“PROCESSO LUNGO”, LA MAFIA RINGRAZIA

Ecco come e perché il cosiddetto “processo lungo“, sulla cui approvazione in Senato il Governo ha posto la fiducia (160 sì e 139 no, ndr) farà danni agli onesti e un favore alla mafia. Siamo a teatro. Un tale ruba la borsetta a una signora. Davanti al tribunale dieci testimoni precisi, sereni, estranei alle parti lo confermano. Ma la difesa chiede che tutti gli spettatori vengano sentiti: possono aver visto, magari con la coda dell’occhio. Oggi il giudice, che è organo imparziale, può escludere le prove manifestamente superflue o irrilevanti. Con la legge sul “processo lungo” non potrà più; solo quelle manifestamente non pertinenti potranno essere escluse. E siccome sono pertinenti a quella vicenda tutte le deposizioni degli spettatori, tutti dovranno essere sentiti. Mesi di udienze per un furterello. A chi giova? A chi vuole tirare in lungo il processo: finalmente la verità. Il processo breve era una menzogna, perché significa la morte anticipata della procedura. Qui almeno si dice chiaramente l’obiettivo.

Ancora un esempio. Non si potranno utilizzare le sentenze, pur se definitive, che accertano un determinato fatto, se non sentendo di nuovo i testi già ascoltati sui quali esse si fondino: come, per intenderci, i testimoni di un processo che abbia già accertato una corruzione. A chi giova? Poiché la riformetta si applicherebbe anche ai processi in corso in primo grado, serverebbe magari con urgenza a chi fosse notoriamente un imputato.

Il quale potrà pure interrogare direttamente i testi che abbiano reso dichiarazioni a suo carico: il mafioso estorsore guarderà significativamente negli occhi, facendogli domande, il poveretto che finalmente ha creduto di poter parlare. Forse sarebbe il caso di riflettere ancora su simili innovazioni. Su tutto questo, che varrà per decine di migliaia di processi, rallentandoli e vanificandoli, il governo mette la fiducia. Mentre i titoli di Stato italiani vacillano, mentre la corruzione distrugge la credibilità delle istituzioni all’interno e all’estero. Pensare che la legge, al cui interno si sono messe le novità, era nata per escludere il giudizio abbreviato e le sue riduzioni di pena  per i delitti puniti con l’ergastolo.

da Adriano Sansa, FAMIGLIA CRISTIANA

(Adriano Sansa, nato a Pola  nel 1940, è pretore a Genova presso il Tribunale dei Minori)

Il termine “gaglioffo” è un insulto? È lecito che un magistrato lo usi per criticare un membro del Governo? Secondo il CSM, il giudice Sansa, si rese responsabile di “deliberata e gratuita aggressione alla dignità e alla reputazione degli esponenti del governo” e quindi di “lesione dell’immagine del magistrato”. Per questo venne sottoposto a procedimento disciplinare. Il termine venne usato durante un’assemblea aperta dell’ANM nel 2008, e rivolto ai membri del Governo. Il discorso si indirizzava “specificamente” al capobanda Silvio Berlusconi, e al suo prestanome Angelino Alfano.

In quell’occasione il magistrato invocò pubblicamente e senza esitazioni “una resistenza della cultura e della coscienza al disegno di assoggettare la legge a un gruppo di potere, a un primo ministro piduista circondato da persone che servono lui e non lo Stato”. Il magistrato, ex sindaco di Genova, non è nuovo a questo tipo di esternazioni. Pretore d’assalto negli anni ’70 indagò anche sullo scandalo petroli. Le sue battaglie a difesa del diritto dei magistrati a esprimere le proprie opinioni gli sono valse già sei procedimenti disciplinari, peraltro tutti archiviati dal CSM. Per questo, Adriano Sansa, venne incolpato davanti alla sezione disciplinare del CSM di  “violazione dei generali doveri di misura e rispetto degli individui” e l’accusa ne chiese la censura.

«Ho usato la parola gaglioffi, che significa inetti e rozzi – disse Sansa a sua difesa – in un discorso di fermissima critica e in un contesto argomentativo, e non accetto che si dica che è una parola gratuita. Confermo di aver fatto bene a dire quelle cose. Ho il diritto di dire rozzi e inetti di fronte a una degenerazione di un ordinamento conquistato in secoli di cammino».

Atto Senato n. 2567
XVI Legislatura

Modifiche agli articoli 438, 442 e 516 e introduzione dell’articolo 442-bis del codice di procedura penale. Inapplicabilità del giudizio abbreviato ai delitti puniti con la pena dell’ergastolo

  • Iter

28 luglio 2011:  all’esame dell’assemblea

Successione delle letture parlamentari  C.668  assorbe C.657 approvato il 17 febbraio 2011

S.2567  all’esame dell’assemblea  28 luglio 2011

  • Iniziativa Parlamentare

On. Carolina Lussana (LNP)

  • Cofirmatari

On. Angelo Alessandri (LNP) (aggiunge firma in data 2 luglio 2009)

On. Stefano Allasia (LNP) (aggiunge firma in data 2 luglio 2009)

On. Massimo Bitonci (LNP) (aggiunge firma in data 2 luglio 2009)

On. Guido Bonino (LNP) (aggiunge firma in data 2 luglio 2009)

On. Matteo Bragantini (LNP) (aggiunge firma in data 2 luglio 2009)

On. Matteo Brigandi’ (LNP) (aggiunge firma in data 2 luglio 2009)

On. Gianluca Buonanno (LNP) (aggiunge firma in data 2 luglio 2009)

On. Corrado Callegari (LNP) (aggiunge firma in data 2 luglio 2009)

On. Davide Caparini (LNP) (aggiunge firma in data 2 luglio 2009)

On. Giacomo Chiappori (LNP) (aggiunge firma in data 2 luglio 2009)

On. Silvana Andreina Comaroli (LNP) (aggiunge firma in data 2 luglio 2009)

On. Nunziante Consiglio (LNP) (aggiunge firma in data 2 luglio 2009)

On. Roberto Cota (LNP) (aggiunge firma in data 2 luglio 2009)

On. Jonny Crosio (LNP) (aggiunge firma in data 2 luglio 2009)

On. Claudio D’Amico (LNP) (aggiunge firma in data 2 luglio 2009)

On. Manuela Dal Lago (LNP) (aggiunge firma in data 2 luglio 2009)

On. Gianpaolo Dozzo (LNP) (aggiunge firma in data 2 luglio 2009)

On. Guido Dussin (LNP) (aggiunge firma in data 2 luglio 2009)

On. Luciano Dussin (LNP) (aggiunge firma in data 2 luglio 2009)

On. Giovanni Fava (LNP) (aggiunge firma in data 2 luglio 2009)

On. Massimiliano Fedriga (LNP) (aggiunge firma in data 2 luglio 2009)

On. Sebastiano Fogliato (LNP) (aggiunge firma in data 2 luglio 2009)

On. Fulvio Follegot (LNP) (aggiunge firma in data 2 luglio 2009)

On. Gianluca Forcolin (LNP) (aggiunge firma in data 2 luglio 2009)

On. Maurizio Fugatti (LNP) (aggiunge firma in data 2 luglio 2009)

On. Andrea Gibelli (LNP) (aggiunge firma in data 2 luglio 2009)

On. Franco Gidoni (LNP) (aggiunge firma in data 2 luglio 2009)

On. Giancarlo Giorgetti (LNP) (aggiunge firma in data 2 luglio 2009)

On. Paola Goisis (LNP) (aggiunge firma in data 2 luglio 2009)

On. Paolo Grimoldi (LNP) (aggiunge firma in data 2 luglio 2009)

On. Manuela Lanzarin (LNP) (aggiunge firma in data 2 luglio 2009)

On. Elena Maccanti (LNP) (aggiunge firma in data 2 luglio 2009)

On. Laura Molteni (LNP) (aggiunge firma in data 2 luglio 2009)

On. Nicola Molteni (LNP) (aggiunge firma in data 2 luglio 2009)

On. Alessandro Montagnoli (LNP) (aggiunge firma in data 2 luglio 2009)

On. Emanuela Munerato (LNP) (aggiunge firma in data 2 luglio 2009)

On. Giovanna Negro (LNP) (aggiunge firma in data 2 luglio 2009)

On. Luca Rodolfo Paolini (LNP) (aggiunge firma in data 2 luglio 2009)

On. Maria Piera Pastore (LNP) (aggiunge firma in data 2 luglio 2009)

On. Gianluca Pini (LNP) (aggiunge firma in data 2 luglio 2009)

On. Ettore Pietro Pirovano (LNP) (aggiunge firma in data 2 luglio 2009)

On. Massimo Polledri (LNP) (aggiunge firma in data 2 luglio 2009)

On. Fabio Rainieri (LNP) (aggiunge firma in data 2 luglio 2009)

On. Marco Giovanni Reguzzoni (LNP) (aggiunge firma in data 2 luglio 2009)

On. Erica Rivolta (LNP) (aggiunge firma in data 2 luglio 2009)

On. Marco Rondini (LNP) (aggiunge firma in data 2 luglio 2009)

On. Matteo Salvini (LNP) (aggiunge firma in data 2 luglio 2009)

On. Roberto Simonetti (LNP) (aggiunge firma in data 2 luglio 2009)

On. Stefano Stefani (LNP) (aggiunge firma in data 2 luglio 2009)

On. Giacomo Stucchi (LNP) (aggiunge firma in data 2 luglio 2009)

On. Renato Walter Togni (LNP) (aggiunge firma in data 2 luglio 2009)

On. Alberto Torazzi (LNP) (aggiunge firma in data 2 luglio 2009)

On. Pierguido Vanalli (LNP) (aggiunge firma in data 2 luglio 2009)

On. Raffaele Volpi (LNP) (aggiunge firma in data 2 luglio 2009)

On. Antonio Di Pietro (IdV) (aggiunge firma in data 24 gennaio 2011)

On. Angela Napoli (FLI) (aggiunge firma in data 24 gennaio 2011)

  • Natura

ordinaria

  • Presentazione

Trasmesso in data 18 febbraio 2011; annunciato nella seduta pom. n.506 del 22 febbraio 2011.

  • Classificazione TESEO

CODICE E CODIFICAZIONI, GIUDIZIO ABBREVIATO, ERGASTOLO

  • Articoli

ABROGAZIONE DI NORME (Art.4), IMPUTATI E INDIZIATI DI REATO (Art.2), REATI (Artt.2,6), DIBATTIMENTO (Art.3), CONDANNE PENALI (Art.4), PENE DETENTIVE (Artt.4, 5)

  • Relatori

Relatore alla Commissione Sen. Roberto Centaro (PdL);

Relatore di maggioranza Sen. Roberto Centaro (PdL) nominato nella seduta pomeridiana n.230 del 6 aprile 2011 (proposto assorbimento ddl S2613 nel ddl S2567, emendato);

Annunciata la relazione il 12 aprile 2011; annuncio nella seduta pom. n.538 del 12 aprile 2011;

  • Assegnazione

Assegnato alla 2ª Commissione permanente (Giustizia) in sede referente il 22 febbraio 2011. Annuncio nella seduta pomeridiana n.506 del 22 febbraio 2011. Pareri delle commissioni 1ª (Aff. cost.)

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4 commenti

  1. Tutto lascia presumere che tante leggi approvate da questo parlamento pinocchio, siano ad uso e consumo degli avvocati.Mi piacerebbe tanto sapere quanti azzecca garbugli siedono negli scranni romani, ad occhio e croce un 70%. Pensiamo di risolvere i ns.problemi con loro? Dilatare i tempi vuol dire per loro incassare di più ……….. certo da quelli che hanno i quattrini o li fanno a spese nostre. Però stiamo attenti che gli avvoltoi ci girano sopra ed aspettano il momento opportuno.per farne un boccone di questa malandata Italia. G. Strasser

  2. […] il decreto “allunga-processi” è il giorno della “vacanza lunga”. La conferenza dei capigruppo di Montecitorio ha previsto […]

  3. […] il decreto “allunga-processi” è il giorno della “vacanza lunga”. La conferenza dei capigruppo di Montecitorio ha previsto […]

  4. […] la realtà supera la fantasia, il potere ha sempre cercato i privilegi, convinto, in fondo, dell’impunità. Il degrado morale è tanto e così diffuso che la parola scandalo ha perso il vero significato: […]


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