DEBITO PUBBLICO, MAGGIO: 1.897,472 miliardi di euro

La manovra di pareggio (70 miliardi di euro) dopo aver incassato il via libera del Senato (161 sì, 135 no e 3 astenuti), è passata anche a Montecitorio con 314 sì, 280 no e 2 astenuti. Con l’approvazione della Camera diventa legge dello Stato. Il passacarte Giorgio Napolitano l’ha già firmata e arriverà subito in Gazzetta Ufficiale. In termini di contenuti le principali novità riguardano pensioni e ticket sanitari. Si andrà in pensione più tardi (per la prima volta vengono toccati i lavoratori con 40 anni di contributi che, finora, potevano lasciare immediatamente il lavoro, indipendentemente dall’età, al raggiungimento del requisito contributivo), e per continuare a prendere per il culo gli italiani, le pensioni d’oro della Casta saranno gravate (dicono loro) da un contributo straordinario, ribattezzato “contributo di solidarietà“, che si applicherà sugli importi delle pensioni eccedenti i 90 mila euro lordi e fino a 150 mila euro dove si applicherà un prelievo del 5%, che salirà al 10% per la parte eccedente i 150 mila euro l’anno. Da lunedì, invece, a carico di tutti i cittadini non esenti, scatta il ticket di 10 euro sulla ricetta per assistenza ambulatoriale specialistica e di 25 euro (non pagano i bambini fino a 14 anni, chapeau) per prestazioni di Pronto soccorso a codice bianco, quelle per le necessità meno gravi. L’unica norma inserita nel pacchetto è la soppressione del contributo ai partiti in caso di interruzione anticipata della legislatura. Un ricatto. Se la legislatura continua sino a naturale scadenza il risparmio è zero. Se si interrompesse adesso, i partiti in Parlamento non prenderebbero il rimborso 2012 e 2013, perdendo la quinta tranche dei rimborsi elettorali (100 milioni di euro), cioè un quinto di 503.094.380,90 euro. Ma dei 500 milioni complessivi, otterrebbero solo le tre tranches (300 milioni totali) che hanno già incassato. Avete capito? Con 8,2 milioni di poveri in Italia, gli italiani stringono la cinghia e questi non scuciono un centesimo. «Stanotte sono scivolato in bagno, c’era qualcosa di viscido per terra, e ho battuto la testa. Ho un dolore alla mascella», così il capobanda Silvio Berlusconi ha raccontato la sua disavventura ad alcuni basisti del Partito degli onesti a margine del voto sulla manovra, i cui tagli alle detrazioni costeranno 1.000 euro di tasse in più a famiglia. In questo scenario desolante da Medioevo bisogna continuare a lottare. E mentre questi cialtroni che si spacciano per politici continuano a ingrassare, nel panorama della silente informazione italiota, il debito pubblico nazionale, riferito al mese di Maggio, tocca un nuovo record che, in valori assoluti, raggiunge quota 1.897,472 miliardi di euro contro i 1.890,622 miliardi di Aprile, segnanzo un rimbalzo di oltre 7 miliardi. E’ quanto risulta dal Supplemento al Bollettino Statistico n°35 del 15/07/2011 di Bankitalia dedicato alla Finanza pubblica. Ma il cielo è sempre più blu…

speculazione finanziaria
LA FINANZA OMBRA SI ALLUNGA SULL’ITALIA

La crisi che ha investito l’Italia ha un mandante: la finanza ombra che ha letteralmente stravolto il sistema finanziario borsistico e obbligazionario e rischia di produrre danni incalcolabili. Durante la tempesta perfetta che si è abbattuta sulla Borsa e sui titoli di stato italiani molti hanno genericamente gridato al ruolo della speculazione e la Consob ha tentato di arginare il fenomeno con un piccolo provvedimento di “trasparenza” che ha permesso di rilevare che solo lo 0,16% delle contrattazioni era riconducibile alle vendite allo scoperto. Ma verificare quanti e quali operatori hanno scelto di scommettere sul ribasso dei titoli azionari mentre la metà del mercato viene gestito da soggetti al di là delle regole è come somministrare antibiotico ad un malato colpito da un virus: lo si indebolisce senza combattere l’intruso. Per capire di che cosa stiamo parlando basta qualche dato: durante il lunedì nero 11 luglio ad esempio, sul Chi-X (mercato parallelo gestito da Nomura) per il titolo Intesa SanPaolo sono passati di mano oltre 80 milioni di pezzi, rispetto ai 300 milioni circa di piazza Affari (quasi il 30% di quanto scambiato dal titolo in Borsa Italiana); aggregando anche altre piattaforme alternative (in gergo chiamate MTFMultilateral Trading Facility) come Bats e Turquoise, il valore si avvicina al 50%. Per Unicredit la quota scambiata su tali mercati alternativi è risultata nella giornata di lunedì prossima al 25% di quanto fatto in Borsa. Il vero male è quindi quello della cosiddetta finanza ombra.

Valori nel dicembre del 2008 aveva già segnalato la gravità e pericolosità di questo mercato parallelo reso possibile negli Stati Uniti e in Europa dalla furia della deregulation iniziata alla fine degli anni ’80.

Si chiamano Turquoise, Baikal, RiverCross. Nomi che evocano mari trasparenti, laghi profondi e puliti, fiumi alpini a cui ci si può dissetare. In realtà sono quanto di più oscuro abbiano prodotto i mercati finanziari. Tanto che, in gergo, sono indicati come “dark pools” (pozze scure): borse alternative dove si possono negoziare grandi quantitativi di azioni senza che nessuno riesca a vedere i prezzi intermedi della contrattazione. Si vede solo il prezzo finale, quando i giochi sono fatti.

Le dark pools hanno cominciato a proliferare in Europa dal 2007, dopo l’approvazione della normativa europea sui mercati finanziari Mifid che abolisce l’obbligo di concentrazione delle negoziazioni nei mercati regolamentati ed introduce nuovi sistemi di scambio. I cosiddetti Alternative Trading Systems o ATS (il nome ufficiale delle dark pools), che dovrebbero garantire la “best execution“, l’esecuzione delle negoziazioni alle migliori condizioni possibili per i clienti. Uno dei principi cardine della Mifid. In pratica, se prima ci si rivolgeva a una banca per comprare 20.000 azioni di Eni, la banca le poteva negoziare solo ai prezzi stabiliti dalla Borsa Italiana. Ora lo può fare anche passando per una borsa alternativa, che offre la possibilità di spuntare prezzi migliori. Ed è su queste piattaforme che è andato in scena l’attacco speculativo nei confronti dell’Italia.

I detentori del debito pubblico in Europa:

  • Grecia 143%
  • Italia 119%
  • Belgio 97%
  • Irlanda 96%
  • Portogallo 93%
  • Germania 83%
  • Francia 82%
  • Gran Bretagna 80%
  • Ungheria 80%
  • Austria 72%
  • Malta 68%
  • Olanda 63%
  • Cipro 61%
  • Spagna 60%
  • Polonia 55%
  • Finlandia 48%
  • Lettonia 45%
  • Danimarca 44%
  • Slovacchia 41%
  • Svezia 40%
  • Repubblica Ceca 39%
  • Lituania 38%
  • Slovenia 38%
  • Romania 31%
  • Lussemburgo 18%
  • Bulgaria 16%
  • Estonia 7%

da The New York Times, Debt Contagion Threatens Italy

Per difendere il sistema Paese e l’euro stesso è indispensabile vietare queste “armi di distruzione di massa” che portano la firma di Goldman Sachs, Nomura, Citigroup, Credit Suisse, Deutsche Bank, Merrill Lynch, Morgan Stanley e UBS solo per citare i principali operatori, gli stessi che in larga misura sono stati salvati dal fallimento con danaro dei contribuenti che ora sono anche costretti a pagare il risanamento dei conti degli stati peggiorati per effetto della crisi.

da Andrea Di Stefano, VALORI

 

Anno

Governi

Inflazione

Debito

Rapporto debito/Pil

     

(milioni €)

 

1970

Rumor, Colombo

5,1%

14.285

40,5%

1971

Colombo

5,0%

17.585

45,7%

1972

Andreotti

5,6%

22.008

52,2%

1973

Andreotti, Rumor

10,4%

27.499

54,0%

1974

Rumor, Moro

19,4%

34.361

53,2%

1975

Moro

17,2%

43.205

58,4%

1976

Moro, Andreotti

16,5%

52.909

56,8%

1977

Andreotti

18,1%

64.063

56,6%

1978

Andreotti

12,4%

81.810

61,5%

1979

Andreotti, Cossiga

15,7%

98.632

60,6%

1980

Cossiga, Forlani

21,1%

118.038

58,0%

1981

Forlani, Spadolini

18,7%

146.410

60,1%

1982

Spadolini, Fanfani

16,3%

186.961

65,0%

1983

Fanfani, Craxi

15,0%

235.520

70,3%

1984

Craxi

10,6%

284.825

74,4%

1985

Craxi

8,6%

346.005

80,5%

1986

Craxi

6,1%

401.499

84,5%

1987

Craxi, Fanfani, Goria

4,6%

460.418

88,6%

1988

Goria, De Mita

5,0%

522.732

90,5%

1989

De Mita, Andreotti

6,6%

589.995

93,1%

1990

Andreotti

6,1%

667.848

95,2%

1991

Andreotti

6,4%

755.011

98,6%

1992

Andreotti, Amato

5,4%

849.920

105,5%

1993

Amato, Ciampi

4,2%

959.713

115,7%

1994

Ciampi, Berlusconi

3,9%

1.069.415

121,8%

1995

Berlusconi, Dini

5,4%

1.151.489

121,5%

1996

Dini, Prodi

3,9%

1.213.508

120,9%

1997

Prodi

1,7%

1.238.172

118,1%

1998

Prodi, D’Alema

1,8%

1.254.388

114,9%

1999

D’Alema

1,6%

1.281.550

113,7%

2000

D’Alema, Amato

2,6%

1.300.269

109,2%

2001

Amato, Berlusconi

2,7%

1.358.351

108,8%

2002

Berlusconi

2,4%

1.368.897

105,7%

2003

Berlusconi

2,5%

1.394.339

104,4%

2004

Berlusconi

2,0%

1.445.826

103,9%

2005

Berlusconi

1,7%

1.514.408

105,9%

2006

Berlusconi, Prodi

2,0%

1.584.096

106,6%

2007

Prodi

1,7%

1.602.115

103,6%

2008

Prodi, Berlusconi

3,2%

1.666.603

106,3%

2009

Berlusconi

0,7%

1.763.864

116,1%

2010

Berlusconi

1,6%

1.843.227

119,0%

da BANCA d’ITALIA, ISTAT 

Il tasso di inflazione è misurato con l’indice Foi (famiglie di operai e impiegati), esclusi i tabacchi

«Come sappiamo, abbiamo ereditato un debito pubblico
che si è elevato anche ultimamente,
perché con la diminuzione del PIL è aumentato il numeratore.
Il debito pubblico, nella sua sostanza, è rimasto quello di prima,
o con un aumento limitatissimo,
ma il numeratore è aumentato
come qualcuno dell’opposizione ha, con verità, ricordato»

[Silvio Berlusconi – Camera dei Deputati, 29 settembre 2010] 

C’era una volta una zoccola di nome Italia, che faceva il mestiere più antico del mondo. Aveva nominato un burattino di legno e l’aveva chiamato Silvio: “Come sarebbe bello se fosse un politico vero!”, sospirò quando finì di contare le schede…

 

Il discorso di replica di Silvio Berlusconi alla Camera dei deputati
29 settembre 2010

Signor Presidente, signori deputati,

ho seguito con attenzione i numerosi interventi e ringrazio tutti i deputati che hanno portato un contributo costruttivo, di cui certamente faremo tesoro. Ho ascoltato, ovviamente, anche le critiche provenienti dall’opposizione e devo dire che mi sono sembrate ispirate dalla volontà di negare, sempre e comunque, quanto di positivo è stato fatto, perfino quando l’azione positiva del nostro Governo è stata riconosciuta da organismi internazionali e certamente super partes come il Fondo monetario internazionale, l’OCSE, la Banca centrale europea e la Commissione dell’Unione europea.

Si tratta di giudizi agli atti che hanno costantemente promosso le manovre con cui il Governo italiano ha gestito i vari momenti della lunga crisi economica, consentendo all’Italia di mettere alle spalle il picco negativo di questa crisi in condizioni migliori di quasi tutti gli altri Paesi europei e soprattutto, aggiungo, di quei Paesi che sono stati costretti a immettere enormi quantità di denaro pubblico nel settore bancario per evitarne il tracollo, con un forte aumento del debito pubblico. Questo non è certamente un merito del nostro Governo. Per fortuna, le nostre famiglie italiane, che posseggono per l’85 per cento la proprietà della casa, hanno la propensione al risparmio e questo fattore ha dato, alle nostre banche e al nostro sistema bancario, una solidità superiore a quella di tutti gli altri sistemi bancari europei.

Come già affermato questa mattina, il nostro Governo ha saputo evitare l’errore di contrastare la crisi aumentando in deficit la spesa pubblica, nell’illusione che l’aumento della domanda potesse far ripartire l’economia. Ciò è confermato da numerosi dati, compresi quelli più recenti sul debito aggregato dei Paesi europei. Si tratta di un indicatore di affidabilità e di solidità economica nuovo e proprio io, in qualità di Presidente del Consiglio italiano, nella penultima riunione del Consiglio dei Capi di Stato e di Governo, ho insistito per introdurlo come modifica nel Trattato di Maastricht. È stato accettato e, pertanto, nel valutare un sistema economico non si guarderà soltanto al debito pubblico. Come sappiamo, abbiamo ereditato un debito pubblico che si è elevato anche ultimamente, perché con la diminuzione del PIL è aumentato il numeratore. Il debito pubblico, nella sua sostanza, è rimasto quello di prima, o con un aumento limitatissimo, ma il numeratore è aumentato come qualcuno dell’opposizione ha, con verità, ricordato.

Pertanto, al debito pubblico si dovrà aggregare anche il debito-risparmio dei privati. Poiché abbiamo la fortuna di avere magari uno Stato indebitato ma delle famiglie che sono in gran parte benestanti, a seguito di questa operazione risultiamo addirittura davanti a Paesi come la Gran Bretagna, la Francia, la Svezia e siamo secondi, in Europa, soltanto alla Germania. Questo è molto importante perché se avessimo continuato ad avere, come metodo di giudizio sul nostro Paese, soltanto il debito pubblico saremmo incorsi in pesanti sanzioni da parte dell’Europa.

Tutto quello che ho affermato comporta che, nonostante la forte tempesta economica, abbiamo saputo tenere dritta la barra e abbiamo saputo mettere in sicurezza i conti pubblici, garantendo la coesione sociale in una fase di difficoltà per l’occupazione. Tutto questo, voglio sottolinearlo ancora una volta, è avvenuto senza mettere mai, neppure una volta, le mani nelle tasche degli italiani. Fra le numerose critiche ispirate dal pregiudizio mi ha colpito quella sul finanziamento futuro degli ammortizzatori sociali, tesa a presentare l’immagine falsa di un Governo che promette senza mantenere la parola.

Quella critica è del tutto infondata, in quanto nel piano triennale predisposto dal Ministro del Welfare, Sacconi, è chiaramente indicato con estrema puntualità come saranno rifinanziati gli ammortizzatori nei prossimi tre anni. A differenza dei Governi del passato, soprattutto di quelli egemonizzati dalla sinistra, lo ripeto, mantenere le promesse è per noi una questione morale. Questa è la nuova etica che abbiamo portato in politica (Applausi dei deputati dei gruppi Popolo della Libertà, Lega Nord Padania e Misto-Noi Sud Libertà e Autonomia – Partito Liberale Italiano). Quindi, la crisi economica (anche qui mi si fanno dire cose che non ho mai detto) non è completamente superata: ne stiamo venendo fuori, il picco è alle nostre spalle.

Guardate, non dovreste nemmeno voi essere contenti del sistema e dovremmo tutti essere scontenti del sistema ormai generale della stampa italiana di vedere riportate tra virgolette delle frasi che non si sono mai pronunciate e tanto meno pensate. Ho detto che il modo migliore per venirne fuori, per mandare avanti la nave Italia, è che tutti remino nella stessa direzione, non solo le imprese, ma anche le forze sociali e in questi due anni, voglio ricordarlo, il Governo ha sempre consultato le forze sociali in ogni occasione, senza alcun pregiudizio verso qualcuna di loro Non abbiamo mai fatto discriminazioni, mentre si sono verificate delle autoesclusioni a volte, da un confronto che ha consentito risultati largamente positivi, non solo sul piano dei rinnovi contrattuali, ma anche su quello delle riforme, a cominciare dalla riforma delle pensioni che è stata condotta in porto senza neppure un’ora di sciopero ed è considerata tra le migliori, se non la migliore riforma in assoluto, in Europa Ci è stato rimproverato anche di aver dimenticato l’emergenza della disoccupazione giovanile, invece abbiamo ben presente il problema. Il Governo ha già lavorato su questo fronte con gli ammortizzatori sociali per i contratti atipici e con le iniziative di sostegno alle nuove imprese.

Ci prepariamo ad affrontare il problema in autunno con un pacchetto di nuove iniziative che concretizzeranno i precisi impegni assunti nel programma, come ad esempio l’introduzione del prestito d’onore Ma nei prossimi tre anni intendiamo dare seguito anche agli altri obiettivi del programma per i giovani come la tassazione agevolata per le imprese giovanili di nuova costituzione, come l’introduzione del credito di imposta per le imprese che trasformano contratti temporanei in contratti a tempo indeterminato Come la piena totalizzazione dei periodi contributivi per garantire ai giovani di oggi una pensione più giusta domani.

Per quanto riguarda l’andamento dell’economia, di mese in mese le statistiche sono in costante miglioramento. Fino a pochi mesi fa si prevedeva per l’Italia una ripresa dello «zero virgola», ma questa mattina il Consiglio dei Ministri ha esaminato la cosiddetta decisione di finanza pubblica che stima una crescita dell’1,2 per cento per il 2010 e dell’1,3 per il 2011 È vero, si tratta di una crescita inferiore a quella tedesca e a quella di altri Paesi, ma questo dipende da alcuni fatti: in quei Paesi nessuno si è mai sognato di bloccare per trent’anni la costruzione di nuove autostrade, né di impedire la costruzione di centrali nucleari come purtroppo è accaduto in Italia ad opera dei partiti ispirati dall’ideologia ambientalista Inoltre, nessuno ha consegnato agli attuali Governi di quei Paesi un debito pubblico che è, come il nostro, più del doppio di quello di quei Paesi e per il cui servizio per gli interessi passivi paghiamo delle somme pari al 5 per cento del PIL, tutte somme che avremmo potuto destinare alla realizzazione di infrastrutture Nella seconda metà della legislatura intendiamo andare oltre l’emergenza e la crisi e sviluppare nel senso di radicali e profonde riforme le premesse che abbiamo consolidato in questi primi due anni e mezzo. Noi siamo convinti che il Paese non ha solo bisogno di menagement, ossia il “Governo del fare”…ma anche di visione, di concordia, di ottimismo, di slancio nel perseguimento di obiettivi ambiziosi di crescita economica e civile come vuole tutta l’Italia mentre si accinge a celebrare i centocinquanta anni della sua unità.

Onorevoli colleghi, sono certo che nessuno della nostra maggioranza verrà meno all’impegno d’onore assunto con gli elettori al momento del voto, impegno che verrà ribadito oggi con il voto di fiducia. Mi aspettavo e mi aspetto ancora, invece, qualcosa di più dall’opposizione Un grande partito di centro come l’Unione di Centro, un grande partito di sinistra democratica come il Partito Democratico hanno – secondo me – il dovere politico e morale di dare una risposta all’altezza della gravità e dell’importanza del momento Se non lo faranno, se continueranno a limitarsi agli slogan, ai tatticismi, ai sarcasmi magari gratuiti ed infondati, se insomma faranno prevalere ancora una volta la tattica e non la responsabilità nazionale verranno meno al grande compito di un’opposizione democratica Mi auguro che non sia così. Mi auguro ancora di sentire nelle dichiarazioni di voto le parole alte che il Paese, non il Governo, si attende. Ringrazio anche quei parlamentari moderati che hanno avuto sensibilità ed attenzione per le mie parole scegliendo di privilegiare la stabilità e le riforme per il bene dell’Italia Vorrei dare anche una risposta decisa alle accuse che ci sono venute di compravendita di parlamentari Il Presidente del Consiglio si è permesso di telefonare ad una parlamentare che dalle fila del Popolo della Libertà è passata all’Unione di Centro, la parlamentare non ha risposto perché era in partenza per la Russia in missione con altri parlamentari, il Presidente del Consiglio non ha reiterato la telefonata.

All’interno dell’Unione di Centro si è determinata una scissione di alcuni parlamentari che non si sono riconosciuti nella linea di quel partito. Quei parlamentari si sono recati tempo fa da un notaio, hanno costituito un nuovo partito, il Presidente del Consiglio è stato portato a conoscenza di questo accadimento soltanto qualche giorno fa e questi parlamentari, se daranno il loro voto oggi, non hanno chiesto e non avranno nessun premio né di sottosegretari né di altro È veramente paradossale che quando qualcuno dei parlamentari, e sono tanti, eletti nelle fila del Popolo della Libertà passi in altri partiti questo sia eticamente valido ed anche esteticamente plaudibile, e invece quando qualche altro parlamentare, anche con la coscienza di vedere la situazione del Paese, decide di votare per il Governo questo si voglia vendere come calcio mercato, come compravendita di parlamentari. È veramente una cosa inaccettabile e paradossale Noi non ci siamo mai fermati. Personalmente il Presidente del Consiglio ha lavorato anche per il carico di lavoro che aveva per il suo interim al Ministero dello sviluppo economico tutto il mese di agosto, esaminando decine di crisi aziendali, intervenendo per la soluzione di queste crisi, firmando più di trecento decisioni del Ministero dello sviluppo economico Noi non ci siamo mai fermati, ma sappiamo bene che da oggi dovremo completare tutte le riforme con il concorso di tutti i parlamentari responsabili e di tutti coloro – e li ringrazio – che, in qualunque schieramento eletti, metteranno l’interesse del Paese davanti all’interesse di una fazione.

Abbiamo molto da fare per completare le tante cose che abbiamo già fatto. Con l’aiuto e la collaborazione del Parlamento, con l’impegno di tutti i ministri e di tutti i sottosegretari, che ringrazio per il loro impegno, sono certo che ce la faremo. Per l’Italia si può aprire una grande stagione di crescita e di riforme nella sicurezza e nella libertà. È nell’interesse del Paese, quindi, che sono oggi opportune una franchezza e una limpidità assolute: o un sì o un no. È, pertanto, a nome del Governo che pongo la questione di fiducia sull’approvazione delle identiche risoluzioni.

la farsa continua…

  • Maggio 2010: 1.827,104 €
  • Maggio 2009: 1.752,188 €
  • Aprile 2011: 1.890,622 € (ex RECORD ASSOLUTO)
  • Aprile 2010: 1.812,790 €
  • Aprile 2009: 1.750,392 €
  • Marzo 2011: 1.868,060 €
  • Marzo 2010: 1.797,672 €
  • Marzo 2009: 1.741,257 €
  • Febbraio 2011: 1.875,956 €
  • Febbraio 2010: 1.795,066 €
  • Febbraio 2009: 1.708,060 € 
  • Gennaio 2011: 1.879,926 €
  • Gennaio 2010: 1.787,846 €
  • Gennaio 2009: 1.700,256 €

Per consultare tutti i report:

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2 commenti

  1. […] contro: l’Italia dei Valori di Antonio Di Pietro. Poco importa a questa banda di cialtroni, dopo aver varato una manovrina truffa da 70 miliardi di euro, se gli italiani dovranno continuare ad affrontare le enormi spese del progetto di guerra […]

  2. […] quota 1.901,919 miliardi di euro contro i 1.890,472 miliardi di euro già registrati nel mese di Maggio, e segnando un rimbalzo di oltre 11,5 miliardi. È quanto risulta dal Supplemento al Bollettino […]


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