SERBIA: LA NATO UCCIDE ANCORA

L’incidenza di neoplasie maligne in Serbia è in drastico aumento. Aumenta soprattutto il tasso di mortalità. Le analisi di questi giorni dimostrano che mentre nei Paesi sviluppati questo tasso sta diminuendo di circa 1% ormai da più di un decennio, in Serbia aumenta del 2,7% all’anno. Soltanto nel 2010 sono morte 3.500 persone, mentre negli anni precedenti la cifra si aggirava intorno alle 2.000 persone morte. Le cause di tale situazione sono da una parte la prevenzione tardiva e le strutture insufficienti (si attende anche sei mesi per un risonanza magnetica), e dall’altra anche le conseguenze dell’inquinamento dell’ecosistema dovuto ai bombardamenti della Nato del 1999.

Marko Miladinovic, bambino serbo all’ospedale di Aleksinac,
200 Km a sud di Belgrado, ex Jugoslavia. 
5 aprile 1999, ore 9:40, aerei della NATO, con 5 missili, 
hanno da poco bombardato la zona residenziale del centro di Aleksinac.
10 civili morti, 12 feriti gravemente e oltre 40 subirono lesioni personali.
Venero usati proiettili all’uranio impoverito (U-238)

Il dato che preoccupa di più è soprattutto l’aumento di casi di leucemia e di linfomi maligni. A sottolinearlo il prof. dott. Slobodan Cikaric, presidente dell’Associazione per la lotta contro il cancro della Serbia, il quale ha ricordato che l’aumento di queste patologie è dovuto alle 15 tonnellate di uranio impoverito portati in dono alla Serbia dall’Angelo misericordioso della Nato.

Cikaric ha precisato che nel 2001 sono morte in Serbia, a causa di leucemia e di linfomi, 1.250 persone, mentre tale cifra nel 2009 raggiunge le 3.140 vittime. Ora, dato il periodo passato dai bombardamenti e che gli effetti veri dell’uranio impoverito si verificano soprattutto dopo dieci anni, il professore prevede un ulteriore tasso di mortalità e un aumento di patologie maligne nei tessuti molli.

Gli inquinamenti provocati dalla Nato in Serbia non sono dovuti solo all’uranio impoverito, ma anche ad altre materie nocive sparse nell’ambiente dopo i bombardamenti di raffinerie, industrie petrolchimiche, industrie di fertilizzanti, ecc., che hanno liberato nell’atmosfera centinaia di tonnellate di materiali grezzi o di prodotti bruciati e versando una parte di essi nei fiumi e nei campi.

da Dragan Mraovic, RINASCITA

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2 commenti

  1. […] e in posizione strategica per la sorveglianza dei corridoi energetici), per poi destabilizzare la Serbia e far cadere Milosevic in un secondo tempo. L’obiettivo principale in Libia è impiantare i […]

  2. […] e in posizione strategica per la sorveglianza dei corridoi energetici), per poi destabilizzare la Serbia e far cadere Milosevic in un secondo tempo. L’obiettivo principale in Libia è impiantare i […]


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