AFGHANISTAN: 39ª BARA TRICOLORE

Siamo importanti ma contiamo poco. L’Italia (purtroppo) è in Afghanistan esclusivamente per tutelare gli interessi delle corporations angloamericane e il comando delle operazioni militari è saldamente in mano statunitense. Mentre l’aggressione americana continua con la complicità dei suoi servi inutili, in Afghanistan si combatte e si muore. Un altro militare italiano è morto in Afghanistan in seguito all’esplosione di un ordigno. Si tratta del caporalmaggiore scelto Gaetano Tuccillo, 29 anni, di Palma Campania (Napoli), appartenente al Battaglione logistico “Ariete” di Maniago (Pordenone). Il militare rimasto ucciso era il conducente del mezzo blindato saltato in aria su un Ied, nei pressi del villaggio di Caghaz a 16 chilometri ad Ovest di Bakwa, a Est del distretto di Farah, nel Gulistan. Con la morte di Tuccillo sono 39 le vittime italiane nella guerra di invasione e di occupazione in Afghanistan iniziata servilmente dal 2004. Lacrime a comando e cordoglio bipartisan dai soliti coccodrilli italioti, secondo cui in Afghanistan come in Libia, non siamo in guerra. Macchè! Siamo impegnati in un’operazione di pace per regalare dolci, giocattoli e palloncini colorati ai bambini.

Art. 11: L’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali; consente, in condizioni di parità con gli altri Stati, alle limitazioni di sovranità necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le Nazioni; promuove e favorisce le organizzazioni internazionali rivolte a tale scopo.

I militari italiani, i vertici militari e politici, in violazione dell’art. 11 della Costituzione, partecipano a una guerra, non difensiva ma offensiva, in cui i conclamati propositi di aiuto alla società afghana non servono più da tempo a nascondere la realtà.
Andrebbero processati per alto tradimento tutti gli ipocriti fiancheggiatori che osano ripetere fino all’estenuazione
la necessità di consolidare la democrazia in Afghanistan

Si tira la cinghia su tutto, dall’istruzione alla salute, ma non sulle guerre. Dopo la presentazione della bozza della manovra economica per la riduzione del debito pubblico entro i termini definiti dall’Unione europea, la stangata di Tremonti da 47 miliardi di euro prevede tagli alle spese per sanità, scuola e pensioni, e lascia inalterate le spese per le missioni militari: per la proroga, dal 1 luglio 2011 al 31 dicembre 2011, della partecipazione italiana a missioni internazionali vengono stanziati 700 milioni di euro.

Nella bozza, alla voce “spese indifferibili“, è infatti stabilito uno stanziamento di 700 milioni di euro per proroga di sei mesi della partecipazione italiana alle missioni internazionali. La folle cifra, comprensiva della guerra di invasione e di occupazione in Afghanistan e delle missioni internazionali in corso (escluse le spese per la guerra in Libia che nei primi 3 mesi è costata oltre 1 miliardo di euro), è infatti in linea con i precedenti finanziamenti semestrali. Nessun taglio, nella manovra del Tesoro, nemmeno per le spese militari di riarmo (3,6 miliardi di euro nei prossimi 3 anni) al programma di acquisto di 131 cacciabombardieri F-35. Se questa inutile spesa, come tante altre in materia di bilancio della Difesa, fosse definitivamente eliminata (700 milioni di euro) e si ponesse fine alle servili invasioni atlantiche, molti miliardi di euro verrebbero risparmiati, e non ci sarebbe bisogno di smantellare lo stato sociale. Ma la mente umana, alla sua nascita, è cosi immensa che essendo tabula rasa, non sa rispondere alla maggior parte delle domande. E tra il dire e il fare, c’è di mezzo lo sciocco politico italiota, perciò sarebbe chiedere troppo…

«Non credo che qualcuno dopo la morte di Tuccillo possa immaginare che, in funzione di questo, cambi la nostra strategia o la nostra partecipazione. Si farebbe un torto allo stesso Tuccillo e a tutti gli altri che hanno perso la vita. Certo, abbiamo il compito di esaurire la missione cercando di ridurre al minimo i rischi. Possiamo tagliare su tutto ma non sulla sicurezza dei militari». [Ignazio La Russa, 02 luglio 2011]

Tuccillo si è già rivoltato, pace all’anima sua!

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3 commenti

  1. Ignazio La Russa dice che quando va in Afghanistan porta la camicia nera sotto la tuta mimetica. Fascista, buffone. Fascista poi? Anche Benito si rivolta nella tomba ad avere degli epigoni che combattono per la perfida albione e per gli USA. Buffone? Beh Buffone sicuramente, si è visto il suo acume politico con la Libia di Gheddafi. I Geni di Badoglio (staminali comprese) sono nel corredo cromosomico dei politici italiani….

  2. […] AFGHANISTAN: 39ª BARA TRICOLORE […]

  3. […] di invasione e di occupazione in Afghanistan, dopo la morte del caporale scelto Gaetano Tuccillo, il 2 luglio. Solo recentemente il Consiglio dei Ministri ha approvato un decreto legge che assicura il […]


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