BERLUSCONI, TRAGEDIA DI UN OMETTO RIDICOLO

Tutti conoscono bene i rapporti che Silvio Berlusconi ha intrattenuto con Muammar Gheddafi, raggiungendo l’apice della vergogna (vertice della Lega Araba a Sirte il 27 luglio 2010) quando si inchinò al dittatore libico che gli porse la mano da baciare ben sapendo che lui bacia chiunque gli capiti a tiro, purché provvisto di pecunia. A parte le comiche del cammelliere che hanno ridicolizzato l’Italia, una cosa è certa, la Libia è un partner importante dell’Italia per gli ingenti investimenti economici in quel paese: petrolio, gas e  controllo dei flussi migratori dall’Africa. Con la firma del Trattato di amicizia, partnerariato e cooperazione italo-libico, stipulato a Bengasi il 30 agosto 2008 (scaricabile a fondo pagina), l’ometto e il beduino hanno chiuso il contenzioso tra i due paesi. Mentre l’Italia si impegna a realizzare progetti infrastrutturali: autostrade, ponti, treni, ma anche armi. Nei limiti di una spesa di 5 miliardi di dollari per un importo annuale di 250 milioni di dollari in 20 anni, la Libia si dovrebbe impegnare sia per abrogare i provvedimenti e le norme che impongono vincoli o limiti alle imprese italiane operanti nel paese, sia per un sistema di controllo delle frontiere terrestri al fine di combattere terrorismo, criminalità organizzata, traffico di stupefacenti e immigrazione clandestina. Memorabile il ricatto di Gheddafi, 3 maggio 2010: «L’Ue dovrebbe versare alla Libia 5 miliardi di euro all’anno per un fondo speciale destinato a combattere l’immigrazione illegale. Abbiamo un piano ben definito per risolvere questo problema». E noi niente, abbiamo continuiato a prenderlo sul serio.

Nel Video YouTube, lo stranissimo gesto del presidente del Consiglio italiano, Silvio Berlusconi, presente al vertice della Lega Araba a Sirte il 27 luglio 2010. Il Premier si inchina e bacia la mano del dittatore libico Muammar Gheddafi.

I 30 cavalli berberi, sbarcati in trasferta nella Capitale con un volo speciale da Tripoli per partecipare alle celebrazioni del II anniversario del Trattato di amicizia italo-libico (Berlusconi si è recato in Libia sei volte dal 2008 mentre Gheddafi ha ricambiato con due viaggi), furono un perfido messaggio subliminale rivolto all’ometto che si fa chiamare Cavaliere ma ha sempre maneggiato stallieri: i cavalli preferisce farli senatori, deputati e ministri. Dopo il colpo di stato che portò Gheddafi alla dittatura in Libia e prima di essere espulsi dal Paese, 20.000 cittadini italiani persero, in violazione del trattato internazionale del 1956, tutti i beni, persino i contributi previdenziali versati prima all’Inps e poi all’istituto libico corrispondente. Di ciò, il governo Berlusconi servilmente tace.

Ora Gheddafi è in fuga, ma rimane il giallo sulle sue sorti, smentito un suo arrivo in Venezuela, forse domani lo daranno in coma e chissà poi defunto come i suoi ex vicini di casa, il tunisino Ben Alì con nuova residenza in Arabia Saudita (gli inquirenti tunisini hanno trovato un vero e proprio tesoro in contanti e gioielli dal valore di miliardi di euro, nascosto in un palazzo del deposto presidente. Rotoli di banconote da 500 euro e 500 dollari, oltre a gioielli e mucchi di dinari tunisini e lire egiziane si trovavano invece in una cassaforte nascosta dietro la biblioteca di un palazzo);

lo zio egiziano di Ruby, Mubarak a Sharm el-Sheik (il patrimonio dell’ex presidente egiziano e della sua famiglia è stimato tra i 40 e i 70 miliardi di euro: un tesoro segreto degno di un faraone).

Tutti ricorderanno di quando solo pochi mesi fa parlando di Putin e Medved, Silvio Berlusconi dichiarò «sono un dono del signore» dimenticando di sottolineare l’incredibile sfilza di giornalisti uccisi in Russia (106) da quando Putin è alla guida del Cremlino, freddati con molta probabilità dal governo Russo. A giudicare da quello che pensano di Silvio Berlusconi gli “alleati” americani che gli hanno “dedicato” un capitolo a parte per i suoi festini selvaggi: «Incapace, vanitoso e inefficace come leader europeo moderno. Fisicamente e politicamente debole le cui frequenti lunghe nottate e l’inclinazione ai party significano che non si riposa a sufficienza». Ma a preoccupare i padroni di Washington sono i suoi rapporti da paraculo con Vladimir Putin, un connubio intrigante cui anche il New York Times gli dedica attenzione: «Il portavoce in Europa del leader russo». I documenti in questione parlano anche di rapporti straordinariamente stretti tra Berlusconi e Putin, favoriti e cementati da “regali sontuosi”, oltrechè da “contratti energetici lucrativi”, anche se non si fanno accenni precisi sulla loro natura. Insomma, Silvio Berlusconi visto dagli Stati Uniti: “Inetto, incapace e vanitoso”. Ma lui ci ride. Da parte di Silvio Berlusconi non ci furono reazioni ufficiali, tranne una risata ufficiosa su tutta la vicenda. La sua agenda era piena, doveva andare a Tripoli, dal suo amico beduino Gheddafi.

Nel 2009 era stato il presidente della Repubblica popolare cinese, Hu Jintao, a venire a Roma, con al seguito 300 imprenditori. Oppure quando lo scorso ottobre elogiò la «politica dell’armonia» cinese (dove vige una delle peggiori e cruente dittature comuniste della storia), glissando sui crimini governativi commessi in spregio alle più elementari regole di rispetto dei diritti umani, quando durante l’inaugurazione dell’anno culturale della Cina in Italia, l’ometto Berlusconi dichiarò: «Come noi i governanti cinesi sono fautori della politica del fare, dell’affrontare e risolvere i problemi concreti più che irrigidirsi su questioni di principi. Come noi preferiscono la politica dello sviluppo e dell’armonia e della sicurezza, che è il credo del governo cinese».

Poi arrivò il turno del presidente dittatore Nursultan Nazarbayev (Kazakistan), coccolato dagli americani e inondato di complimenti: «Ho visto i sondaggi fatti da una autorità indipendente che ti hanno assegnato, Nursultan, il 92% di stima e amore del tuo popolo. È un consenso che non può non basarsi sui fatti». Ma gia nel 2008 lo elogiò espremendosi così «Andate tutti in vacanza in Kazakhstan: lì c’è un signore che è mio amico, non a caso ha il 91% dei voti e ha fatto cose straordinarie». Peccato che anche in questo caso diverse Organizzazioni non governative tra cui l’OSCE hanno definito il presidente Kazako un “dittatore” che governa ininterrottamente il paese dal 1991. Viene definito “un autocrate che ha bandito i partiti d’opposizione, ordinato l’assassinio di due leader, chiuso i giornali indipendenti, perseguitato sistematicamente chiunque si opponga al tentacolare potere esercitato dalla sua famiglia sul Paese” e proprio per questi motivi già nel 2006 Bush  fu fortemente criticato dopo una sua visita alla Casa Bianca e gli fu dato l’appellativo di “amico dei ditattori“.

Siamo di fronte al genio della politica capace di prendere per il culo (o quasi) l’intero pianeta. In tenera età, grazie soprattutto al duro lavoro (di amici) ed al brillante talento imprenditoriale (di amici degli amici) ha creato dal nulla un impero finanziario e, sacrificando la cura dei propri interessi, si è consacrato al servizio del BelPaese.

Nel 1977, viene nominato Cavaliere dell’Ordine al merito del Lavoro dal presidente della Repubblica Giovanni Leone. Quarantaduenne si iscrive alla loggia massonica P2 (26 gennaio 1978, tessera n°1816, codice E 19.78, gruppo 17, fascicolo 0625). Successivamente dichiarò: «Non sono mai stato piduista, mi mandarono la tessera e io la rispedii subito al mittente: comunque i tribunali hanno stabilito che gli iscritti alla P2 non commisero alcun reato, e quindi essere stato piduista non è titolo di demerito».

Edilizia, televisioni, editoria, improbabili prestanome, grande distribuzione, holding misteriose, assicurazioni, società fantasma, sport, aggressioni, puttane, attività politica e vagonate di miliardi ancora in cerca di autore – tra controversie in corso e procedimenti archiviati -, i suoi hobbies preferiti.

Il 3 febbraio 2010, con il suo discorso al Knesset, il parlamento dell’entità sionista, Berlusconi ha completato tutta la serie di servigi: NESSUNA parola sul Muro in Cisgordania, NESSUNA sulle bombe atomiche israeliane, NESSUNA sulle principali risoluzioni O.N.U che esprimono condanna all’operato dello stato genocida di Israele, NESSUNA sul massacro dei Palestinesi, NESSUNA sulla brutale aggressione israeliana (Operazione Piombo Fuso del 27 dicembre 2008)  contro la Striscia di Gaza sotto assedio dove furono liquefatti con bombe al fosforo oltre 1400 palestinesi. Un crimine contro l’Umanità.

Uno dei tanti compiuti dallo stato sionista, abituato all’impunità totale e alla complicità silente della comunità internazionale, dell’informazione e della politica italiota asservita e compiacente. Solo l’augurio che “Israele entri nell’Ue“. Il muro che circonda Betlemme? «Mi spiace deluderla, ma non me ne sono accorto in quanto stavo rimettendo a posto le miei idee, prendendo appunti sulle cose che avrei dovuto dire al presidente incontrandolo. So di deluderla e me ne scuso»: così il capo del governo italiano a sovranità limitata ha poi risposto a un giornalista che, durante la conferenza stampa congiunta con Abu Mazen proprio a Betlemme, gli ha chiesto che impressione gli avesse fatto vedere e attraversare il muro di cemento che circonda la cittadina.

La situazione libica sta diventando sempre più tragica. Ormai si parla di guerra civile, il figlio di Gheddafi promette di difendere il potere con le armi. E mentre il ministro (inutile) Franco Frattini afferma che l’UE «non deve interferire», aggiungendo «siamo sull’orlo della guerra civile», l’opposizione patriottarda chiede al governo Berlusconi di riferire in Aula. La Libia è in fiamme e la rivolta contro il governo non risparmia neanche Tripoli. Il bilancio delle vittime del genocidio stimato da Human Rights Watch è arrivato a quota 233. Secondo fonti della tv al Jazira, invece, le forze aeree libiche hanno bombardato la folla che a Tripoli partecipava ai funerali delle vittime degli scontri, causando 250 morti. I leader islamici sostengono che ribellarsi contro l’attuale leadership è dovere divino di ciascuno. Il vice-ambasciatore libico all’Onu, Ibrahim Dabbashi, ha invocato un intervento internazionale contro quello che ha definito “un genocidio” perpetrato dal regime di Tripoli. L’ometto Silvio Berlusconi, tragicamente, si è limitato a dire: «inaccettabile violenza». Ma il regime del suo amico colonnello Gheddafi non si ferma.

Con ordinario servilismo, firmato…
Silvio Berlusconi

DDL n°1333 – Ratifica ed Esecuzione
TRATTATO DI AMICIZIA ITALIA-LIBIA
Bengasi, 30 agosto 2008

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21 commenti

  1. […] via https://ilgraffionews.wordpress.com/2011/02/22/berlusconi-tragedia-di-un-ometto-ridicolo/ AKPC_IDS += "27644,";Popularity: unranked [?] Posted by admin on febbraio 22nd, 2011 Tags: Crisi di governo, Elezioni, governo berlusconi Share | […]

  2. […] corso della telefonata, durata una ventina di minuti e avvenuta dopo le dichiarazioni di Gheddafi, l’ometto Berlusconi ha parlato con l’amico beduino della situazione in Libia, ribadendo la necessità di una soluzione pacifica all’insegna della moderazione per […]

  3. […] alle imprese e alle famiglie, elargisce quattrini alle banche, togliendoli alle famiglie. Infatti, mentre tutto va a rotoli, preda di liberalizzazioni, privatizzazioni e interessi di gruppi affaristico-malavitosi, nel solco […]

  4. […] quel 14 febbraio quando partecipò alla cena ad Arcore. Quando la realtà supera la fantasia, il potere ha sempre cercato i privilegi, convinto, in fondo, dell’impunità. Il degrado morale è tanto e così diffuso che la parola […]

  5. […] a memoria d’uomo così tanti governanti ingiusti o semplicemente spregevoli si sono sentiti così nervosi – o forse così tanto indifesi (sebbene armati fino ai denti) […]

  6. […] prima riguarda l’atteggiamento di un’Italia che, come da copione, si investe del ruolo di “missionaria umanitaria”, la solita scontata formula per […]

  7. […] margine degli incontri di Helsinki, l’ometto ridicolo Silvio Berlusconi (contestato: «Qui il baciamano non funziona»), vorrebbe che l’Ue supportasse un […]

  8. […] vengono represse nel sangue con bombardamenti aerei e con il fuoco di carri armati, gli occidentali scoprono sempre più di essere loro stessi i primi ad essere al servizio di dittatori sanguinari e della […]

  9. […] vengono represse nel sangue con bombardamenti aerei e con il fuoco di carri armati, gli occidentali scoprono sempre più di essere loro stessi i primi ad essere al servizio di dittatori sanguinari e della […]

  10. […] questi figuri vengono dipinti come persone che tengono alto il nome dell’Italia nel mondo. Qualche volta in […]

  11. […] coloniale che ha causato sentimenti di dolore nel popolo libico», disse l’ometto ridicolo Silvio Berlusconi nel corso di una conferenza stampa a villa Madama insieme a Muammar […]

  12. […] Gheddafi, certo, è un dittatore inclemente coi suoi avversari. Ma non è più feroce di molti suoi omologhi dei paesi arabi, alcuni già scalzati dal potere (Ben Alì e Mubarak), altri ancora in sella ed anzi intenti a […]

  13. […] è quella di liberare l’Italia dai giudici», che con la Libia del raìs Muammar Gheddafi cui si inchinò a baciarne la mano, con azioni mirate e bombardamenti per compiacere il premio Nobel per la pace orwelliana Barack […]

  14. […] i precedenti dei due ministri, tuttavia, tanta sicurezza potrebbe ben presto essere riposta nella collezione di certezze granitiche sgretolatesi dall’inizio della crisi libica. Nei primi giorni della rivolta di Bengasi contro il […]

  15. […] i precedenti dei due ministri, tuttavia, tanta sicurezza potrebbe ben presto essere riposta nella collezione di certezze granitiche sgretolatesi dall’inizio della crisi libica. Nei primi giorni della rivolta di Bengasi contro il […]

  16. […] e delle veline da convertire all’Islam. Come pontificavano, a chi osava criticare la politica del baciamano e dell’inchino. Come ribadivano l’utilità di quella penosa messinscena per il bene del BelPaese: per […]

  17. […] di risarcimento cercando in qualche modo di censurare le migliaia di video che mostrano la verità (imbarazzante) sul suo padrone. Ma i panni sporchi si lavano in […]

  18. […] merita ben altri rappresentanti di quelli che un giorno baciano la mano e pochi mesi dopo ti bombardano, seppure “senza voler disturbare”. Andè föra di […]

  19. […] al servizio del BelPaese, un palazzinaro, faccendiere, corruttore, bugiardo, puttàniere, pedofilo, ometto ridicolo o altri “epiteti” che il collezionista di prescizioni si è (in)gloriosamente guadagnato sul […]

  20. […] “cunctator” romano-punico, appartiene ormai alla storia. Sequela di pubbliche umiliazioni, di mortificazioni internazionali (ad esempio: l’aggressione alla Libia), il plutocrate di Arcore, il fido “amico di Israele”, […]

  21. Secondo fonti della tv al Jazira, invece, le forze aeree libiche hanno bombardato la folla che a Tripoli partecipava ai funerali delle vittime degli scontri, causando 250 morti. e poi 10.000
    DIECI MILA BALLE COLOSALI : VERGOGNA


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