AFGHANISTAN, 40ª BARA TRICOLORE

Un militare italiano è morto oggi in Afghanistan in seguito all’esplosione di un ordigno artigianale nel distretto di Bakwa Bakwa, nella parte meridionale del settore ovest, sotto il comando italiano. Si tratta di un artificiere che stava cercando di bonificare la strada dove dovevano passare mezzi blindati italiani, il caporalmaggiore Roberto Marchini, 28 anni, di Viterbo, appartenente all’VIII° Reggimento Genio Guastatori della Folgore, a Legnano. L’esplosione ha “fatalmente” investito il militare, che aveva proprio il compito di bonificare gli IED, appena sceso dal mezzo. L’Isaf, ha confermato indirettamente la morte del militare italiano: «Un membro della Forza è morto nell’Afghanistan occidentale per lo scoppio di un rudimentale ordigno».

[Video YouTube da TheGemBoyChannel]

E’ la 40ª vittima dall’inizio della guerra di invasione e di occupazione in Afghanistan, dopo la morte del caporale scelto Gaetano Tuccillo, il 2 luglio. Solo recentemente il Consiglio dei Ministri ha approvato un decreto legge che assicura il rifinanziamento, fino al 31 dicembre prossimo, “degli interventi di cooperazione allo sviluppo ed a sostegno dei processi di pace e di stabilizzazione, nonchè delle missioni internazionali delle Forze armate e di polizia”, cui seguì la dichiarazione del presidente Giorgio Napolitano, a proposito della partecipazione italiana alle missioni militari internazionali: «Abbiamo discusso ampiamente e ribadito in modo netto la importanza essenziale che anche per l’Italia ha la sua partecipazione alle missioni di pace, alle missioni per la sicurezza, per la lotta contro il terrorismo e contro la pirateria che si svolgono sotto l’egida delle Nazioni Unite e sotto la guida della Nato a seconda delle situazioni».

Art. 11: L’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali; consente, in condizioni di parità con gli altri Stati, alle limitazioni di sovranità necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le Nazioni; promuove e favorisce le organizzazioni internazionali rivolte a tale scopo.

I militari italiani, i vertici militari e politici, in violazione dell’art. 11
della Costituzione, partecipano a una guerra, non difensiva ma
offensiva, in cui i conclamati propositi di aiuto alla società afghana
non servono più da tempo a nascondere la realtà
.
Andrebbero processati per alto tradimento tutti gli ipocriti
fiancheggiatori che osano ripetere fino all’estenuazione
la necessità di consolidare la democrazia in Afghanistan

Da dove viene l’idea di un nuovo ordine mondiale? Da chi l’avrà captata, Napolitano, per darle così tanta importanza da inserirla in un discorso ufficiale del 4 novembre? Quella Unità d’Italia a cui accenna, sarà mica la stessa “Unità d’Italia” ideata e realizzata dalla massoneria?

A quella che il presidente della Repubblica ha definito una nuova governance mondiale, infatti, si può arrivare non da un succedersi di vertici a scadenze sempre più ravvicinate di capi di Stato e di governo in diverse formazioni. Ma può poggiare solo su istituzioni internazionali articolate e strutturate da oligarchi mondialisti che operano tramite istituzioni parimenti occulte o, se si preferisce, semi-pubbliche: Fondo Monetario Internazionale, Banca Mondiale, Trilateral Commission, Council on Foreign Relations, Bilderberg Group, Pilgrims Society. Queste sono alcune delle strutture operative illuminate del comando oligarchico dell’Alta Finanza ebraico-massonica internazionale. Le articolazioni strutturali di un simile progetto si fondano sulla integrazione trilaterale dei grandi insiemi geoeconomici: Usa, Eurasia, Giappone, i quali saranno sottoposti al dominio dei tecnocrati-funzionari dell’apparato di potere plutocratico installato nei consigli di amministrazione delle multinazionali e delle banche per asservire i Popoli mediante meccanismi capitalistico-finanziari della grande usura.

Immediato il cordoglio dei mandanti di tutte le forze politiche:

Giorgio Napolitano:

Il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, appresa con profonda commozione la tragica notizia della scomparsa del Primo Caporal Maggiore dell’Esercito Roberto Marchini, caduto in Afghanistan mentre assolveva con onore il proprio compito nell’ambito della missione ISAF, ha espresso ai familiari, in questa tristissima circostanza, la gratitudine e il profondo cordoglio del Paese e i sentimenti della sua sincera partecipazione al loro grande dolore. Il Presidente Napolitano ha inoltre chiesto al Capo di Stato Maggiore della Difesa, gen. Biagio Abrate, di rendersi interprete presso le Forze Armate e l’Esercito in particolare, dei suoi sentimenti di cordoglio, commossa solidarietà e intensa partecipazione al dolore provocato da questo luttuoso evento.

Silvio Berlusconi:

«Esprimiamo il nostro dolore per la perdita del caporal maggiore Roberto Marchini in Afghanistan e siamo vicini alla sua famiglia».

Ignazio La Russa:

«In questo dolorosissimo momento partecipo con profonda commozione, unitamente a tutto il personale delle Forze Armate, alla perdita del Vostro Roberto, generosamente impegnato in una missione di grande valore umanitario. Il suo ricordo rimarrà per sempre nella memoria di chi crede nella pace e nella solidarietà fra i popoli. Vogliate accogliere l’espressione delle più sentite condoglianze».

Gianfranco Fini:

«Grande dolore, a cui si accompagna l’apprensione per l’intensificarsi di azioni terroristiche contro le forze internazionali impegnate a garantire la pace e la sicurezza alle popolazioni afghane».

Renato Schifani:

«Ancora una volta, purtroppo, dobbiamo piangere il sacrificio di un coraggioso soldato, impegnato a difendere la sicurezza internazionale e la pace».

Franco Frattini:

«È l’ennesima tragedia, ma ovviamente non diminuisce l’impegno dell’Italia in Afghanistan».

Partito Democratico:

«Esprimiamo cordoglio per il militare italiano morto quest’oggi in Afghanistan. Alla sua famiglia, ai militari italiani impegnati in quella missione, la nostra partecipazione affettuosa in questo momento di dolore. Il bilancio dei nostri caduti in missioni di pace si sta facendo sempre più pesante, ma oggi per noi è solo e unicamente il giorno del cordoglio»

Unione di Centro:

«Siamo profondamente rattristati per la morte del caporalmaggiore Roberto Marchini, l’ennesimo militare italiano caduto nella difficile operazione di pacificazione dell’Afghanistan. La morte di un artificiere, il cui lavoro ad altissimo rischio salva ogni giorno molte vite umane, mostra ancora una volta quanto sia gravoso ma fondamentale l’impegno dei nostri soldati a sostegno della popolazione afghana. Alla famiglia del militare vanno i nostri più sinceri sentimenti di cordoglio e di vicinanza. Speriamo che almeno oggi ci vengano risparmiate le solite strumentalizzazioni di fronte a questo nuovo doloroso sacrificio di un nostro soldato per la causa della pace»

Chi si smarca, senza colpo ferire, è l’IdV di Antonio Di Pietro:

Italia dei Valori:

«Esprimiamo profondo cordoglio per la morte del caporal maggiore Roberto Marchini. Nel rispetto per il dolore per quest’ennesima vittima, l’Italia dei Valori rilancia in modo forte e chiaro l’appello a tutte le istituzioni affinché si dica basta a questa politica con la quale si pretende di risolvere i conflitti internazionali con la guerra. Perché i nostri militari sono ancora in Afghanistan? Non bisogna aspettare che ci siano altre vittime, ma dobbiamo fermare quest’ipocrisia e dire le cose come stanno: siamo in guerra e non in missione di pace. Adesso basta»

La servile invasione atlantica in Afghanistan continua…

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