PAOLO BORSELLINO, UNA PERSONA PERBENE

«C’è un equivoco di fondo.
Si dice che il politico che ha avuto frequentazioni mafiose,
se non viene giudicato colpevole dalla magistratura, è un uomo onesto.
No! La magistratura può fare solo accertamenti di carattere giudiziale.
Le istituzioni hanno il dovere di estromettere gli uomini politici
vicini alla mafia,
per essere oneste e apparire tali»

[Paolo Borsellino, Magistrato Antimafia]
Palermo, 19 gennaio 1940 – Palermo, 19 luglio 1992 

Il 19 luglio 1992, dopo aver pranzato a Villagrazia con la moglie Agnese e i figli Manfredi e Lucia, Paolo Borsellino si recò insieme alla sua scorta in via D’Amelio, dove viveva sua madre. Una Fiat 126 parcheggiata nei pressi dell’abitazione della madre, in via Mariano D’amelio, con circa 100 kg di tritolo a bordo, alle 16:58 esplose al passaggio del giudice, uccidendo oltre a Paolo Borsellino anche i cinque agenti di scorta: Emanuela Loi, Agostino Catalano, Vincenzo Li Muli, Walter Eddie Cosina, Claudio Traina.

L’ultima parte dell’intervista rilasciata da Paolo Borsellino nel 1992:

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1 commento

  1. Oggi è venuto da noi in classe un signore di nome Carlo Rossetti e ci ha raccontato la vita di Giovanni Falcone💙
    CI MANCHERETE😂


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