Ad un uomo che ha compiuto fino in fondo il proprio dovere

«Gli uomini passano, le idee restano.
Restano le loro tensioni morali e continueranno
a camminare sulle gambe di altri uomini»

[Giovanni Falcone, Magistrato Antimafia]
Palermo, 20 maggio 1939 – Palermo, 23 maggio 1992

Il 23 maggio 1992, alle ore 17:58, presso il km 5 dell’autostrada A29, nei pressi dello svincolo di Capaci, a pochi chilometri da Palermo, una carica di cinque quintali di tritolo posizionata in un tunnel scavato sotto la sede stradale viene azionata per telecomando da Giovanni Brusca, il sicario incaricato da Totò Riina. Persero la vita il magistrato antimafia Giovanni Falcone, sua moglie Francesca Morvillo e tre agenti della scorta: Vito Schifani, Rocco Dicillo, Antonio Montinaro.

25 Maggio 92, Palermo: Rosaria Costa, vedova ventiduenne dell’agente di scorta Vito Schifani grida il suo urlo straziante nella chiesa di San Domenico “io vi perdono, ma vi dovete mettere in ginocchio”:

[Video YouTube da sgalix]

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