NAPULE E’ MILLE CULURE

Lettere al blog. Giriamo ai lettori del blog, scusandoci per i problemi tecnici e di aggiornamento che stiamo effettuando in questi giorni, la mail di Michele Frascogna da Napoli, che scrive: Napoli è una delle città a maggior densità di risorse culturali e monumenti nel mondo che ne testimoniano la sua evoluzione storico-artistica. Il centro storico è stato annoverato dall’UNESCO tra i patrimoni mondiali dell’umanità con la motivazione: «Si tratta di una delle più antiche città d’Europa, il cui tessuto urbano contemporaneo conserva gli elementi della sua storia ricca di avvenimenti. I tracciati delle sue strade, la ricchezza dei suoi edifici storici caratterizzanti epoche diverse conferiscono al sito un valore universale senza uguali, che ha esercitato una profonda influenza su gran parte dell’Europa e al di là dei confini di questa».

Era il 1995, anno in cui l’allora sindaco Antonio Bassolino (DS), commentando la decisione dell’Unesco ad accogliere la richiesta di inserire la città di Napoli tra quelle considerate “Patrimonio dell’umanità”, disse: «Esprimo la più viva soddisfazione, a nome di tutti i napoletani, per l’avvenuta iscrizione del centro storico della città nella lista dell’Unesco dei centri storici patrimonio dell’umanità. E’ per noi un ulteriore riconoscimento del rilancio internazionale di Napoli ed è uno stimolo a rendere sempre più vivibile e fruibile la straordinaria realtà di oltre venti secoli di storia del centro storico».

Dopo un lungo periodo di sciagurate amministrazioni centrosinistroidi (da Riccardo Marrone, DS, 24 marzo 2000 – 21 marzo 2011 a Rosa Russo Iervolino, PPI, DL, PD, 31 maggio 2001 – 01 giugno 2011), alternate da un commissariamento (Francesco Palmieri, 22 marzo 2001 – 30 maggio 2001), la poltrona di primo cittadino è recentemente passata all’ex magistrato Luigi de Magistris (IdV), che nel corso di una conferenza svoltasi il 18 giugno scorso per aggiornare la stampa sulla situazione rifiuti, ha annunciato: «Napoli tornerà pulita nel giro di cinque giorni».

Mi candido perché amo Napoli e credo di poterla aiutare da Sindaco a venire fuori dalle sue mille difficoltà. Voglio una Napoli in cui sia meno faticoso vivere per i cittadini a Napoli, dove i servizi funzionino meglio”. Questo è solo uno degli esempi di slogan pre-elettorali propagandati in politichese alle passate elezioni amministrative che hanno interessato la cittadinanza partenopea. Il piano per uscire dall’emergenza rifiuti, a detta del nuovo sindaco, era pronto. E intanto continua a cresce il fronte degli indignati contro i rifiuti di Napoli. Ma come pulire Napoli in cinque giorni? Il piano per togliere la monnezza da terra – la stima era di circa 10.000 tonnellate di cui 2.000 a Napoli – prevedeva l’allestimento di siti di trasferenza e di stoccaggio, «ma non verrà aperta alcuna nuova discarica». Su questo il vicesindaco che ha anche la delega ai rifiuti, Tommaso Sodano, era stato chiaro.

«Gli Stir devono essere svuotati – ha spiegato Sodano – io, purtroppo, in questo momento mi trovo a dover difendere un’impiantistica che non ho mai condiviso. Ma per pulire la città, in questo momento, dobbiamo usare questi impianti». Per quanto riguarda Napoli – ha detto ancora – impiegheremo quelli già presenti. La città, però, per la prima volta farà la sua parte». «La responsabilità è di chi non ha programmato in questi anni», ha concluso felpatamente il vicesindaco di Napoli sostenendo che la capacità residua delle discariche in Campania è di «appena 100mila tonnellate». Dunque, da qui a sei mesi, se non si provvederà, la situazione sarà ancora più grave.

Dal canto suo, Luigi de Magistris si augura che «Il presidente Berlusconi, che in campagna elettorale aveva detto di aver a cuore le sorti di Napoli e della sua provincia, superata Pontida, nel prossimo consiglio dei ministri si assuma le sue responsabilità. Ma anche senza il governo, il Comune di Napoli, e ho ragione di ritenere anche la Provincia e la Regione, affronteranno questa emergenza a testa alta».

Sul tema dei rifiuti il primo ministro italiano Silvio Berlusconi si giocò parte della credibilità politica, essendo stata la risoluzione dell’emergenza rifiuti napoletana di qualche mese fa uno dei vanti dell’azione di governo. Problemi che Berlusconi, davanti ai media incantati, promise di risolvere in tempi brevissimi: tre giorni. Armato di ramazza, il premier spazzino diede qualche colpo di scopa, per simboleggiare il segno della situazione: «E’ un dovere morale fare la raccolta differenziata. Basta, bisogna non buttare più le carte e i rifiuti per strada», disse, raccogliendo delle carte e deponendole in un cassonetto. Lo “show” andò in scena in pieno agosto a piazza Carolina, alle spalle della sede della Prefettura, dove ad attendere il premier c’era anche Guido Bertolaso. Accolto da un bagno di folla durante la breve passeggiata a piedi, Silvio Berlusconi, scortato da body guard, uomini della Questura e Protezione civile, si disse convinto che la fase acuta dell’emergenza era ormai alle spalle.

cinque giorni di cui, invece, ha parlato il sindaco Luigi de Magistris, sono scaduti. Retorica a parte, la situazione resta drammatica: la gente è in fermento a causa della spazzatura. La rabbia è a livelli pericolosi. La città soffoca sotto i suoi rifiuti. Ovunque nell’aria si sente il lezzo che emanano i sacchetti in putrefazione abbandonati in strada e non raccolti da giorni. Molte delle persone che camminano per strada si coprono la bocca con la mano per cercare di proteggersi dal cattivo odore.

La raccolta va a rilento e a terra nelle strade di Napoli ci sono 2500 tonnellate di rifiuti non raccolti. Sembra non serva a molto nemmeno l’encomiabile sacrificio degli uomini della Asia, l’azienda municipalizzata che si occupa della raccolta e smaltimento rifiuti di Napoli. I lavoratori della società sono da giorni al lavoro senza sosta. Il loro lavoro viene vanificato da nuova spazzatura che si riversa, come se comparisse dal nulla, nelle strade. In tutta Napoli la situazione è drammatica.

In alcune zone della città spaventa la montagna di rifiuti che si trova nelle strada. Nessuno sa spiegarsi come in così poco tempo si possa produrre tanta spazzatura. Qualcuno ha ironizzato dicendo che è importata da altre città. Scherzi a parte anche questa mattina si sono registrati nuovi blocchi stradali in vari quartieri. Anche via Duomo non è scampata a questo scempio.

All’altezza del rione Forcella fino a via San Biagio, un’enorme quantità di rifiuti sono stati riversati in strada blocando la circolazione automobilistica e pedonale. A Santa Lucia, davanti alla sede della Regione, c’è stata una manifestazione di protesta per sollecitare la rimozione dei rifiuti. Tutto questo si sta ripercuotendo molto sulla viabilità cittadina.

La città è letteralmente paralizzata. Nel quartiere di Pianura, all’altezza della seconda rotonda, su un cumulo enorme di immondizia la fotografia del sindaco di Napoli, con un cartello: “nato gallo ‘ncoppa ‘a munnezza“.

Sono centinaia gli interventi effettuati dai vigili del fuoco a Napoli e in provincia per spegnere le fiamme appiccate ai cumuli di spazzatura: la maggior parte sono stati compiuti a Napoli in centro. La situazione non è migliore anche in provincia, soprattutto nella zona a Nord di Napoli. In questo contesto è sempre più concreto il pericolo per la salute dei cittadini. Il rischio è la possibilità dello scatenarsi di una vera e propria epidemia.

Nel capoluogo ogni giorno si registrano blocchi stradali e sacchetti rovesciati in strada. Altri bruciati. La situazione dei rifiuti si fa di ora in ora molto seria con il rischio di una rivolta popolare. La cittadinanza merita dignità.

Napule è mille culure
Napule è mille paure
Napule è nu sole amaro
Napule è addore ‘e mare
Napule è ‘na carta sporca
e nisciuno se n’emporta
Napule è ‘na cammenata
dint”e viche mmiezo all’ate
Napule è tutto nu suonno
e ‘a sape tutt’o munno
Napule è mille culure…

da Michele Frascogna, Napoli

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