LA CORRUZIONE NON HA PATRIA

«Vi faccio gli auguri più sinceri per il vostro futuro,
auguri di un padre e di un nonno che se non avesse fatto ciò che ha fatto
gli sarebbe piaciuto fare il carabiniere»

[Silvio Berlusconi all’inaugurazione anno accademico scuola ufficiali]

Anche Ruby, la cubista marocchina che ha tolto il sonno al presidente-operaio Silvio Berlusconi, voleva servire la patria e lo Stato. «E’ stata talmente forte la voglia di fare il carabiniere che mi sono trovata spesso dai carabinieri, ma sempre dall’altro lato della scrivania», disse in un’intervista, e questo desiderio di indossare la divisa Ruby l’aveva confidato anche a Silvio Berlusconi proprio quel 14 febbraio quando partecipò alla cena ad Arcore. Quando la realtà supera la fantasia, il potere ha sempre cercato i privilegi, convinto, in fondo, dell’impunità. Il degrado morale è tanto e così diffuso che la parola scandalo ha perso il vero significato: non coinvolge nè la coscienza nè i vari interessati. Ai partiti servono sempre più soldi, ogni loro manifestazione è una messa in scena, un varietà, il trionfo dell’addobbo. E gli apparati costano, e le campagne elettorali anche. Ma oltre alla casse romane e alle varie correnti, i quattrini prendono altre destinazioni: come dimostrano i conti nelle banche svizzere e nei dorati paradisi fiscali. Ci sono gli intermediari, i portaborse, i segretari, i funzionari amministrativi, e per salvarli, si fa in modo che vengano eletti in Parlamento, per assicurargli l’impunità. Nelle avventure dei politici, di solito, c’è meno danaro e più sesso: sono più libertini che ladri. Il filosofo greco Platone, recitava: «La politica, nella comune accezione del termine, non è altro che corruzione». La Corte dei Conti ha lanciato l’ennesimo allarme su questo malcostume, che nasce dalla “mala-gestione” della cosa pubblica e mette in guardia dal rischio che strumenti importanti come le intercettazioni vengano depotenziati. Anche il processo breve «non costituisca un ulteriore ostacolo alla lotta contro la corruzione» potrebbe avere un effetto negativo. E i dati, lo dimostrano.

[Video YouTube da BlacKouTotaleReturn]

Nel 2010 dalle forze dell’ordine sono stati segnalati 237 casi di corruzione (+30,22% rispetto al 2009), 137 di concussione (-14,91%), 1090 di abuso di ufficio (-4,89%). In calo le persone denunciate nel 2010: 709 per corruzione (-1,39% rispetto al 2009), 183 per concussione (-18,67%) e 2.290 per abuso di ufficio (-19,99%).

Una situazione che ha portato in appello nel 2010, a condanne per danni da reato contro la Pubblica amministrazione per 90 agenti pubblici, un importo complessivo di 32milioni 199mila euro per danni patrimoniali e 4milioni 731mila per danni all’immagine.

Anche Transparency International (TI), il network globale leader sulla lotta alla corruzione con sede centrale a Berlino, cui aderiscono oltre 90 associazioni su base nazionale, ha diffuso i dati relativi al CPI (Indice di percezione della corruzione) 2010 per i 178 Paesi censiti. In ragione della sua lunga tradizione nel ruolo di sensibilizzazione sul tema e per il ruolo civico che lo accompagna, il CPI è storicamente il punto di riferimento della comunità internazionale sul tema “corruzione” e rappresenta il momento privilegiato di rapporto diretto con le pubbliche opinioni  sul “cancro della corruzione”.

L’Indice CPI di Transparency International relativo al 2010 (clicca sull’immagine per ingrandire), per tradizione l’indicatore globale di riferimento, registra un peggioramento in Italia dopo gli episodi emersi che hanno coinvolto le amministrazioni centrali e quelle locali riportando il tema della “corruzione” al centro delle cronache e dell’agenda politica. Nel 2010 l’Italia è al 67° posto (4 in meno rispetto al 2009) nell’indice sulla percezione della corruzione dell’ong Transparency International.

Tabella CPI, Indice di Percezione della Corruzione 2010

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2 commenti

  1. […] questi figuri vengono dipinti come persone che tengono alto il nome dell’Italia nel mondo. Qualche volta in Italia non pagano nemmeno le tasse! Hanno le loro residenze nei paradisi fiscali. Il povero Cristo, l’operaio, il proletario, non […]

  2. […] la cura dei propri interessi per consacrarsi al servizio del BelPaese, un palazzinaro, faccendiere, corruttore, bugiardo, puttàniere, pedofilo, ometto ridicolo o altri “epiteti” che il collezionista di […]


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