RADDOPPIARE I SOLDI AI PARTITI? YES, WE CAN…

Mentre per il ministro del “vaffanculo” Ignazio La Russa vedere una partita di calcio è un dovere istituzionale «Ero obbligato, motivi di sicurezza mi impongono anche contro il mio volere di non usare voli di linea» (il 5 aprile per assistere alla partita di calcio a Milano avrebbe viaggiato a bordo di un P180 dell’Arma dei Carabinieri proveniente da Roma, quindi sarebbe ripartito con un altro aereo dell’Aeronautica militare, identificativo MM 62210); Mentre il leghista Roberto Calderoli, titolare del dicastero che taglia le leggi, da mesi tace sul perchè la mattina del 19 gennaio atterrò all’aeroporto di Cuneo con un volo di Stato (Airbus 319 CJ dell’Aeronautica militare); Mentre la RAI, in quanto televisione di Stato, pur se massicciamente lottizzata dalla partitocrazia, foraggia Giuliano Ferrara (Radio Londra, 3.200 euro a puntata per un compenso di 1,5 milioni di euro in 3 anni), il pluricondannato Vittorio Sgarbi (per 60 comparsate sino alla fine dell’anno sui canali Rai percepirà 1 milione di euro al netto delle ritenute di legge) e quanti altri parrucconi d’accatto al servizio dell’Ancien Régime si prostituiscono alle volontà del Capobanda, la I Commissione Affari Costituzionali della Presidenza del Consiglio comincerà l’esame di un disegno di legge che farà discutere: con spregio dei cittadini quasi assoluto, è previsto il raddoppio delle spese a carico dei contribuenti, destinate all’attività politica. Insomma, mentre gli onorevoli nominati La Russa e Calderoli volano a farsi gli affari loro a spese del contribuente, l’ennesima porcheria bipartisan sta per essere tradotta in legge dello Stato.

Due proposte, A.C 244 e A.C 3809, contengono una delega per l’emanazione di un testo unico delle leggi sulla disciplina e il finanziamento dei partiti politici. Quest’ultima prevede anche l’istituzione di fondazioni politico-culturali, collaterali ai partiti, e introduce il metodo delle elezioni primarie per la scelta dei candidati alle elezioni.

Vediamo nel dettaglio…

XVI LEGISLATURA – Scheda lavori preparatori
Atto parlamentare: 244
(Fase iter Camera: 1^ lettura)

Proposta di legge presentata il 29/04/2008, MAURIZIO TURCO:

“Disposizioni per l’attuazione dell’articolo 49 della Costituzione in materia di democrazia interna dei partiti politici e norme in materia di finanziamenti pubblici e privati destinati ai medesimi soggetti. Delega al Governo per l’emanazione di un testo unico delle leggi concernenti l’organizzazione e il finanziamento dei partiti politici” (244)

Cofirmatari: BELTRANDI Marco; BERNARDINI Rita; FARINA COSCIONI Maria Antonietta; MECACCI Matteo; ZAMPARUTTI Elisabetta;

Parere delle Commissioni: II Giustizia (ex articolo 73, comma 1-bis, del regolamento, per le disposizioni in materia di sanzioni), V Bilancio, VI Finanze (ex articolo 73, comma 1-bis, del regolamento, per gli aspetti attinenti alla materia tributaria) e della Commissione parlamentare per le questioni regionali.

Stato iter: Assegnato I Commissione Affari Costituzionali il 26/06/2008.

L’on. Maurizio Turco è stato eletto nella Circoscrizione V (Lombardia 3), il 22/04/2008. Già deputato nella legislatura XV, iscritto al gruppo parlamentare Partito Democratico dal 05/05/2008.

(Dati Openpolis) – Indice di produttività: 360,8 (21° su 630 deputati); Ha effettuato 8.228 votazioni elettroniche: Presenze (86,57%), Assenze (13,43%); Ultima votazione alla Camera: 07/04/2011;

Componente degli organi parlamentari:

  • I Commissione (Affari Costituzionali, della Presidenza del Consiglio e Interni) dal 21/05/2008;
  • Comitato Parlamentare per i procedimenti di accusa dal 22/05/2008;
  • Giunta Provvisoria per la verifica dei poteri dal 29/04/2008 al 29/04/2008;
  • Giunta per le Autorizzazioni dal 21/05/2008;

XVI LEGISLATURA – Scheda lavori preparatori
Atto parlamentare: 3809
(Fase iter Camera: 1^ lettura)

Proposta di legge presentata il 25/10/2010, UGO SPOSETTI (Pd):

“Disciplina dei partiti politici, in attuazione dell’articolo 49 della Costituzione, e delle fondazioni politico-culturali. Delega al Governo per l’emanazione di un testo unico delle leggi sulla disciplina e sul finanziamento dei partiti politici” (3809)

Parere delle Commissioni: II Giustizia (ex articolo 73, comma 1-bis, del regolamento, per le disposizioni in materia di sanzioni), V Bilancio, VI Finanze (ex articolo 73, comma 1-bis, del regolamento, per gli aspetti attinenti alla materia tributaria), VII Cultura, XIV Politiche dell’Unione europea e della Commissione parlamentare per le questioni regionali.

Stato iter: Assegnato I Commissione Affari Costituzionali il 22/02/2011.

L’on. Ugo Sposetti è stato eletto nella Circoscrizione XVI (Lazio 2), il 22/04/2008. Già deputato nella legislatura XV e senatore nelle legislature X e XI, iscritto al gruppo parlamentare Partito Democratico dal 05/05/2008.

(Dati Openpolis) – Indice di produttività: 55,8 (548° su 630 deputati); Ha effettuato 8.228 votazioni elettroniche: Presenze (68,92%), Assenze (31,08%); Ultima votazione alla Camera: 07/04/2011;

Componente degli organi parlamentari:

  • VI Commissione (Finanze) dal 21/05/2008;

Dicevamo…

Primo firmatario della proposta di legge – Disciplina dei partiti politici, in attuazione dell’articolo 49 della Costituzione, e delle fondazioni politico-culturali. Delega al Governo per l’emanazione di un testo unico delle leggi sulla disciplina e sul finanziamento dei partiti politici (Atto Camera: 3809, 25 ottobre 2010) -, è Ugo Sposetti, componente della VI Commissione Finanze già tesoriere dei Democratici di Sinistra e deputato del Pd, cui hanno firmato 56 deputati di tutti gli schieramenti. La legge dovrebbe estendere il rimborso elettorale a tutti i partiti che superino la soglia 1% in qualsiasi tipo di elezione, mentre si stanzierebbero 185 milioni l’anno per fondazioni legate a forze politiche, che curano l’attività culturale e la formazione politica del partito cui fanno riferimento.

Proprio così. Se passa la legge, non solo i partiti, anche le fondazioni potranno beneficiare dei rimborsi elettorali che hanno sostituito, altra grande prova di spregio della volontà popolare, il finanziamento pubblico eliminato all’epoca dei referendum, nel 1993. Ricapitolando, i partiti politici continuerebbero a ricevere annualmente il rimborso elettorale così come fanno oggi (170 milioni di euro tra rimborsi per politiche, regionali ed europee); Le fondazioni, invece, riceverebbero 185 milioni di euro l’anno. In tutto il conto che potrebbe essere presentato ai contribuenti italiani arriverebbe a superare i 350 milioni di euro.

La Costituzione italiana, democratica e repubblicana, prevede tra i suoi articoli, l’istituto del referendum (art. 75) che nel BelPaese delle leggine vergogna ha solo funzione abrogativa. Ricordando che perchè esso sia valido, vale a dire prechè abbia esito positivo, si deve recare alle urne almeno la metà più uno degli aventi diritto al voto. Diversamente il referendum viene annullato. Un fatto tipicamente italiano. Le cose infatti vanno diversamente negli altri paesi dove il referendum è valido a prescindere dal numero dei votanti. Anche se si reca a votare la metà della metà degli aventi diritto, vince sempre chi ottiene la maggioranza. In Italia, allora, per coerenza, se la metà degli elettori non si recasse a votare in occasione delle elezioni politiche, il parlamento non dovrebbe essere eletto, così pure nei colleggi uninominali per la elezione del Senato, laddove non si recasse alle urne la metà +1 dei cittadini, non dovrebbero esserci eletti. Una logica che non appartiene a chi giostra leggi e regolamenti a proprio piacimento e secondo la propria convenienza.

In ogni caso, per ciò che riguarda i costi economici della partitocrazia, troppo spesso “quando il dito indica il cielo, l’imbecille guarda il dito”. Soffermiamoci sui rimborsi ai partiti politici. Nonostante nel 1993 gli elettori si siano chiaramente espressi (90,3%) contro il finanziamento, i partiti sono riusciti a mantenerne in vita il meccanismo. Per ottenere un rimborso elettorale un partito deve raggiungere l’1% dei suffragi su scala nazionale. Parlare quindi di “rimborso” è fuori luogo in quanto i partiti non rientrano dei soldi effettivamente spesi, ma di una cifra 4 volte superiore, ovvero, 4 euro per ogni euro speso. Una truffa. Il “rimborso elettorale” (1 euro per ogni avente diritto al voto, moltiplicato per gli anni della legislatura e per ogni organo elettivo) ritornerebbe a essere concesso ai partiti che superino la soglia 1%. La norma dello sbarramento 4% con la conseguente perdita del rimborso elettorale per l’esponente Pd, Ugo Sposetti, è iniqua: «Uno può decidere che per avere una rappresentanza in Parlamento deve raggiungere una certa soglia, ma perché non si deve concedere ai movimenti politici il rimborso per averci provato?».

In un’intervista del 20 agosto 2007, l’on. Sposetti annunciò che bisognava tornare al finanziamento statale. Poi venne la proposta di legge, in attuazione all’art.49 della Costituzione per l’emanazione di un testo unico delle leggi sulla disciplina e sul finanziamento dei partiti politici. Seguirono i cofirmatari: ALBONETTI Gabriele; BARBARESCHI Luca Giorgio; BOCCIA Francesco; BRANDOLINI Sandro; BRUGGER Siegfried; CAPODICASA Angelo; CECCUZZI Franco; COLANINNO Matteo; CUPERLO Giovanni; D’ANNA Vincenzo; DI STANISLAO Augusto; ESPOSITO Stefano; FADDA Paolo; FARINA Gianni; FLUVI Alberto; FONTANELLI Paolo; GARAVINI Laura; GATTI Maria Grazia; GIACOMELLI Antonello; GNECCHI Marialuisa; GRAZIANO Stefano; LENZI Donata; LOLLI Giovanni; LOSACCO Alberto; LOVELLI Mario; LUONGO Antonio; MADIA Maria Anna; MARCHIGNOLI Massimo; MARINELLO Giuseppe Francesco Maria; MARINI Cesare; MERLO Giorgio; MIGLIOLI Ivano; MURER Delia; OLIVERIO Nicodemo Nazzareno; PAGANO Alessandro; PEZZOTTA Savino; PIZZETTI Luciano; PORTA Fabio; QUARTIANI Erminio Angelo; RAMPI Elisabetta; RUGGHIA Antonio; SANI Luca; SCHIRRU Amalia; SERVODIO Giuseppina; TIDEI Pietro; TOUADI Jean Leonard; TRAPPOLINO Carlo Emanuele; TULLO Mario; VACCARO Guglielmo; VELLA Paolo; VELO Silvia; VIGNALI Raffaello; ZACCHERA Marco; ZELLER Karl; ZUNINO Massimo.

Incuranti del ciclone dell’antipolitica che chiedeva di abbattere i costi del sistema, il cassiere Ugo Sposetti, ex anima nera della Quercia, si tuffò controcorrente rilanciando il suo cavallo di battaglia: tornare al finanziamento pubblico, elargire «più soldi ai partiti». Ieri come oggi, il teorema del deputato è noto, negare risorse alla politica significa «colpire al cuore la democrazia». Onorati e commossi.

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4 commenti

  1. […] terreno a loro proprio, sono in grado di forzare tanto le scelte quotidiane dei cittadini quanto le decisioni politiche. Si è affermato un Sistema che distorce a suo piacimento la verità e la realtà, che ha […]

  2. […] a far apparire più lunga la cortissima coperta con l’inganno e l’ipocrisia degli uomini della casta partitocratica; siamo arrivati non solo alla frutta ma al caffé, anzi, all’ammazza […]

  3. […] trapelata la notizia che il giorno 14 aprile 2011 in commissione parlamentare è stata presentata, per essere messa in discussione, una proposta volta ad aumentare i rimborsi elettorali ai partiti che passerebbero dagli attuali […]

  4. […] ha perso il vero significato: non coinvolge nè la coscienza nè i vari interessati. Ai partiti servono sempre più soldi, ogni loro manifestazione è una messa in scena, un varietà, il trionfo dell’addobbo. E gli […]


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