GLI INCIDENTI NUCLEARI: THREE MILE ISLAND

Prima della fusione accidentale del nucleo di Three Mile Island, l’industria nucleare diceva che la possibilità che accadesse una fusione del nucleo era la stessa che una persona venisse colpita da un fulmine in un’area da parcheggio. Tutto è iniziato alle 4 di mattina del 28 marzo 1979. La fusione alla centrale di Three Mile Island in Pennsylvania fu innescato quando un errore meccanico e uno spegnimento automatico delle pompe idriche principali del sistema di raffreddamento secondario fecero chiudere le valvole, con ciò causando un surriscaldamento dell’acqua del sistema di raffreddamento primario che ricopriva il nucleo radioattivo. Questo ebbe veloci conseguenze a cascata, in una sequenza di eventi automatizzati e di interpretazioni umani errate, che portarono al surriscaldamento al surriscaldamento e alla fusione del nucleo di 100 tonnellate di uranio. Durante l’incidente, acqua di raffreddamento altamente contaminata venne pompata attraverso una valvola verso la base del reattore e da lì in una cisterna collocata in un edificio ausiliare adiacente, dove grandi quantità di gas radioattivo vennero espulse nell’atmosfera esterna da una valvola difettosa. Il clima caldo al tempo dell’incidente peggiorò la situazione di crisi, con venti deboli e masse d’aria fredda a livelli più alti che impedivano all’aria calda di sollevarsi, producendo le condizioni ideali per l’intrappolamento delle emissioni radioattive [1]. Ormai è un fatto assodato che grandi quantità di radioattività sono derivate dall’incidente di Three Mile Island. Ma l’industria nucleare e il governo non hanno raccolto stime sulle fughe di isotopi specifici, e ad oggi non ci sono informazioni disponibili su quali di essi siano fuoriusciti nè la reale quantità di radiazioni rilasciate nell’ambiente.

Il misuratore di radiazioni gamma all’interno dell’edificio ausiliario dove tutte le radiazioni vennero rilasciate non era stato progettato per misurare concentrazioni radioattive così alte, e andò fuori scala fin dall’inizio dell’incidente, registrando un’emergenza che continuò per parecchi giorni. Così le sole stime sulle radiazioni rilasciate vennero fatte estrapolando i dati ottenuti dai misuratori di radiazioni gamma (dosimetri termoluminescenti, TLD) che erano collocati centinaia di metri dai camini, in basso presso il recinto che circondava il reattore. Dei venti TLD (che misurano solo le radiazioni gamma, non le radiazioni beta, che erano dalle tre alle cinque volte in più delle radiazioni gamma), solo due erano più o meno vicino al punto dove passò la nuvola “calda”, ed è quindi impossibile giudicare la dose assorbita da migliaia di persone basandosi solo su due rilevazioni [2].

Gran parte di queste nuvole radioattive è rimasta sollevata nell’aria ben al di sopra degli strumenti di misurazione, per questo sono stati misurati solo piccoli incrementi di radiazioni. Le misurazioni dei gas nobili non coincidono fino al 5 aprile, circa otto giorni dopo il primo inizio di fusione del nucleo. Nessuna radiazione alfa o beta è stata mai misurata. Si sa che le emissioni radioattive da Three Mile Island hanno percorso lunghe distanze. Per esempio, dello xeno 133 è stato rilevato ad Albany, New York, tra marzo e aprile del 1979, a 375 chilometri dal reattore [3].

 

Le stime sulle quantità radioattive fuoriuscite furono quindi determinate usando dati estremamente inadeguati. L’industria nucleare valutò che si diffusero da 13 a 17 curie (1 curie è la quantità di radiazioni uguale alla disintegrazione di 37 miliardi di particelle alfa o beta al secondo) di iodio, e da 2,4 a 13 milioni di curie di Krypton, xeno e argon. L’ex presidente della Nuclear Regulatory Commission, Joseph Hendrie, si dice che abbia affermato: “Stiamo operando praticamente al buio, le informazioni del governatore Thornburgh sono ambigue, le mie sono inesistenti e, non so, è come se ci fosse una coppia di ciechi che brancolano e prendono decisioni[4].

In ogni caso, sulla base della misurazione dello iodio radioattivo negli animali delle vicinanze, la sensazione degli esperti fu che le stime dell’industria nucleare fossero fortemente sottovalutate. Un appunto del 24 marzo 1982 scritto dal dottor Karl Morgan sosteneva che 45 milioni di curie di gas nobili e 64.000 curie di iodio radioattivo erano fuoriusciti, e che le dosi rilevate nelle tiroidi della popolazione erano 100 volte maggiori di quella valutata dal NRC [5].

MELTDOWN AT THREE MILE ISLAND (Part 1/6)
video YouTube da DavidVonPein2

Il dottor Morgan è un medico molto rispettato, conosciuto come “il padre della fisica della salute”. Il dottor Carl Johnson, esperto in disturbi collegati alle radiazioni, ha valutato che a causa della fusione del combustibile, molti altri elementi quasi certamente sono fuoriusciti dal nucleo del reattore, incluso il plutonio, lo stronzio e l’americio. Quando chiese al NRC e al Dipartimento per l’Energia di realizzare una perizia che ricercasse di questi elementi nella polvere respirabile attorno a Three Mile Island dopo l’incidente, questi rifiutarono [6].

E’ noto che il terzo giorno dall’incidente, più di cinquanta metri cubi di acqua altamente radioattiva venne rilasciata nel fiume Susquehanna dal sistema interno senza il permesso del NRC. Un evento mai visto nella storia dell’industria nucleare. Il fiume Susquehanna sfocia nella baia di Chesapeake, un luogo ad alta attività di pesca [7].

MELTDOWN AT THREE MILE ISLAND (Part 2/6)
video YouTube da DavidVonPein2

Quest’acqua conteneva un’alta concentrazione di molti isotopi pericolosi e di lunga durata, che saranno poi stati velocemente assorbiti da pesci, aragoste e granchi in un periodo di settimane, mesi e anni. I cittadini, però, non sono stati avvertiti di questo pericolo, visto che non lo sono stati nemmeno per gli altri aspetti di questo incidente. Grandi quantità di Krypton 85 radioattivo sono stati volutamente lasciati uscire dal reattore danneggiato nel giugno 1982, esponendo ancora più gente alla contaminazione radioattiva [8].

MELTDOWN AT THREE MILE ISLAND (Part 3/6)
video YouTube da DavidVonPein2

E nel novembre 1990 più di dieci milioni di litri di acqua radioattiva contenente trizio è stata volutamente fatta evaporare dalla struttura che ospita il reattore danneggiato, esponendo molte persone nelle vicinanze a radiazioni pericolose [9].

Durante i primi due giorni dell’incidente (primo giorno e secondo giorno, ndr) si determinò un pandemonio perchè dal 5 al 6% delle persone che vivevano a cinque chilometri dalla centrale fuggì. Il 30 marzo, due giorni dopo l’incidente, il governatore Thornburgh ordinò l’evacuazione delle donne incinte e dei bambini per un’area di cinque chilometri. Centoquarantasei mila persone fecero i bagagli e fuggirono, intasando le autostrade, con i neonati raccolti nelle coperte, i bambini con sciarpe avvolte sulla faccia per limitare l’esposizione alle radiazioni, e le donne incinte in panico totale [10].

MELTDOWN AT THREE MILE ISLAND (Part 4/6)
video YouTube da DavidVonPein2

Io ero ad Harrisburg, Pennsylvania, una settimana dopo l’incidente, per spiegare gli effetti delle radiazioni a migliaia di residenti spaventati, nella palestra della scuola media, quando mi fu detto che i medici locali erano fuggiti con le loro famiglie, lasciando i loro pazienti negli ospedali a badare a se stessi. Centinaia di persone del posto riportarono una varietà di sintomi e segni che erano simili a quelli che si manifestarono una decade più tardi a Pripiet, la città vicino alla centrale di Chernobyl, dove accadde un’altra fusione del nucleo, e dove la fuga di radiazioni fu molto più grande di quella di Three Mile Island. Questi sintomi includevano nausea, vomito, diarrea, epistassi, un sapore metallico in bocca, perdita di capelli, eruzioni curanee rossastre. I tipici segni e sintomi di sofferenza da esposizione acuta a radiazioni, che si manifestano quando le persone sono investite da dosi di radiazioni di circa 100 rad (che è un alto livello di esposizione). Questa dose uccide il processo di divisione cellulare nel corpo umano (capelli, apparato digerente e sangue), determinano una situazione che produce questi sintomi. Le persone che vivevano presso Three Mile Island raccontarono anche di animali morti nelle fattorie [11].

 

MELTDOWN AT THREE MILE ISLAND (Part 5/6)
video YouTube da DavidVonPein2

Il dottor Gordon Mc Leod, commissario in Pennsylvania per la salute al tempo dell’incidente, notò che il numero dei bambini nati con ipotiroidismo crebbe da nove, nei nove mesi prima dell’incidente, a venti nei nei nove mesi seguenti l’incidente, e concluse che questo era causato dal fatto che le ghiandole erano state contaminate da grandi quantità di iodio 131 fuoriuscito durante l’incidente. Le conclusioni del dottor Mc Leod indicano che alcune persone erano state esposte allo iodio 131, come neonati e bambini, avrebbero potuto sviluppare un cancro alla tiroide, esattamente come accadde poi alla gente attorno a Chernobyl, tutti pazienti che non potevano essere identificati senza un’analisi approfondita dal punto di vista epidemiologico. Mc Leod fu licenziato dal governatore Richard Thornburgh appena sei mesi dopo essere stato incaricato [12].

Un documento della Food and Drug Administration [13] datato 6 aprile 1979 analizzava il latte raccolto il 4 aprile 1979 da alcune fattorie nell’area attorno al reattore di Three Mile Island. Quindici dei prelievi mostravano livelli elevati di iodio 131 e dodici mostravano elevati livelli di cesio 137 [14]. Le fattorie erano situate ai quattro settori della bussola, e questo stava a significare che la nube radioattiva si era mossa a 360 gradi dal giorno dell’incidente e per i sette giorni successivi. E’ anche interessante che le fattorie il cui latte era risultato positivo ai test si trovassero a distanze variabili dal reattore (dai 150 miglia a nord a 9 miglia a sud, da 15 miglia a ovest a 13 miglia a est). La fabbrica Hershey’s Chocolate [15] è situata a 13 miglia da Three Mile Island, nella più ricca area lattifera degli Stati Uniti. Al tempo dell’incidente, gran parte delle forniture di latte della Hershey venivano dalla Pennsylvania.

Un appunto scritto l’11 aprile da C.J. Crowell, il Quality Assurance Manager della Hershey, indirizzato al collega W.J. Crook, del Dipartimento Scienze e Tecnologie, in risposta a una discussione avuta il giorno prima tra i due, è significativo. Una dichiarazione nel documento diceva che stanno continuando a controllare il latte all’interno di una zona di cinque miglia adiacenti alla centrale, e che “nessuna traccia radioattiva rilevabile è stata trovata fino a pochi giorni dopo l’incidente“, il che appare contraddittorio con l’informazione contenuta nel rapporto della FDA citato poco sopra, dove si rilevavano radiazioni nel latte una settimana dopo l’incidente e a una distanza molto superiore alle cinque miglia [16]. In ogni caso, un appunto confidenziale dalla Hershey dichiara che tra il 2 e il 20 aprile più di cinque quintali di latte erano stati polverizzati, invece dei due quintali che venivano normalmente convertiti in polvere in quel periodo. Il latte reso polvere viene confezionato in una forma utile in attesa che lo iodio radioattivo decada. Però con questa tecnica non si ovvia al problema del cesio 137, che dura 600 anni, nè di altri radio-isotopi di lunga durata che dovessero trovarsi nel latte contaminato. La Hershey fu ovviamente molto preoccupata per le proprie forniture di latte; in ogni caso, ebbe modo di ripetere in questo documento che nessuna traccia di radiazioni rilevabili era stata trovata in quel latte “fino a pochi giorni dopo l’incidente“.

MELTDOWN AT THREE MILE ISLAND (Part 6/6)
video YouTube da DavidVonPein2

Ma un altro studio, anch’esso applicato al latte, eleborato il 30 marzo 1979 dall’Università di Stato della Pennsylvania, Facoltà di Ingegneria, che fu spedito da K.K.S. Pillary al dottor Carl Y. Wong, coordinatore della sezione ricerca della Hershey Food Corporation, trovò 3.000 picocurie per litro nel latte proveniente da fattorie situate da 12 a 15 miglia dal reattore, 3.500 picocurie per litro da un’altra fattoria distante 16 miglia, e altri tre calcoli su latte proveniente da altre fattorie non identificate misurarono 6.000 picocurie per litro, 8.500 picocurie per litro, fino a 21.500 picocurie per litro [17]. Alcuni di questi livelli sono eccezionalmente alti. Se una bambina di un anno bevesse un litro di latte contenente 21.500 picocurie per litro, acquisirebbe una dose di circa 0,3 rem destinati alla sua tiroide, che potrebbero generare un tumore anni dopo. Se consumasse più di un litro di latte contaminato, la dose in rem aumenterebbe proporzionalmente. Una dischiarazione di Thomas Gerusky, direttore del Radiological Health, presso il Dipartimento di Risorse Ambientali (DER), rilasciata ad aprile, nell’ottava edizione dell’Harrisburg Sunday Patriot, diceva che: “Se avessimo mai trovato picocurie in quantità di migliaia, avremmo immediatamente agito“. Queste misure della Pennsylvania State University indicano che quell’azione si sarebbe dovuta intraprendere [18].

La domanda è: il DER era informata degli alti livelli di radiazione nel latte o le erano stati nascosti? E se era informato, perchè non ha fatto nulla?

Le vacche erano al pascolo il giorno dell’incidente perchè era appena primavera, ma il 29 marzo vennero spostate dai pascoli e nutrite a foraggio, che non era contaminato. Così non furono soggette a un assorbimento ecessivo di radiazioni attraverso il tratto grastrointestinale. Le radiazioni dovevano essere entrate comunque attravesro i polmoni, assorbite dall’aria fortemente contaminata. Ma se le mucche erano contaminate, ugualmente lo erano gli esseri umani. Perchè allora le mucche furono sottoposte a test sulla contaminazione e la gente no? Questa domanda rimane pertinente ventisei anni dopo l’incidente. Se il radio-iodio e il cesio 137 sono fuoriusciti, così è accaduto per varie quantità di stronzio 90, plutonio, americio e altri materiali pericolosi e di lunga durata. Quali sono le rilevazioni di questi elementi fatte sulla terra dove pascolavano le mucche che producevano il latte per la Hershery, sempre che tali rilevazioni siano mai state fatte o analizzate? Perchè questi dati non sono mai stati resi pubblici?

Stranamente, c’è stato un deficit di studi realizzati sugli esiti medici di questo incidente, e una pletora di studi relativi ai sintomi da stress. Due documenti medici sono emersi grazie a investigatori della Columbia University, che trovarono un collegamento tra l’esposizione alle radiazioni e la crescente incidenza di linfoma non-Hodgkin, tumore al polmone, e tutti gli altri tumori combinati, più la leucemia infantile.

In ogni caso, queste conclusioni furono sistematicamente insignificanti a causa del limitato numero complessivo di casi (cinquantaquattro), e il gruppo di studio usò ipotesi di esposizione alle radiazioni elaborate dal governo e dall’industria nucleare, che erano artificiosamente basse. Il gruppo della Colombia decise che le sue scoperte non erano collegate all’esposizione alle radiazioni perchè le dosi erano troppo limitate per dare l’avvio a una crescita dei disturbi maligni che avevano rilevato. Così dichiararono che la crescita nei tassi di cancro era dovuta allo stress [19].

Un altro studio successivo, realizzato da Steve Wing e altri, trovò relazioni positive tra le stime relative all’incidente e la crescita dell’incidenza tumorale che era stata registrata dal gruppo della Columbia. Usarono le loro stesse stime sulle dosi assorbite, ma non assunsero che il livello assoluto di radiazioni a cui le persone erano state esposte fosse sotto il livello naturale. Gli studi ufficiali sulla salute furono commissionati dal fondo pubblico per la salute di Three Mile Island, che venne aperto e foraggiato con pagamenti dell’industria nucleare, e che si occupò anche di stimare i danni alle proprietà. In nessuna fase di questi studi l’industria nucleare si consultò con i cittadini, o ottenne prove da quelle persone che ritenevano di essere state colpite dall’incidente. La gente fu esclusa quando vennero formulate le domande per gli studi, non venne coinvolta nella loro strutturazione, interpretazione e analisi, e non fu informata dei risultati. Aggiungendo l’isulto al danno, le persone che osarono testimoniare la loro esperienza e portare ad esempio i loro sintomi fisici, furono spesso sbeffeggiate.

Il caso di Three Mile Island alla fine si concluse in tribunale, quando circa 2.000 residenti affermarono che le fughe radioattive causate dalla fusione del nucleo erano state molto più ampie di quelle proclamate ufficialmente dall’industria nucleare e dagli ufficiali del governo. Dopo diversi proscioglimenti e appelli, i querelanti decisero che non potevano più permettersi la continuazione dei processi e dovettero accettare una conciliazione. Il dottor Wing, famoso epidemiologo che rappresentava i querelanti, disse di aver avuto l’impressione che l’industria tenesse all’immagine e alla propria credibilità più che all’accuratezza dei dati e delle dichiarazioni. Wing sottolineò che storicamente le dispute tra l’industria, i governi e le comunità sono sempre diseguali e ingiuste perchè la gente che è stata danneggiata da industrie irresponsabili non è quasi mai riuscita, per l’incapacità o mancanza di fondi, a condurre dei propri studi autonomi. Sorprendentemente, l’incidenza del cancro nella popolazione esposta alle radiazioni fu studiata solo tra gli anni 1981-1985, un breve intervallo successivo all’incidente. E in pratica non ci sono stati altri studi epidemiologici da quel periodo, anche se la fase latente della carcinogenesi varia dai due ai sedici anni e nonostante ci fosse stata una sicura fuoriuscita di isotopi di lunga durata durante l’incidente, come lo stronzio 90, il cesio 137 e molti altri.

E’ necessario che ulteriori studi siano implementati sulla popolazione esposta alle radiazioni di Three Mile Island. C’è un importante precedente, in questo senso: per molti anni gli anni gli scienziati insistettero che la ricaduta radioattiva da test bellici nucleari americani effettuati sotto terra negli anni ’50 e ’60 non avesse prodotto impatti sulla salute. Nel 1997, quando gli studi vennero finalmente realizzati, l’Istituto Nazionale sul Cancro (NCI) stimò che una cifra come 212.000 americani avevano sviluppato o avrebbero sviluppato il cancro alla tiroide a causa dello iodio radioattivo rilasciato a seguito di quei test [20]. E nonostante tutto quegli studi erano inadeguati perchè il NCI non valutò i diversi tipi di tumore che potevano essere indotti dai molti altri elementi radioattivi come lo stronzio 90, il cesio 137 e il plutonio, che scaturirono da questi test sotterranei.

Nel 1991 il dottor Karl Morgan, fondatore della “fisica della salute”, guardando retrospettivamente alla linea di dati consolidati nella disciplina che aveva creato, scrisse che la fisica della salute era nata con l’intenzione di “essere una scienza e una professione per proteggere i lavoratori dalle radiazioni e le persone dalle esposizioni di radiazioni ionizzanti. Era riuscita in una certa misura in questo obiettivo, ma durante l’ultima decade negli Stati Uniti si è anche trasformata in un’organizzazione votata essenzialmente a proteggere l’industria nucleare dalle responsabilità derivanti dall’esposizione alle radiazioni[21]

C’erano due reattori a Three Mile Island. Uno è ancora in funzione e genera elettricità. Il nucleo fuso del reattore danneggiato è stato smantellato. Sono serviti undici anni per bonificare le barre di combustibile fuse e frammentate, che erano incandescenti e radioattive. Il 99% di questo materiale è stato spedito con i camion alla riserva Hanford, nello stato di Washington, e agli Idaho National Engineering Labs, presso le Idaho Falls. Lo stesso edificio che ospitava il reattore rimane intensamente radioattivo, molto più di un edificio per reattori alla fine dei suoi quarant’anni di lavoro. Un processo iniziato nel 1992 da Eric Epstein contro la General Public Utilities, poi proprietaria di Three Mile Island, ha avuto come esito la creazione di un sistema per il monitoraggio dello stato dell’arte attorno al sito. L’equipaggiamento per il monitoraggio delle radiazioni gamma, che è a sua volta continuamente sotto monitoraggio, è stato collocato in sedici posizioni nell’area di tre miglia da Three Mile Island. Durante gli anni 2003-2005, questo sistema di monitoraggio, è stato potenziato con l’aggiunta di altri cinque misuratori di radiazioni, che trasmettono informazioni nel sistema di controllo centrale alla Penn State University [22].

Nessun ulteriore studio sui tumori è stato implementato presso la popolazione esposta, sebbene un report del 2002 eleborato dall’Istituto Nazionale per i Tumori e dal Centro per il controllo e la prevenzione delle malattie, ha scoperto che la Pennsylvania è la settima in classifica a livello nazionale per l’incidenza dei tumori [23].

Nel febbraio 1985, inoltre, 3,9 miliardi di dollari vennero pagati in termini giudiziari conciliativi alle persone che avevano sviluppato malattie collegate o meno con le radiazioni da parte della compagnia assicurativa che rappresentava la General Public Utilities Corporation e la Metropolitan Edison Co., allora proprietari di Three Mile Island. Ai querelanti venne detto che non ci sarebbero più state altre possibilità di ricorso, e in cambio delle compensazioni pagate questi accettarono di non mettere in discussione gli accordi.

NOTE:

[1] Wing, Objectivity and Ethics in Environmental Health Science;

[2] Dr. Karl G. Morgan, “Missing and Inadequate Data on Radionuclide Releases and Population Does Resulting from TMI-2 Accident of March 28 1979 – Reason for Concern” notes made on March 24 1982;

[3]  M. Wahlen et al., Radioactive Plume from the Three Mile Island Accident: Xeno-133 in Air at a Distance of 378 Kilometers, “Science” 297, 8 febbraio 1980;

[4] “The American Experience: Meltdown at Three Mile Island”, PBS, March 1999;

[5] Morgan, “Missing and Inadequate Data on Radionuclide Releases and Population Does Resulting from TMI-2 Accident of March 28, 1979”;

[6] Carl J. Johnson, MD, “Transuranics and the Impact on Health”, statement made at ress conference, Washington DC, 8 maggio 1985;

[7] Paul Gunter, direttore del Reactor Watchdog Project, Nuclear Information Resource Services, conversazione telefonica del 10 novembre 2005. Three Mile Island non è il solo reattore che ha svuotato le proprie acque reflue e di raffreddamento nella baia di Chesapeake. Gli altri dieci reattori che scaricano nella baia sono il Susquehanna 1 e 2, il Peach Bottom 2 e 3, il Calvert Cliffs 1 e 2, il North Anna 1 e 2, e il Surry 1 e 2. Ogni reattore usa approssimativamente più di quattro milioni di litri di acqua di raffreddamento al minuto, che poi scarica nel fiume come acqua radioattiva;

[8] Suit Claims Damage from TMI Venting, “The Daily News”, 23 giugno 1982;

[9] Beth Snyder, TMI to Dispose of Contaminated Water, “New York Daily Record”, 28 novembre 1990;

[10] John C. Stuber e Sheldon Rampton, “Spin Dr. Strangelove or How We Learned to Love the Bomb”, PR Watch, 2, no.4, Fourth Quarter, 1995;

[11] Wing, Objectivity and Ethics in Environmental Health Science;

[12] Joseph Mangano, Three Mile Island: Health Study Meltdown, “Bullettin of the Atomic Scientists”, September / October 2004;

[13] La Food and Drug Administration (Agenzia per gli alimenti e i Medicinali, abbreviato in FDA), è l’ente governativo statunitense che si occupa della regolamentazione dei prodotti alimentari e farmaceutici;

[14] Food and Drug Administration Sample Analysis, Three Mile Island Accident, 4 aprile 1979;

[15] The Hershey Company, dall’aprile 2005 Hershey Foods Corporation, comunemente chiamata Hershey’s, è la più grande compagnia statunitense nella produzione di cioccolato. Ha il suo quartiere generale a Hershey, in Pennsylvania;

[16] Interoffice memorandum on Hershley’s stationery, C.J. Crowell to W.J. Crook, 11 aprile 1979;

[17] Lettera al dottor Carl Y. Wong, Group Leader Product Research, Hershley Foods Corporation Researched Laboratories, from K.K.S. Pillary, Associated Professor, Nuclear Engineering, Pennsylvania State University, College of Engineering, 16 aprile 1979;

[18] Richard Kauffman, “Iodine 131 Levels Said Insignificant”, Sunday Patriot News, Harrisburg, PA, 8 aprile 1979;

[19] Wing, Objectivity and Ethics in Science;

[20] Mangano, Three Mile Island: Health Study Meltdown;

[21] Karl Z. Morgan, Health Physics: ITS Development, Successes, Failures and Eccentricities, “American Journal of Industrial Medicine” 22, 1992: 125-33;

[22] “EFMR, Completes Settlement Requirements”, 2005, biennal report, EFMR Monitoring Group,
http://www.efmr.org (accesso 10 novembre 2005);

[23] Marian Uhlman, Study Shows High Cancer Rates in Area, “Philadelphia Enquirer”, 19 novembre 2002;

da Helen Culdicott
IL NUCLEARE NON E’ LA RISPOSTA

 Altri post possono essere consultati nella sezione: NUCLEARE

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