Sul regno tragicomico di Berlusconi si vuol fare calare il sipario

Nuovo disegno liberticida della Casta, la polizia di pensiero attacca internet: il governo del collezionista di prescrizioni, Silvio Berlusconi, ha lanciato un nuovo attacco alla libertà di accesso all’informazione. L’Autorità per le comunicazioni (Agcom), un organo di nomina politica, sta per votare un meccanismo che potrebbe portare alla chiusura di qualunque sito internet, anche straniero – da Wikileaks a Youtubesulla base di un mero sospetto di violazione copyright, in modo arbitrario e senza controllo giudiziario. Se approvata, la nuova regolamentazione garantirebbe poteri legislativi e giudiziari ad un organo amministrativo le cui funzioni dovrebbero essere esclusivamente consultive e di controllo, aprendo così la strada ad un processo decisionale arbitrario ed incontrollato. L’Agcom, nella speranza di passare inosservata, sta velocizzando al massimo la decisione, che è prevista a breve. I governi sono sempre più impauriti da internet, che è diventato uno strumento per aprire il dibattito pubblico e per la mobilitazione dei cittadini, e stanno cercando di imporre regole più strette di censura. In Gran Bretagna, l’opposizione dell’opinione pubblica ha costretto il governo a ritirare la legislazione sul copyright che voleva mettere un bavaglio alla Rete. In Italia lo scorso anno si è riusciti a fermare la “legge bavaglio” liberticida. Ora ci riprovano.

Negli anni Berlusconi (sputtanato segretamente da Wikileaks a seguito della pubblicazione di un file dell’Ambasciata USA a Roma su conto di Elizabeth L. Dibble, che rilasciò dell’ometto ridicolo un ritratto impietoso: “Debole, vanesio e inetto come leader europeo moderno. Fisicamente e politicamente debole le cui frequenti lunghe nottate e l’inclinazione ai party significano che non si riposa a sufficienza”), ha cercato più volte di controllare l’informazione in Rete, ma finora i suoi tentativi sono sempre falliti.

L’Italia, guarda caso, è l’unico Paese al mondo in cui una media company (Mediaset) ha citato YouTube e Google per danni chiedendo 500 milioni euro di risarcimento cercando in qualche modo di censurare le migliaia di video che mostrano la verità (imbarazzante) sul suo padrone. Ma i panni sporchi si lavano in Rete…

A breve potrebbe entrare in vigore la legge bavaglio per tutelare il diritto d’autore in Rete. Si tratta dell’ennesimo attacco alle libertà di espressione e informazione:

AGCOM – Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni

Delibera n° 668/10/CONS:

Consultazione pubblica su lineamenti di provvedimento concernente l’esercizio delle competenze dell’Autorità nell’attività di tutela del diritto d’autore sulle reti di comunicazione elettronica

Cosa c’è da sapere sulla Delibera 668/2010 dell’AGCOM e il diritto d’autore:

A chi si applica, come ci si può difendere, cosa succede per i siti esteri

1) L’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni ha emanato il 17 dicembre 2010 la delibera n°668/2010/CONS  denominata LINEAMENTI DI PROVVEDIMENTO CONCERNENTE L’ESERCIZIO DELLE COMPETENZE DELL’AUTORITÀ NELL’ATTIVITÀ DI TUTELA DEL DIRITTO D’AUTORE SULLE RETI DI  COMUNICAZIONE ELETTRONICA, che affronta le competenze della stessa autorità nel perseguimento delle violazioni del diritto d’autore nel settore della tv, di internet e delle telecomunicazioni.

2) La delibera, prevede un sistema di cancellazione e di inibizione di siti internet sospettati di violare il diritto d’autore.

3) In particolare i punti dal 3.5 a punto 3.5.4 della delibera istituiscono un procedimento in quattro punti che può terminare con la cancellazione dei contenuti da parte della stessa Autorità o dell’inibizione su ordine dell’Autorità di un determinato sito.

4) Ci sono 60 giorni a partire dalla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale della Delibera per formulare osservazioni alla stessa autorità.

Ferma la censura…

da SITONONRAGGIUNGIBILE

1] A chi si applica il provvedimento previsto dall’AGCOM

A tutti i siti, i portali, i blog,  gli strumenti di condivisione di file in rete, le banche dati, i siti privati che siano sospettati di contenere anche un solo file in grado di  violare il diritto d’autore.

Lo dice espressamente l’art. 2.1 della delibera secondo cui “l’Autorità ritiene quindi che rientrino nella sua attività di vigilanza ai sensi dell’art. 182 bis le violazioni del diritto d’autore perpetrate attraverso l’attività di diffusione radiotelevisiva, nonché attraverso le reti degli operatori di telecomunicazione, e che ad essa perciò competano le azioni di tutela del diritto d’autore sui contenuti immessi nelle reti di comunicazione elettronica (tv, reti di tlc e internet).

E l’art. 2.2 prevede che “L’Autorità, in quanto autorità amministrativa “dotata di poteri di vigilanza”, ritiene pertanto di essere legittimata ad intervenire, in un tempo ragionevole, nei riguardi dei gestori dei siti internet sui quali dovessero essere ospitati contenuti digitali coperti da copyright, senza l’autorizzazione del titolare”.

Non vi è alcuna differenza se il sito o il portale è privato o pubblico o esercita la propria attività per fini di lucro, o sia un sito amatoriale o un blog personale.

In tutti i casi quindi di “uploading” di contenuti su internet, su qualsiasi piattaforma, anche di condivisione, l’Autorità, in caso di sospetta violazione, potrà operare il procedimento di cancellazione o inibizione mediante il blocco dell’indirizzo IP o del Domain Name Systems.

2] Il fatto di gestire un sito privato o un blog senza alcun fine di lucro è condizione per evitare la cancellazione da parte dell’Autorità in caso di sospetta violazione del diritto d’autore?

No.

Mentre infatti il decreto legislativo 15 marzo 2010 n°44 (cd. decreto Romani) aveva espressamente escluso dal campo di applicazione delle norme di vigilanza (e quindi dalle competenze dell’AGCOM in tema di cancellazione) i siti privati o i siti di distribuzione di contenuti audiovisivi per fini di scambio, l’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni si è attribuita la competenza a decidere anche sui  siti privati.

L’Autorità afferma espressamente al punto 2.3 della delibera: “La competenza dell’Autorità in materia di copyright non sembra soffrire sensibili limitazioni dall’esclusione operata dall’art. 2, comma 1, lettera a) (del decreto Romani ndr) per i “i siti internet privati e i servizi consistenti nella fornitura o distribuzione di contenuti audiovisivi generati da privati ai fini di condivisione o di scambio nell’ambito di comunità d’interesse”.

3] Quali tipi di violazioni faranno scattare il provvedimento di cancellazione da parte dell’Autorità?

Tutte le sospette violazioni previste dal diritto d’autore effettuate tramite siti italiani o esteri. Quindi non solo il caricamento di video cinematografici o musicali ma tutte le sospette violazioni potranno essere soggette al procedimento di cancellazione o di inibizione.

Per comprendere quali contenuti digitali siano soggetti al provvedimento di cancellazione bisogna sapere quali opere siano protette ai sensi degli articoli 1 e 2 della Legge sul diritto d’autore, la legge 633/1941.

Art. 1
Sono protette ai sensi di questa legge le opere dell’ingegno di carattere creativo che appartengono alla letteratura, alla musica, alle arti figurative, all’architettura, al teatro ed alla cinematografia, qualunque ne sia il modo o la forma di espressione. Sono altresì protetti i programmi per elaboratore come opere letterarie ai sensi della Convenzione di Berna sulla protezione delle opere letterarie ed artistiche ratificata e resa esecutiva con legge 20 giugno 1978, n°399, nonché le banche di dati che per la scelta o la disposizione del materiale costituiscono una creazione intellettuale dell’autore.

Art. 2
In particolare sono comprese nella protezione:

1] Le opere letterarie, drammatiche, scientifiche, didattiche, religiose, tanto se in forma scritta quanto se orale;

2] Le opere e le composizioni musicali, con o senza parole, le opere drammatico-musicali e le variazioni musicali costituenti di per sé opera originale;

3] Le opere coreografiche e pantomimiche, delle quali sia fissata la traccia per iscritto o altrimenti;

4] le opere della scultura, della pittura, dell’arte del disegno, della incisione e delle arti figurative similari, compresa la scenografia;

5] I disegni e le opere dell’architettura;

6] Le opere dell’arte cinematografica, muta o sonora, sempreché non si tratti di semplice documentazione protetta ai sensi delle norme del capo quinto del titolo secondo;

7] Le opere fotografiche e quelle espresse con procedimento analogo a quello della fotografia sempre che non si tratti di semplice fotografia protetta ai sensi delle norme del capo V del titolo II;

8] I programmi per elaboratore, in qualsiasi forma espressi purché originali quale risultato di creazione intellettuale dell’autore. Restano esclusi dalla tutela accordata dalla presente legge le idee e i principi che stanno alla base di qualsiasi elemento di un programma, compresi quelli alla base delle sue interfacce. Il termine programma comprende anche il materiale preparatorio per la progettazione del programma stesso;

9] Le banche di dati di cui al secondo comma dell’art. 1, intese come raccolte di opere, dati o altri elementi indipendenti sistematicamente o metodicamente disposti ed individualmente accessibili mediante mezzi elettronici o in altro modo. La tutela delle banche di dati non si estende al loro contenuto e lascia impregiudicati diritti esistenti su tale contenuto;

10] Le opere del disegno industriale che presentino di per sé carattere creativo e valore artistico

La sospetta violazione anche solo di un solo file protetto dal diritto d’autore tra quelli visti in precedenza  farà scattare la procedura di cancellazione o di inibizione.

Quindi l’Autorità avrà il potere di sottoporre a cancellazione o di inibire l’accesso ai siti che siano semplicemente sospettati di contenere ad esempio:

1] Contenuti giornalistici espressamente riservati che vengono riprodotti da fonti successive senza autorizzazione;

2] Contenuti giornalistici anche non riservati che non vengono ripresi integralmente da altre testate o giornali ma da siti privati (es. blog);

3] Fotografie “artistiche” o video inseriti in siti, portali o blog;

4] Contenuti caricati da utenti su piattaforme di condivisione di siti privati;

5] Software liberi o meno che contengano componenti (diverse dalle idee alla base dei programmi) sospettate di violazione di diritti di autore;

6] Banche dati on line pubbliche o private contenenti almeno un file sospetto per il quale non è stata rilasciata l’autorizzazione da parte del titolare;

7] Fotografie o video amatoriali caricati nelle piattaforme UGC contenenti un sottofondo musicale;

8] Video caricati dalle web tv;

4] L’utente sospettato quanto tempo avrà per cancellare i file sospetti?

Il titolare del sito dovrà cancellare i file sospetti (senza alcuna verifica sulla legittimità o meno del contenuto) nel giro di 48 ore, dopodiché avrà 5 giorni di tempo per difendersi davanti l’AGCOM. Questi sia in caso di siti italiani sia in caso di siti esteri. Dopo i 5 giorni i contenuti saranno cancellati dall’Autorità o inibiti dai provider su ordine dell’Autorità.

5] L’utente potrà dimostrare in qualche modo di avere la legittimazione a poter inserire quel file o si potrà difendere in qualche modo sostenendo di non avere colpe?

No.

L’Autorità infatti non prevede, a regime, alcuna indagine su una possibile colpa di colui che ha inserito il file. Il sistema di cancellazione o di inibizione del sito funzionerà in maniera del tutto autonoma senza alcuna verifica della posizione di colui che ha inserito il file.

Al punto 3.5.4. infatti l’Autorità dice espressamente “L’Autorità ritiene che dopo un iniziale periodo di rodaggio la procedura qui tracciata possa operare in maniera pressoché automatica sulla base dello schema:

segnalazione – verifica – eventuale provvedimento inibitorio essendo fondata su un accertamento della violazione della normativa a protezione del diritto d’autore di tipo puramente oggettivo, che prescinde dalla valutazione di ipotetici elementi soggettivi associati al dolo o alla colpa. Come detto, è sufficiente infatti la verifica della presenza – non autorizzata – su un sito di contenuti protetti da copyright a legittimare l’attivazione delle iniziative di garanzia da parte dell’Autorità nell’ambito della finalità di prevenzione attribuita alla sua azione, in via generale, dal già citato art. 182 bis della legge 22 aprile 1941 n°633.

6] E per i siti  provenienti dall’estero?

I siti provenienti dall’estero sospettati di contenere anche un solo file che violano il diritto d’autore sono parificati ai siti illeciti italiani, senza alcuna ulteriore specificazione, e possono essere al termine della procedura inibiti a livello IP o di nome di dominio.

Le fattispecie di cancellazione del nome di dominio e dell’accesso IP sono quindi due, secondo quanto previsto dal punto 3.5.2 della delibera:

1) I siti il cui solo fine sia la diffusione di contenuti illeciti sotto il profilo del diritto d’autore;

2) O i cui server siano localizzati al di fuori dei confini nazionali per queste ipotesi c’è la “possibilità, in casi estremi e previo contraddittorio, dell’inibizione del nome del sito web, ovvero dell’indirizzo IP, analogamente a quanto già avviene per i casi di offerta, attraverso la rete telematica, di giochi, lotterie, scommesse o concorsi in assenza di autorizzazione, ovvero per i casi di pedopornografia”.

Il solo fatto di avere i server all’estero e di essere sospettati di aver violato la legge sul diritto d’autore comporterà la “scomparsa” del collegamento a quel sito da parte dell’utente italiano. In linea teorica anche siti del tutto leciti saranno soggetti all’inibizione o i siti informativi esteri quali testate o giornali sospettate di non aver chiesto l’autorizzazione ai titolari dei diritti.

I siti privati di soggetti che hanno server dislocati al di fuori del nostro paese e che contengono anche un solo file sospettato di violare il diritto d’autore quindi sono parificati come trattamento ai siti pedofili e di gioco d’azzardo e cosi le testate che non abbiamo assolto gli obblighi di versamento delle somme ai titolari  del diritto d’autore.

7] L’utente potrà rivolgerci a un giudice per evitare la cancellazione dei contenuti dal suo sito?

No.

L’intera procedura di cancellazione e di inibizione prevista dal punto 3.5 della delibera è gestita dall’AGCOM, su ricorso dei privati o delle organizzazioni di tutela dei diritti d’autore e si conclude in 5 giorni, senza alcuna forma di consultazione o di interazione con l’Autorità giudiziaria.

  • Non ci sono indagini compiute dalla polizia giudiziaria nell’ambito di un procedimento penale;
  • Non vi è nemmeno un passaggio dell’intera procedura all’interno del quale venga coinvolto un magistrato;
  • Non vi sono forme di appello all’autorità giudiziaria;

Tutto ciò nonostante le fattispecie previste dall’AGCOM siano invece già previste come sanzioni penali e civili dalle leggi italiane e soggette come da Costituzione alla verifica da parte di un Giudice.

8] L’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni può giudicare dei nostri diritti secondo la nostra Costituzione.

No.

L’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni non è un giudice e non può esercitare funzioni giudiziarie attribuite solo alla Magistratura dalla nostra Costituzione.

AGGIORNAMENTO del 06 luglio 2011:

L’Agcom ha approvato oggi lo schema di regolamento sul diritto d’autore in Rete. Regole che conferiscono al garante poteri importanti. Su tutti, quello di poter chiedere la rimozione di materiale coperto da diritto d’autore dai siti che lo ospitano, con procedure precise. L’Agcom specifica che l’azione del Garante è alternativa e non sostitutiva della via giudiziaria e in ogni caso si blocca in caso di ricorso al giudice di una delle parti coinvolte. Lo schema è stato approvato con sette voti a favore un astenuto e un voto contrario. Il provvedimento è stato firmato dal commissario Gianluigi Magri, e all’approvazione seguiranno 60 giorni di consultazioni sul testo. Dopo le eventuali modifiche, la delibera sarà pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale e entrerà in vigore, verosimilmente non prima dell’autunno 2011.

Le due parti del provvedimento:

  • La prima parte è relativa alle misure da sviluppare per favorire l’offerta legale con misure di sostegno allo sviluppo dei contenuti digitali e alla riduzione delle barriere normative. Il Garante richiede l’elaborazione di codici di condotta dei gestori dei siti e dei fornitori di servizi multimediali. Necessaria secondo l’Autorità, anche la promozione di accordi tra produttori e distributori per la riduzione delle finestre di distribuzione, e la messa a disposizione di contenuti con modalità di acquisto semplificate e a costi contenuti. Ancora, promozione di accordi tra operatori volti a semplificare la filiera di distribuzione dei contenuti digitali relativi alle nuove modalità di sfruttamento, favorendo l’accesso ai contenuti premium, e individuazione di procedure per l’adozione di accordi collettivi di licenza. L’Agcom chiede anche la realizzazione di campagne di educazione alla legalità nella fruizione dei contenuti e l’istituzione di osservatorio per monitorare i miglioramenti della qualità e le riduzioni dei prezzi dell’offerta legale di contenuti digitali. Per raggiungere gli obbiettivi, verrà istituito presso l’Autorità di un Tavolo tecnico al quale saranno invitati a partecipare tutte le categorie interessate e le associazioni di consumatori e utenti.
  • La seconda parte prevede una serie di misure a tutela del diritto d’autore, e si articola in due fasi: una relativa al procedimento dinanzi al gestore del sito, la seconda al procedimento dinanzi all’Autorità. Nella prima fase, se riconosce che i diritti del contenuto oggetto di segnalazione sono effettivamente riconducibili al segnalante, il gestore del sito può rimuoverlo lui stesso entro 4 giorni (procedura di “notice and take down”). Nella seconda fase, qualora l’esito della suddetta procedura non risulti soddisfacente per una delle parti, questa potrà rivolgersi all’Autorità. A questo punto l’Agcom, dopo un “trasparente contraddittorio” della durata di 10 giorni, potrà impartire in successivi 20 giorni prorogabili di altri 15, un ordine di rimozione selettiva dei contenuti illegali o, rispettivamente, di loro ripristino, a seconda di quale delle richieste rivoltegli risulti fondata. Come tutti i provvedimenti Agcom, le  decisioni in materia di diritto d’autore potranno essere impugnati al TAR del Lazio.

Sulla base del principio del fair use, la procedura non riguarda  i siti non aventi finalità commerciale o scopo di lucro, l’esercizio del diritto di cronaca, commento, critica o discussione. E nemmeno l’uso didattico e scientifico, la riproduzione parziale, per quantità e qualità, del contenuto rispetto all’opera integrale che non nuoccia alla valorizzazione commerciale di questa. Il testo esclude quindi interventi riguardo siti personali e amatoriali, distinti da fornitori di contenuto professionali.

Le nuove norme Agcom non prevedono alcuna misura di inibizione dell’accesso a siti internet. Il Garante specifica che le regole non si rivolgono all’utente finale, nè intervengono sulle applicazioni “peer-to-peer“. L’Autorità sottolinea che la procedura inoltre non lede alcuna garanzia di contraddittorio tra le parti coinvolte, prevedendo tempi adeguati nell’interesse di tutte le parti coinvolte. E  a differenza della maggior parte dei Paesi europei, in caso di upload, l’upoloader riceverà l’avviso di notifica e potrà avviare la procedura di contro notifica.

Tra le altre modifiche, retromarcia rispetto alla possibilità di inibire l’accesso ai siti esteri, per i quali adesso è prevista prima una richiesta da parte dell’Autorità di “rimozione dei contenuti destinati al pubblico italiano in violazione delle norme sul diritto d’autore” e poi, se la richiesta non viene ottemperata, una segnalazione “alla magistratura per i provvedimenti di competenza“. Pertanto i siti esteri non potranno essere resi irraggiungibili.

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