TRUFFA DEI PARIOLI, cinque cose che dovresti sapere per non essere tu la prossima vittima

Lettere al blog. Giriamo ai lettori del blog la mail di Davide Battista da Roma, che scrive: Fin’ora gli italiani hanno conosciuto le truffe delle banche, ora potrebbe essere la volta delle società di consulenza. Più di 1.200 clienti, tra cui molti nomi famosi, sono stati truffati da una società di consulenti finanziari ben inseriti nell’ambiente, ben titolate e con numerose conoscenze influenti. Persone note, e comunemente apprezzate per la loro sagacia ed intelligenza, si sono scoperte improvvisamente travolte dal solito Tsunami di intese e relazioni incrociate, comfort e propaganda modaiola. La consulenza agli investimenti è incompatibile con organizzazioni complesse. Una società o un’associazione è sempre portatrice di un interesse proprio e contrapposto a quello del risparmiatore, del consulente e della collettività. “Quando i risparmiatori chiederanno consulenza, le banche invaderanno il mercato con battaglioni di finti consulenti“, sostengono gli analisti più esperti. E allora, come orientarsi tra consulenti finti e consulenti veri? Come trovare dunque il proprio consulente ideale, quali parametri vanno considerati? Per es.: appartenenza a ordini o associazioni, premi e riconoscimenti, sentito dire, giornali e siti web alla moda? O che altro?

La domanda, su quali caratteristiche dovrebbe avere il consulente ideale ricorre sempre più frequentemente, ma ascoltando le varie risposte ci si rende facilmente conto di avere spesso a che fare soltanto con punti di vista e interessi non proprio del tutto indipendenti dalla vendita di strumenti finanziari. Si tratta dei tuoi risparmi, del tuo futuro e di ciò che lascerai dopo di te. Perciò, pratiche “fai da te”, venditori – o esperti da quotidiani finanziari, questa volta potrebbero non fare al caso tuo.

Le considerazioni che farai ti faranno perdere un bel pò di tempo, ma potrebbero essere proprio queste a fare la differenza sul raggiungimento dei tuoi obiettivi. Un primo confronto può essere fatto tra professionisti individuali e società: quali parametri valutare nella selezione dei sedicenti consulenti? Il desiderio di sicurezza potrebbe spingerti a cercare assistenza presso società di consulenza o presso note associazioni di “consulenti indipendenti”. Tuttavia, le società, o associazioni, sono sempre portatrici di un interesse proprio, distinto e contrapposto, rispetto a quelli, già presenti nel rapporto di consulenza, del risparmiatore, del suo consulente e della collettività.

Info Bloomberg sulle persone collegate a EGP,
in particolare sul Fund Manager Gianfranco Lande (foto 1)

Spesso, inoltre, il collocatore (venditore di strumenti finanziari) promuove egli stesso, direttamente o indirettamente, società (o altre organizzazioni associative) che prestano il servizio di “consulenza”. Ma a differenza di quanto ci si potrebbe aspettare, in questi casi, il reale obiettivo di queste associazioni è piuttosto quello di separare il “consulente” individuale dalla sua responsabilità personale, riducendo così la sicurezza per te, anzichè aumentarla, e aprendo la strada a qualunque esito negativo possibile. Gli affiliati a queste associazioni potrebbero ricevere commissioni e incarichi di lavoro, sconti su pagamenti e su servizi, avanzi di carriera, network professionali e altri benefici, solo se rispettano le indicazioni di scuderia quando prestano la loro “consulenza”, o, altrimenti, essere penalizzati o espulsi dall’associazione. Così, ad es., sarà facilmente possibile ai titolari della associazione stipulare accordi, anche taciti, di collocamento con banche ed assicurazioni, enti e governi anche esteri, condizionando poi i propri collaboratori ad inserire gli strumenti oggetto di questi accordi nella “consulenza” prestata all’ignaro cliente. E molto altro ancora.

Info Bloomberg sulle persone collegate a EGP,
in particolare sul Fund Manager Gianfranco Lande (foto 2)

Permettere ai professionisti di organizzarsi in scatole che aggirano le loro responsabilità potrebbe non essere la mossa più giusta da parte tua. E’ utile ricordare che le norme comunitarie (come recepite in origine dal nostro parlamento) vietavano l’esercizio della consulenza finanziaria indipendente in forma associata, proprio perchè considerata unanimemente un’officina relazionale di conflitti con gli interessi dei risparmiatori. Solo a seguito del passaggio parlamentare, in Italia, è stata introdotta la figura della persona giuridica (cioè società, s.r.l. o s.p.a.) consulente. In generale, come puoi fare a identificare un consulente finanziario giusto per te? I cinque riferimenti che permettono di distinguere un consulente agli investimenti (investment manager) da un venditore di strumenti finanziari, sono che:

  • si tratti di una persona fisica non associata;
  • sia soggetta al divieto di ricevere compensi dalle società finanziarie per la vendita dei loro prodotti;
  • la parcella che gli paghi sia calcolata sulla crescita organica del capitale;
  • nessuna detenzione in alcun modo del capitale o dei titoli del cliente;
  • capacità di generare rendimenti stabili e consistenti sia in termini assoluti che relativi.

Importante è anche verificare l’assenza di una polizza assicurativa per la responsabilità professionale. Una tale “copertura”, infatti, lungi dal rappresentare una reale protezione per i tuoi risparmi, indica invece scarsa indipendenza del professionistae quindi un potenziale pericolo per te. Ad es., in quanto dipendendo la affidabilità della consulenza, del lavoro stesso, dalle compagnie assicurative queste possono facilmente pretendere dal professionista l’utilizzo dei loro prodotti, o esercitare agevolmente pressioni sulle autorità e commissioni di regolamentazione o stabilire per la copertura assicurativa livelli di prezzo agevolati per i “consulenti” affini rispetto a quelli che rifiutano di vendere le loro polizze o alimentare campagne d’informazioni basate su una pretesa superiorità dei loro prodotti o tutte queste cose insieme e così via…

Info Bloomberg sul fondo
European Investments Management Ltd. – Classe A
(foto 1)

Inoltre, una polizza rc professionale non copre il dolo del consulente, ma solo l’ipotesi della negligenza. Questo significa il paradosso che il cliente dovrà dimostrare che non c’è stata truffa se vuole avere il risarcimento assicurativo. A quel punto, al consulente non servirà altro che esibire le informative sui rischi firmate dal cliente, e gli altri adempimenti formali minimi, e dopo anni di costose procedure, il processo si chiuderà in un nulla di fatto. I vincitori saranno le assicurazioni che hanno lucrato sui premi, e sul controllo del consulente, e gli avvocati che hanno incassato le parcelle e mantenuto in ordine lo svolgimento di tutta la questione (nonostante ciò, la legge italiana, DM 206/08 ha introdotto ugualmente l’obbligatorietà della polizza assicurativa per la responsabilità professionale per i consulenti, e società di consulenza, indipendenti).

Info Bloomberg sul fondo
European Investments Management Ltd. – Classe A
(foto 2)

Come ti sarà forse ora più chiaro, il collocatore sforna ogni giorno nuovi “superconsulenti” (consulenti collegati, ovvero consulenti che pur dichiarandosi indipendenti lavorano per il venditore, specialmente sotto l’apparenza di innocui professionisti tradizionali). E’ questo, d’altra parte il suo lavoro. A te spetta, allora, di fare il tuo. Prima di iniziare fai sempre delle prove con piccoli importi, pretendi solo il rispetto di questi cinque semplici punti e non farti incantare da considerazioni “di contorno”, stornelli e stelline. Finora il paradigma imposto dalle banche al mercato è stato: “le banche rubano i rendimenti, i consulenti il capitale“. Dopo che le banche son state prese con le mani nel sacco devastando l’intera economia mondiale, sta a te ora decidere se permettergli di riaffermare questo principio – e fargli rinnovare il loro ciclo – o meno.

Info Bloomberg sul fondo
European Investments Management Ltd. – Classe A
(foto 3)

Ricorda che quanto più vi saranno clienti intelligenti tanto più vi saranno consulenti onesti. Per iniziare potresti subito evitare di chiedere ad amici, professionisti o conoscenti. Questi spesso si trovano a contatto con bancari, promotori ed assicuratori e difficilmente possono essere una buona fonte di indicazione. Potresti, invece, imparare ad assumere un consulente direttamente, con una semplice ricerca in internet, per es. Inoltre una lista degli studi di consulenza può essere ottenuta dall’albo di cui al dlgs. 58/98 della Commissione Nazionale per le Società e la Borsa (CONSOB). L’albo è consultabile on-line dal sito della Commissione e ti fornisce la preziosa indicazione di tutti i professionisti abilitati che non lavorano per un collocatore.

Info:

Studio Davide Battista
via Domenico Sansotta, 97
00144 – Roma (Italy)
web: http://www.sb-ic.com/html/home.html 
mail: davidebattista@sb-ic.com

Da Il Messaggero del 02 aprile 2011:

I clan nella truffa dei Parioli: 14 milioni delle cosche nel portafoglio del broker
di Valentina Errante

ROMA – Il cognome di quei clienti a Gianfranco Lande doveva dire molto. Si chiamavano Piromalli. Ma vedersi consegnare 14 milioni di euro deve essere stata un’emozione anche per lui, che a maneggiare soldi era abituato. Il denaro era arrivato attraverso un broker di Forlì. Ma poi le cose erano andate male. Quei due clienti non avevano visto gli interessi salire fino al 20 per cento, ma il denaro dissolversi. E avevano deciso di scavalcare l’intermediario emiliano e rivolgersi personalmente al mago della finanza, l’uomo che prima moltiplicava il denaro e poi lo ha fatto sparire.

Mancava solo la criminalità organizzata, con i presunti ’ndranghetisti che Gianfranco Lande ha mandato in prigione. Ma adesso che anche i clan sono entrati in scena, la ”truffa dei Parioli” sembra una sceneggiatura perfetta. Lo sarebbe se non fossero svaniti nel nulla 300 milioni di euro tutti veri e se tra attori, politici, cantanti, calciatori e gente comune, le vittime non fossero in mille e 200. Lande ha fregato anche le cosche.

E adesso il pm Luca Tescaroli, titolare del fascicolo sugli affari di Gianfranco Lande, indaga su alcune ”vittime” particolari del broker e dei suoi fedelissimi. Due clienti che il broker, lo scorso luglio, prima di finire a sua volta in manette, aveva fatto arrestare e che, secondo i primi accertamenti, risultano della nota famiglia calabrese.

I due fratelli Piromalli erano arrivati a Roma, nel centralissimo ufficio della Egp, società ”incriminata” che veicolova i soldi dei risparmiatori fino alle Bahamas o a Lussdemburgo e aveva sede in via Bocca di Leone, come tanti altri facevano in quei giorni: per chiedere indietro i soldi. Ma Gianfranco Lande doveva sapere bene che quelli erano clienti speciali. E dei 14 milioni di euro consegnati gliene aveva restituiti solo sei. Aveva paura. Due uomini con cognome Piromalli, di 38 e 45 anni, arrivati dalla lontana Calabria, che nulla ha a che fare con il giro romano dei salotti buoni. Non erano né Carlo Vanzina né Sabina Guzzanti. Così Lande aveva già allertato i carabinieri, perché al telefono, quelle vittime speciali, erano state a loro modo chiare. Il «giochetto» doveva finire. Avevano parlato di suo figlio e del denaro. Parole velate ma efficacissime. Il pomeriggio si era concluso con l’intervento degli uomini del nucleo radiomobile dei carabinieri: i due Piromalli erano stati arrestati in flagrante mentre chiedevano i soldi al broker. I fratelli, in manette per estorsione, processati per direttissima, sono stati scarcerati il giorno successivo.

Il pm Luca Tescaroli adesso cerca di capire da dove arrivassero quei 14 milioni di euro e che fine abbiano fatto. Una pista che potrebbe costare a Lande & company l’ipotesi di riciclaggio. La presunta tela di rapporti tra l’indagato e gli esponenti legati all’organizzazione criminale è al vaglio del pm che ha si è fatto inviare dal collega Giuseppe Corasaniti il fascicolo su quell’episodio di estorsione.

E intanto nel lungo elenco delle mille e 500 vittime saltano fuori altri nomi illustri. C’è anche Emmanuel Miraglia, della Giomi spa, tra i clienti di Lande. Miraglia, 71 anni, a lungo presidente dell’Associazione italiana ospedalità privata, guida un gruppo familiare con sede a Roma e controlla quattordici centri in Lazio, Toscana, Veneto, Puglia, Calabria e Sicilia. Anche lui aveva sognato di moltiplicare il denaro. Poi l’ex calciatore Beppe Scienza e l’ex ballerina e attrice argentina Alba Fossati.

Il nucleo valutario della Guardia di Finanza guidato dal generale Leandro Cuzzocrea intanto sta esaminando la una nuova lista di 500 clienti delle società, quella sequestrata nei giorni scorsi in un magazzino. Tutti clienti che non avrebbero voluto aderire allo scudo fiscale per regolarizzare la propria posizione. Mentre alle 36 denunce presentate nella fase iniziale dell’inchiesta dai clienti se ne aggiungono, lentamente, altre.

Gli inquirenti valutano ogni caso e ogni investimento, specie quelli di coloro che invece allo Scudo fiscale hanno deciso di aderire. Un’opzione «indebitamente» offerta a centinaia di clienti dallo stesso Lande. L’ipotesi è che possano esserci dietro operazioni di riciclaggio.

Tra le vittime delle truffe figurano Paolo e Sabina Guzzanti, Massimo Ranieri, i fratelli Vanzina, l’ex calciatore della Roma Stefano Desideri, lo chef Heinz Beck la principessa Claudia Ruspoli, parlamentari, avvocati, notai e professionisti. Le accuse per Lande, Roberto Torregiani, Giampiero Castellacci de Villanova, Andrea e Raffaella Raspi sono al momento associazione per delinquere di carattere transnazionale finalizzata ai reati di abusivismo finanziario, al compimento di reati di truffa e di appropriazione indebita.

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Per segnalare o scrivere un articolo: ilgraffionews@libero.it

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1 commento

  1. voglio sapere a chi mi devo rivolgere per una chiarezza del mio consulente che mi fa pagare tante tasse sono una azienda edile


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