I grandi crack: PARMALAT, Tanzi e le banche

«Presidente, ha telefonato la banca, non ci concede l’aumento di fido, siamo con l’acqua alla gola, però potremmo…». Nasce così, in una nebbiosa giornata a Collecchio, il progetto di sistemare le cose, ridare fiato al gruppo Parmalat, utilizzare la “finanza creativa“. La Bonlat, società venezuelana, crea un falso conto negli USA per circa 4 miliardi di euro con una tecnica primitiva ma efficace, in assenza di controlli: una carta intestata della banca, un estratto conto fasullo regolarmente inviato anche ai revisori senza che nessuno alzasse il telefono per chiedere conferma dell’esistenza di quell’ingente somma. E poi un fondo, denominato Epicurum, anch’esso con patrimonio inesistente e altre vorticose partite di giro tra società del gruppo. Tra i tanti responsabili della truffa, alcuni sceglieranno il “rito abbreviato”, accettando pene severe che indicano la gravità dei fatti e che aprono la strada alla condanna degli altri imputati per gli stessi reati.

Nel 1999, il presidente di una banca, attualmente a giudizio con l’accusa di estorsione, propone a Tanzi di comprare Eurolat, un’azienda in difficoltà di proprietà della Cirio. Tanzi resiste. Eurolat è una voragine di perdite, ma non può dire di no. Compra, paga e i soldi vanno a ridurre l’esposizione della banca verso il gruppo Cirio in difficoltà, ma in cambio ottiene nuovi fidi che altrimenti non gli sarebbero stati concessi. Insomma, paga a credito, poi si vedrà. Nel 2003, giù la maschera: Bank of America dichiara che il conto per 4 miliardi di euro intestato a Parmalat non esiste. Scoppia il caso e Tanzi è arrestato insieme a sette dirigenti con l’accusa di bancarotta fraudolenta.

Il “buco” è di 14 miliardi di euro e coinvolge 135.000 risparmiatori. Nel 1996, molti anni prima del crack, la Chase Manhattan Bank dichiarava di non fidarsi più dei bilanci aziendali Parmalat che considerava falsi. Vanno ricordate alcune date. Il 6 dicembre 2003 in Mediobanca si riuniscono Tanzi e i suoi con le principali banche e ufficializzata l’impossibilità di rimborsare un prestito obbligazionario con scadenza 8 dicembre. Le banche continuano a vendere imperterrite obbligazioni alla clientela. 145 milioni di euro di titoli Parmalat vengono consigliati a poveri risparmiatori tra quella data e il 31 dello stesso mese.

Nella sua requisitoria, il PM Francesco Greco ha affermato, esibendo chili di prove:

«Le banche erano corresponsabili del crack della Parmalat. Hanno collaborato all’informazione del mercato tutti i giorni e tutte le notti con informazioni false. Hanno consapevolmente mantenuto in vita un titolo che doveva andare in default già da molti anni e forse non aveva il diritto di esistere fin dall’inizio. Non è un caso che in un’email di una banca la Parmalat sia stata definita “la gallina dalle uova marce».

E ancora:

«L’8 dicembre 2003 l’analista di Citibank invitava i clienti a comprare le azioni Parmalat. Peccato che appena 15 giorni prima la banca avesse chiesto il rientro a Parmalat delle proprie esposizioni. Il sistema bancario sapeva perfettamente che la Parmalat non aveva una lira. Il sistema bancario sapeva che la Parmalat ricorreva a derivati speculativi per far cassa perchè non aveva più soldi».

Tanzi, per difendersi dalle accuse e cercare di schivare la condanna a tredici anni di reclusione, indica le banche come “menti”:

«Mai ho ideato, mai ho avuto la consapevolezza che potesse nascere quella che è stata definita “la grande truffa”. Mai ho immaginato che strumenti finanziari riservati esclusivamente agli operatori specializzati potessero in maniera capillare finire nelle tasche di tanti privati».

TITOLI PARMALAT NEL PORTAFOGLIO DELLE BANCHE
(fonte Il Sole 24 ore)

Valore contabile in migliaia di euro

PERIODO 2000-2002
.

Data

Citibank Banca Intesa Bnl Capitalia  SP Imi Bpm Bpi DB Mps Unicredit

Totale

31/01/00

393 28.534 10.192 44.444 18.872 8 20.602 75 6.240 50.224 179.585
31/03/00 357 22.788 4.830 48.977 64.587 173 23.659 52 13.310 48.664

227.396

30/06/00

19.048 4.883 34.486 29.890 31 21.447 212 4.580 48.777 163.355
30/09/00 384 7.231 4.521 28.339 34.430 80 21.994 70 4.350 51.177

152.574

31/12/00

253 7.665 4.310 27.230 20.457 462 20.274 1 1.488 69.344 151.485
31/03/01 3 10.834 331 27.516 51.925 1.250 16.109 85 6.623 44.453

159.128

30/06/01

12.072 198 2.420 22.393 145 14.315 9 6.499 45.008 103.059
30/09/01 11.865 24 2.101 31.908 4.938 6.394 51 1.160 78.795

137.235

31/12/01

11.087 2.155 21.010 105 4.782 596 49.876 89.611
31/03/02 10.152 22 870 22.730 3.083 1.134 16.987 34.103

89.082

30/06/02

10.465

46

997

30.608

3.316

2.721

20.140

55.959

124.251

31/12/02

13.865

1.190

101.836

246

5.579

45

23.537

83.436

229.729

L’ANDAMENTO NEL 2003
.

Data

Citibank Banca Intesa  Bnl  Capitalia  SP Imi Bpm Bpi  DB Mps Unicredit

Totale

31/01/03

12.003 22 609 80.944 702 5.115 45 20.740 60.400 180.580
28/02/03 4.434 889 50.474 1.259 5.369 45 16.280 47.032

125.783

31/03/03

1.781 1.042 48.855 1.662 6.109 44 7.015 47.993 114.503
30/04/03 2.410 5 1.420 52.303 3.662 4.191 44 6.060 34.259

104.355

31/05/03

2.036 1.430 53.052 4.175 7.824 44 6.259 28.595 103.415
30/06/03 8.718 31 899 43.369 4.781 6.613 46 5.869 29.909

100.234

31/07/03

7.753 36 768 50.717 5.056 6.248 46 6.410 34.466 111.520
31/08/03 8.076  – 1.175 48.976 4.233 6.016 50 5.994 30.433

104.953

30/09/03

7.726  – 1.669 29.666 6.411 6.317 7.612

35.886

95.281

31/10/03

7.822

15

3.076

19.692

5.851

110.967

8.055

43.750

199.227

30/11/03

1.598

98

1.616

13.070

10.033

114.273

10

7.517

28.694

176.909

31/12/03

2.007

 –

480

126

17.999

6.034

4.405

31.053

da Gianluigi De Marchi
Sopra la banca il bancario campa, sotto la banca il cliente crepa
collana Eretica – Stampa Alternativa

AGGIORNAMENTO del 04 maggio 2011: Condanna definitiva per aggiotaggio nei confronti dell’ex patron della Parmalat, Calisto Tanzi: lo ha deciso la Cassazione con 8 anni e 1 mese di reclusione (iniziale 10 anni). Sono stati dichiarati prescritti, per Tanzi, i reati fino al 18 giugno 2003.

AGGIORNAMENTO del 04 aprile 2011: I giudici della II sezione penale del Tribunale di Milano hanno assolto le banche imputate per la legge 231 in relazione al reato di aggiotaggio per il crack Parmalat. Il tribunale ha assolto con le formule o per non aver commesso il fatto o perchè il fatto non sussiste Paolo Botta (Citibank), Giaime Cardi (Credit Suisse), Marco Pracca e Tommaso Zibordi (Deutsche Bank) e Paolo Basso e Carlo Pagliani (Morgan Stanley). «Perchè l’illecito non sussiste» è la formula usata dai giudici milanesi per l’assoluzione dall’accusa di aggiotaggio sul titolo della vecchia Parmalat di Bank of America, Citibank, Morgan Stanley, Deutsche Bank. La Procura di Milano alle quattro banche aveva chiesto confische per 120 milioni di euro e per ognuna una sanzione da 900 mila euro: in particolare, 14 milioni di euro a Deutsche Bank, 70 milioni di euro a CitiGroup, 30 milioni e 705.000 euro a Bank of America, 5,9 milioni di euro a Morgan Stanley. Per le persone fisiche la pubblica accusa aveva chiesto condanne che andavano da 1 anno a 1 anno e 4 mesi, tranne che per Giaime Cardi per la quale era stato chiesto il non doversi procedere per prescrizione.

I procedimenti giudiziari a carico di Calisto Tanzi:

Venne arrestato nel 2003 nell’ambito delle inchieste sul crac Parmalat. Dagli atti dei processi appare come Calisto Tanzi fosse riuscito a creare un sistema perverso dal quale per anni tutti hanno tratto la propria convenienza (politici, banche, giornali) eccetto i piccoli investitori, sui quali si sono riversati gli enormi costi di un’esposizione debitoria accumulatasi negli anni senza essere frenata da nessuno dei soggetti istituzionalmente deputati a vigilare sulla solidità patrimoniale della Parmalat (Consob, Bankitalia, società di rating, società di revisione). Il 18 dicembre 2008, viene condannato dal Tribunale di Milano a 10 anni di reclusione per aggiotaggio; successivamente, il 26 maggio 2010, la Corte d’Appello di Milano conferma la condanna comminata in primo grado. Il 4 maggio 2011 la Corte di Cassazione conferma in via definitiva la condanna, riducendo tuttavia la pena inflitta a 8 anni e 1 mese di reclusione per intervenuta prescrizione del reato, limitatamente agli episodi contestati fino al 18 giugno 2003. Per quanto riguarda il processo “principale” per bancarotta fraudolenta, celebrato presso il tribunale di Parma, questo si è concluso il 9 dicembre 2010 con la condanna a 18 anni di reclusione.

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10 commenti

  1. […] solite banche mediante il piazzamento dei bond farlocchi, subito dopo volatilizzati, di Cirio, Parmalat, Banca 121, Argentina, ecc. fatti sottoscrivere ai vari soggetti ed amministrazioni, pubbliche e […]

  2. […] vengono coinvolti nella crisi del sistema finanziario, generata dalla crisi argentina e dai crac Parmalat e Cirio. Capitalia però non aveva emesso alcun bond della Parmalat mentre ne emise solo due su […]

  3. […] nel 2003 nell’ambito delle inchieste sul crac Parmalat, era riuscito a creare un sistema perverso dal quale per anni tutti hanno tratto la propria […]

  4. […] crac Parmalat, il più grande scandalo di bancarotta fraudolenta e aggiotaggio perpetrato da una società privata […]

  5. […] due conti: le obbligazioni argentine hanno creato 15 miliardi di danni, quelle Parmalat 7 miliardi, quelle Cirio “solo” 1 miliardo, e poi vanno messi in conto anche i 300 […]

  6. […] i propri figli nella strage di Viareggio, chi ha perso i risparmi della vita nei crack Cirio e Parmalat, non avrà giustizia, ma saprà che tutto questo è stato fatto per il suo bene. E calerà il […]

  7. […] hanno assolto le banche imputate per la legge 231 in relazione al reato di aggiotaggio per il crack Parmalat. Il tribunale ha assolto con le formule o per non aver commesso il fatto o perchè il fatto non […]

  8. […] lunga carriera nei grandi gruppi italiani (è stato amministratore straordinario delle società del Gruppo Parmalat dopo il crack. Ha esperito azioni revocatorie e risarcitorie nei confronti di banche, sia italiane che estere, al […]

  9. […] Bruno Vespa e i suoi salotti profumati di pane e vaniglia, le scalate bancarie, Ustica, Cirio, Parmalat, il parmigiano e la Ferrari, dopo il declassamento da Standard&Poor’s ha raggiunto la […]

  10. […] truffe verso i risparmiatori (es. Lehman Brothers) oppure come il fallimento della Cirio e della Parmalat o come l’insolvenza dei bond argentini il cui acquisto veniva consigliato agli sportelli. La […]


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