LEGGE O SENTENZA? UN FALSO DILEMMA

«Non mi sono mai, mai, mai interessato di leggi in materia di giustizia perché, avendo garantito con pubblico giuramento sui miei figli e nipoti che nessuno, nessuno, nessuno dei processi e dei fatti su cui sono stati costruiti i processi che mi sono stati portati addosso senza soluzione di continuità in 17 anni è fondato, ritengo di avere ed anzi ho la pretesa di venire assolto nei processi» [Silvio Berlusconi, pal. Chigi, 10 marzo 2011]

Sono i giudici i nuovi «padroni del diritto»? La crisi della legge è ormai un leit-motiv della riflessione giuridico-politica del nostro tempo; contro il connesso pericolo di un «governo dei giudici», che già i greci vedevano come una versione del potere di tipo personale, si leva il controcanto di correnti e movimenti di pensiero che ribadiscono il valore della soggezione della magistratura alla legge. In esso si riconoscono una voce «democratica» che sottolinea la compartecipazione di tutti alla formazione delle leggi, a fronte della mancanza di investitura popolare del corpo giudiziario, e una voce «sistemica» per la quale la superiorità evolutiva del diritto legislativo risiede nella sua rapida mutabilità e quindi nella sua capacità di pronta risposta selettiva delle istanze ambientali, mentre il diritto giurisprudenziale, basandosi sui precedenti, ha tempi di trasformazione più lunghi ed incerti.

Se oggi una prospettiva di inveramento del principio di autodeterminazione democratica debba privilegiare il piano legislativo o viceversa quello giurisprudenziale è questione che non sembra decidebile riscoprendo, come avviene troppo spesso nel dibattito politico italiano, da una parte le affermazioni delle Dichiarazioni settecentesche sulla volontà generale o dall’altra i brocadi romani sulla «equità» come alternativa alle ingiustizie della legge che non sa contemplare le specificità dei casi concreti.

Si ha l’impressione che i problemi sopravviveranno a questo loro venire spostati avanti e indietro fra Parlamento e Magistratura. Oggi è finalmente assai diffusa (anche a sinistra) la consapevolezza che i sistemi amministrativo ed economico, lo «stato» e il «mercato», implicano forma omogenee tra di loro di comunicazione semplificata ed impoverita e sono dunque refrattari a un pieno e consapevole controllo sociale: c’è da chiedersi se l’alternativa tra «legge» e «sentenza» non sia, per motivi analoghi, anch’essa mal posta e improduttiva.

Occorre insomma chiedersi se così dicotomizzando non si perda di vista una espropriazione più radicale ed originaria a carico dei destinatari della norma giuridica e se i concetti – sovranità popolare, separazione dei poteri, principio di legalità, principio di libero convincimento, ecc. – con i quali la quaestio è stata fin qui istruita, non siano inadeguati a cogliere e a elaborare le trasformazioni profonde intervenute nei nostri sistemi giuridici.

da Giuseppe Bronzini
IL POTERE DEI GIUDICI
ed. Manifestolibri, collana La Talpa – 1994

«Io sono un delinquente onesto. Non ho mai fatto politica»
(Al Capone, Tribunale di Chicago – 17 ottobre 1931)

ELENCO RIASSUNTO DEI PROCEDIMENTI GIUDIZIARI
A CARICO DI SILVIO BERLUSCONI:

Sentenze di
non doversi procedere
Sentenze di assoluzione Procedimenti archiviati Procedimenti
in corso
Per intervenuta prescrizione Per intervenuta amnistia      

1) Lodo Mondadori
corruzione semplice
2) All Iberian1
finanziamento illecito ai partiti
3) Processo Lentini
falso in bilancio

1) Falsa testimonianza 
2) Acquisto dei terreni di Macherio
falso in bilancio (primo capo di imputazione)
1) All Iberian2
falso in bilancio, assolto perché il fatto non è più previsto dalla legge come reato in seguito alle riforme del Governo Berlusconi II
2) Processo SME corruzione giudiziaria
3) Tangenti Guardia di Finanza
assolto per insussistenza del fatto
4) Medusa cinematografica
falso in bilancio, assolto in quanto per la sua ricchezza potrebbe non essere stato al corrente dei fatti contestati
5) Sme-Ariosto1
corruzione giudiziaria nei confronti di Renato Squillante, assolto per insussistenza del fatto
6) Sme-Ariosto2
falso in bilancio, assolto perché il fatto non è più previsto dalla legge come reato in seguito alle riforme del Governo Berlusconi II 
7) Acquisto dei terreni di Macherio
imputazione per appropriazione indebita, frode fiscale, falso in bilancio (secondo capo di imputazione)
1) Spartizione pubblicitaria Rai-Fininvest
2) Traffico di droga
3) Tangenti fiscali Pay-tv
4) Stragi del
1992-1993

concorso in strage
5) Concorso esterno in associazione mafiosa
imputato assieme a Marcello Dell’Utri per riciclaggio di denaro sporco
6) Caso Saccà
indagato per corruzione e istigazione alla corruzione
7) Abuso d’ufficio
  • Diffamazione aggravata dall’uso del mezzo televisivo  
  • Corruzione dell’avvocato David Mills
    mentre Mills è stato condannato in primo grado e secondo grado, con prescrizione di una parte della condanna in Cassazione (confermato solo il risarcimento dovuto alla Presidenza del Consiglio dei ministri, parte civile nel processo), Berlusconi è ancora in attesa della sentenza dopo che il processo è stato sospeso prima a causa del Lodo Alfano poi bocciato dalla Corte Costituzionale e, successivamente, a causa della legge sul Legittimo impedimento. Entrambe le leggi sono state approvate durante il Governo Berlusconi IV  
  • Compravendita diritti televisivi  
  • Prostituzione minorile per i presunti rapporti sessuali che avrebbe intrattenuto fra il febbraio e il maggio 2010 con tale Kharima el Marhoug, minorenne all’epoca dei fatti  
  • Concussione aggravata nei confronti di funzionari della Questura di Milano per ottenere il rilascio di Kharima el Marhoug, trattenuta negli uffici di polizia nel maggio 2010 perché accusata di furto, e il suo affidamento alla consigliere regionale lombarda del Pdl Nicole Minetti  
  • Concussione e minaccia a un corpo politico amministrativo e giudiziario inchiesta di Trani per le pressioni esercitate sul Presidente dell’AGCOM
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