Arcipelago Murdoch: il regno della paura sta crollando in pezzi

Un dominio di tirannia personale. Rupert Murdoch è fondatore e proprietario di un vasto conglomerato economico specializzato nel settore dei mezzi di comunicazione di massa, probabilmente la maggior compagnia del campo a livello mondiale: la News Corporation. Nel 2010 la rivista americana Forbes ha stimato il suo patrimonio in 6,3 miliardi di dollari, facendo di lui il 117° uomo più ricco del mondo. Quest’anno – secondo Forbes – risulta essere il 90° dirigente d’azienda più facoltoso al mondo (NA NVSA) con una compensazione totale pari a 15,20 miliardi di dollari. Dopo aver iniziato con giornali, magazines e stazioni televisive in Australia, suo paese di origine, le produzioni di Murdoch si espansero nel Regno Unito e negli Stati Uniti, per poi approdare in quasi tutti gli angoli del pianeta (il suo gruppo editoriale raggiunge ogni giorno circa 4,7 miliardi di persone, i ¾ della popolazione globale). Intercettazioni telefoniche di bambini uccisi, corruzione di poliziotti, distruzione prove di reato, minacce: l’impero di Murdoch è entrato nel sottobosco criminale.

Per decenni ha fatto affari impunemente, facendo e disfacendo governi grazie ai suoi media e silenziando i suoi oppositori. Per settimane rivelazioni quasi giornaliere hanno svelato la diffusione della corruzione dei media nel Regno Unito. I suoi basisti hanno intercettato i telefoni di migliaia di persone, incluse vedove straziate dal dolore e soldati che hanno perso la vita in Iraq, rubato le informazioni bancarie del Primo ministro – perseguitato per 10 anni – passato mazzette a poliziotti. Il figlio di Rupert, James Murdoch, ha autorizzato di persona pagamenti indirizzati alle vittime per farle tacere. Ma questo è solo la punta dell’iceberg: Murdoch rappresenta un problema globale.

E’ fin troppo facile, oggi, accusare i predatori di queste multinazionali ed è altrettanto troppo facile assumere le vesti di fustigatore di taluni tecnocrati-funzionari dell’apparato di potere plutocratico installato dei consigli di amministrazione delle banche e delle multinazionali. Ripetiamolo, piaccia o non piaccia ai pescicane che scaldano abusivamente le seggiole del parlamento, che queste sono le strutture operative del comando oligarchico dal quale l’Alta Finanza ebraico-massonica internazionale pianifica e concretizza l’asservimento dei popoli del pianeta mediante i meccanismi capitalistico-finanziari della grande usura.

Se è fuori dubbio che dirigenti di banche e finanziarie hanno agito in maniera a dir poco spregiudicata, è altrettanto vero che hanno potuto agire in tale modo solo perchè protetti da legislazioni vigenti in tutto il mondo che favoriscono gli industriali, capitalisti e multinazionali del malaffare. Imbrogli e truffe sono sempre favoriti da leggi in vigore che stimolano il comportamento, infame, di mercenari i quali, peraltro, possono ben dire che agiscono secondo la legge. Si sa che nei consigli di amministrazione delle multinazionali del malaffare sono sempre presenti i cosiddetti “tecnici” che riescono a sfruttare tutti gli appigli che la legge consente loro. Purtroppo, l’economia europea viaggia sempre all’ombra dell’economia statunitense, e ciò dipende da leggi che si emanano nella patria per eccellenza del capitalismo sfruttatore. Ergo, a ogni starnuto di Bush o Obama, tutto il pianeta prende il raffreddore

Uno dei pericoli percepito da questo sistema prigioniero del libero mercato è che questi buffoni liberisti non si smentiscono mai, fino appunto a scusarsi quasi beffardamente «We are sorry for the serious wrongdoing that occurred», «Ci scusiamo per i gravi torti commessi». Firmato: Rupert Murdoch.

Questa la frase che News International, la filiale britannica di NewsCorp del tycoon australiano, ha scelto di usare negli spazi pubblicitari a tutta pagina, comprati sui giornali britannici, per sensibilizzare lettori e cittadini per la vicenda delle intercettazioni al centro dello scandalo che sta travolgendo l’impero di Murdoch sulle due sponde dell’Atlantico. Rupert Murdoch, ha una visione politica molto radicale, ed è noto per imporre la linea editoriale ai suoi giornali. Corrompe e controlla le democrazie facendo pressione sui politici per portare avanti le sue idee criminali su guerra, tortura, e distruggendo la vita di persone che gli si mettono di traverso, grazie alla sua macchina del fango.

Negli Stati Uniti ha finanziato l’elezione alla presidenza del criminale di guerra George W. Bush Jr e la maggior parte dei candidati repubblicani che hanno corso alla presidenza sono stati sul libro paga del suo canale Fox News (in foto i commentatori Rick Santorum, Mike Huckabee, Newt Gingrich, Sarah Palin), che ha diffuso molte notizie false per promuovere la guerra in Iraq, prodotto intolleranza nei confronti dei musulmani e degli immigrati e aiutato a creare l’ambiguo movimento liberista, libertario e conservatore, del Tea Party. Un concentrato di Reaganismo estremo.

L’impero di Rupert Murdoch è sull’orlo di una crisi colossale? La risposta è positiva. Questo potere demoniaco, giunto vicinissimo al traguardo, ha utilizzato i peggiori mezzi di disinformazione di massa ad esso asserviti, per allontanare da sè ogni sguardo indiscreto: così tutte le escrescenze tumorali sorte nel cuore di questo sistema, stanno travolgendo tutta la dirigenza. E siamo solo agli inizi. A far tremare il colosso statunitense è la Foreign Corrupt Practices Act (Fcpa), la normativa che preclude alle imprese americane ogni sorta di corruzione, le rende perseguibili non solo per reati commessi sul territorio americano ma anche all’estero.

Il Procuratore generale degli Stati Uniti, Eric Holder ha spiegato che “il Dipartimento sta esaminando la possibilità di aprire un’inchiesta formale, con l’uso di tutte le agenzie competenti“. Che sono almeno tre: l’Fbi come polizia giudiziaria, la Sec che è l’organo di vigilanza sulle Borse (News Corp è quotata), la Federal Communication Commission che vigila sui media. Nel frattempo, tra gli indagati inghiottiti nello scandalo delle intercettazioni illegali, anche il figlio del magnate, James Murdoch. La motivazione sarebbe che News International avrebbe cercato di insabbiare lo scandalo cercando di cancellare alcune email per deviare il corso della giustizia. News of the World, la nota rivista domenicale protagonista dello scandalo delle intercettazioni illegali in Inghilterra, ha interrotto le sue pubblicazioni. Rebekah Brooks, ex direttrice di News of the World ed ex amministratore delegato di News International, ha lasciato l’incarico nonostante l’appoggio incondizionato di Murdoch. Arrestata dagli inquirenti che indagano sullo scandalo delle intercettazioni e dei pagamenti alla polizia, è stata liberata su cauzione. Anche il capo della polizia britannica di Scotland Yard, Paul Stephenson si è dimesso: troppe le voci sulle sue frequentazioni sospette, sui favori ricevuti da persone vicine al News of the World. Stephenson è stato travolto dallo scandalo delle intercettazioni per i suoi legami con l’indagato Neil Wallis, ex vicedirettore di News of the World, per aver accettato un soggiorno di 20 giorni in una SpA di lusso. Wallis, tra l’altro, era stato assunto da sir Paul come consulente di Scotland Yard.

Sia come sia, il finale non cambia.

Il disastro attuale ove ha origine? La risposta univoca, l’unica delle quali si possono trarre certezze è che la logica e il dominio capitalistico neocon devono essere abbattute, cancellate dalla prospettiva di nazioni e continenti. Solo così osserveremo la fine del sistema apportatore di indicibili sciagure a tutto il genere umano. Altrimenti, il potere della plutocrazia parassitaria è destinato a durare, insieme al rischio dell’abuso e dell’arricchimento illecito.

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1 commento

  1. […] Usa per l’opposizione dell’ala destra del suo stesso partito, legata al movimento dei Tea Party contrario a priori a ogni misura per innalzare il limite massimo della spesa. Gli Stati Uniti hanno […]


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