AFGHANISTAN: 37^ BARA TRICOLORE

Perchè siamo in Afghanistan? Per regalare dolci, giocattoli e palloncini colorati ai bambini. Ancora un altro militare italiano morto in Afghanistan, il tenente Massimo Ranzani, 37 anni, appartenente al V° Reggimento alpini di stanza a Vipiteno, e altri quattro sono rimasti feriti. Un ordigno improvvisato, più comunemente conosciuto come IED (Improvised Explosive Device), ha colpito un veicolo blindato Lince facendolo saltare in aria, nei pressi di Shindand, nell’ovest dell’Afghanistan. L’esplosione è avvenuta alle 12:45 ora locale. A bordo del veicolo c’era una pattuglia di rientro da un’operazione di assistenza medica alla popolazione locale. I militari sono stati evacuati presso l’ospedale militare NATO di supporto “Role 2” della base Shaft di Shindand, sede del comando della Task Force Center. Sono 37 i morti italiani dall’inizio della “missione umanitaria di pace orwelliana” del 2004. Lacrime a comando, profonda commozione e cordoglio bipartisan dai soliti coccodrilli del BelPaese.

Il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha espresso i suoi sentimenti di solidale partecipazione al dolore dei familiari del caduto e un affettuoso augurio ai militari feriti.

Il Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi: «E’ un tormento e un calvario e ogni volta ci domandiamo se questo sacrificio che compiamo, con il voto unanime del Parlamento e con il consenso di tutti gli italiani, se questi siano veramente sforzi che servono e che vanno in porto. Lo speriamo veramente».

Il ministro della difesa, Ignazio La Russa: «Mi inchino davanti alla memoria di questo ragazzo, che va ad aggiungersi dolorsamente a una lista che è troppo lunga. La linea non cambia di fronte a un evento luttuoso. Le scelte si fanno a prescindere da questo, tenendo certo conto anche del sacrificio che certe scelte comportano».

Il presidente del Senato, Renato Schifani: «Un’altra vittima che cade immolandosi sull’altare della democrazia e vicinanza ai famigliari dei nostri feriti. L’Italia continua a pagare degli alti prezzi, lo fa in piena coscienza e nella consapevolezza che la libertà è un bene da garantire anche al di fuori dei propri confini».

Il presidente della Camera, Gianfranco Fini: «Ho appreso con sgomento e dolore la notizia dell’esplosione che ha provocato la morte del tenente Massimo Ranzani del quinto reggimento alpini. Desidero rinnovare il mio apprezzamento per il coraggio, la professionalità e lo spirito di sacrificio che i nostri militari svolgono con la loro opera in questo tormentato Paese».

Il ministro (inutile) degli Esteri, Franco Frattini: «Il nostro dovere è rispettare gli impegni internazionali che abbiamo preso con la Nato e con le Nazioni Unite. La comunità internazionale ci chiede di rimanere uniti, di continuare a sostenere la stabilizzazione dell’Afghanistan e di rispettare gli impegni internazionali che abbiamo preso con la Nato e le Nazioni Unite. E’ chiaro che la domanda che si pone Berlusconi ce la poniamo tutti, ma la risposta ce la dà la comunità internazionale».

Ma le sensazionali bombe sono però state lanciate dagli uffici addetti alla disinformazione della colonia Italia:

ANSA, 28 febbraio – 15:20  
I talebani rivendicano l’attacco dal loro sito Internet ufficiale!!!

ANSA, 28 febbraio – 20:32  
Il tenente ucciso oggi è stato promosso al grado di capitano!!!

VIRGILIO NOTIZIE
Procura di Roma apre un’inchiesta su alpino ucciso in Afghanistan!!!

La struttura propagandistica di controllo delle “coscienze” è stata all’altezza della situazione. Infatti, i soliti cretini bipartisan abituati a scrivere con la penna intinta nell’inchiostro della stupidità hanno dimostrato ancora una volta come si costruisce una ciclica psicosi di massa sventolando a turno nemici immaginari. La farsa continua…

Art. 11: L’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali; consente, in condizioni di parità con gli altri Stati, alle limitazioni di sovranità necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le Nazioni; promuove e favorisce le organizzazioni internazionali rivolte a tale scopo.

I militari italiani, i vertici militari e politici, in violazione dell’art. 11 della Costituzione, partecipano a una guerra, non difensiva ma offensiva, in cui i conclamati propositi di aiuto alla società afghana non servono più da tempo a nascondere la realtà. Andrebbero processati per alto tradimento tutti gli ipocriti fiancheggiatori che osano ripetere fino all’estenuazione la “necessità di consolidare la democrazia in Afghanistan”.

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2 commenti

  1. […] giocattoli e palloncini colorati ai bambini nella guerra in Afghanistan, a rendere omaggio ai 37 militari italiani vittime in missione umanitaria di pace: «Il sacrifico di coloro che non sono più tra noi, ma sono […]

  2. […] del personale, nonché la manutenzione e il supporto degli equipaggiamenti. Il notevole impegno italiano nelle missioni internazionali implica un’usura costante dei materiali e dei mezzi, e quindi la necessità di investire nella […]


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