Congresso.

Il crollo dei listini europei è stato poi determinato dalla consapevolezza che adesso, dopo la tregua che gli Usa si sono assegnati, saranno i Paesi europei a rischio ad essere investiti dalla crisi e vedere i propri titoli di Stato attaccati dalla speculazione.

L’Italia infatti è finita subito sotto tiro e i rendimenti dei Btp decennali sono saliti al 6% che rappresenta un record (352 punti) nel differenziale (spread) con i Bund tedeschi presi a riferimento per la loro stabilità. Un attacco che è presumibile non si attenui con la pausa estiva, visto che il vero obiettivo degli speculatori è la caduta del governo in carica e una sua sostituzione con un esecutivo tecnico guidato possibilmente dall’ex consulente della Goldman Sachs, Mario Monti.

Spingere al rialzo i tassi di interesse praticati dal Tesoro di Tremonti obbligherà infatti il governo a rivedere i piani finanziari per i prossimi anni aumentando gli impegni finanziari ai quali dovrà fare fronte. Una manovra già riuscita con Atene ma che, nel caso dell’Italia, si riveste di particolari significati che hanno a che fare con la geopolitica e con gli equilibri e la destabilizzazione in corso nell’area mediterranea.

Per quanto riguarda la nuova legge di bilancio Usa, il limite temporale per trovare un accordo era la giornata di oggi. Obama si giocava il suo futuro politico, i repubblicani da parte loro non potevano mostrarsi troppo irremovibili sulle loro posizioni per non apparire agli occhi della maggioranza dell’opinione pubblica come i responsabili della bancarotta. Certo adesso il provvedimento dovrà essere approvato nel medesimo testo da Camera e Senato ma i voti disponibili ci sono e non mancheranno.

Nello specifico, l’accordo prevede il rialzo del tetto del debito di altri 2.100 miliardi di dollari, che saranno sufficienti per arrivare a novembre 2012 e il taglio della spesa pubblica per 2.500 miliardi di dollari. I tagli riguarderanno anche i programmi militari e il bilancio della Difesa per i prossimi 10 anni. Ma non gli investimenti sui nuovi armamenti e sull’innovazione tecnologica, che assicurano la supremazia globale a Washington, quanto invece le missioni all’estero che sono quanto mai impopolari negli stessi Usa e che si stanno rivelando inutili e controproducenti.

Entro il 23 novembre prossimo poi, una commissione del Congresso, metà di democratici e metà di repubblicani, dovrà individuare altri tagli per 1.500 miliardi di dollari entro il 23 novembre e poi farli approvare definitivamente da deputati e senatori entro il 23 dicembre. Non ci saranno maggiori aliquote fiscali per i cittadini più ricchi, come voleva Obama. In cambio i repubblicani hanno accettato di non toccare, per ora, i programmi di sicurezza sociale e l’assistenza sanitaria agli anziani.

Con il rialzo legale del debito, il Tesoro potrà lanciare nuove emissioni di titoli pubblici, potrà regolarmente pagare gli stipendi, le pensioni, e punto fondamentale gli interessi sui titoli federali. E la Federal Reserve potrà continuare ad inondare il mondo di quella carta straccia che sono i dollari.

Annunci

3 commenti

  1. […] sovrani europei, minacciando la tenuta di titoli alla riapertura delle Borse. Solo pochi giorni fa Washington era riuscita a evitare un’insolvenza sui pagamenti – dagli effetti potenzialmente ben più gravi di un declassamento – scongiurata con un […]

  2. […] che stavano lentamente riprendendo la fiducia nella capacità del Congresso di affrontare i problemi fiscali del paese. La linea di fondo, invece, è che il buco fiscale degli Stati Uniti è così grande che alla fine […]

  3. […] A sua volta il debito americano, una truffa piramidale, rimane una bomba ad orologeria. L’estate scorsa la politica americana si è occupata a lungo di una questione economica che ha poi portato, tra le altre cose, al declassamento del rating da parte di Standard & Poor’s: il tetto del debito. Ad agosto, infatti, dopo una trattativa complicata ed estenuante, democratici e repubblicani trovarono un accordo per alzare il tetto fissato dalla legge per le dimensioni del debito pubblico americano, concedendo così al governo di continuare a prendere denaro in prestito. Le principali Borse europee reagirono malissimo con crolli generalizzati. […]


Comments RSS TrackBack Identifier URI

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

  • RSS QUOTIDIANO RINASCITA

    • Si è verificato un errore; probabilmente il feed non è attivo. Riprovare più tardi.