STRATEGIA DELLA DISTRAZIONE DI MASSA

Solamente un anno fa, in Iran, si compiva uno dei più grandi fallimenti politici occidentali: la mancata “rivoluzione colorata” coincidente con la rielezione di Mahmud Ahmadinejad, tentato golpe finanziato dal sionismo globale. Quell’evento dimostra l’avvenuta inversione di una tendenza plurisecolare risalente alla Pace di Westfalia, cioè da quando il Sacro Romano Impero venne soppiantato dagli imperialismi di matrice protestante. Ormai è divenuto fin troppo chiaro il declino di un sistema di sfruttamento coloniale che ha consentito, ad una minoranza di parassitai guerrafondai, il pressochè completo controllo politico, economico e finanziario del pianeta. Nel corso del suo ultimo viaggio effettuato in America, il presidente della Repubblica Islamica dell’Iran, rivolgendosi direttamente alle masse statunitensi, ha denunciato il complotto trascorso alla cronaca col nome di “11 settembre“; per la prima volta, quindi, il Capo di un Paese fino a un trentennio addietro assoggettato al colonialismo ebraico-americano ha ricambiato con la stessa moneta la dirigenza di quel medesimo sistema. Obama, in particolare, che fin dal suo giorno del suo insediamento alla Casa Bianca aveva strombazzato ai quattro venti slogans mendacemente conciliativi col mondo islamico, non ha mai perso occasione per tentare di aizzare il popolo iraniano contro la propria dirigenza politica. Oggi, le stesse masse statunitensi cominciano a sospettare la natura strumentale del sì detto “11 settembre” (la demoniaca cospirazione concepita e guidata dalla triade Cheney-Rumsfeld-Wolfovitz); chè non è possibile conciliare uno stato di guerra globale permanente, sventolando incredibili feticci come al Qaeda, i Taliban, Bin Laden, con un malessere sociale senza precedenti. Ciò accede poichè a dirigere la politica statunitense non c’è più una lobby sionista: quello di Washington è un governo esclusivamente sionista; ciò dimostra che gli STATI UNITI DI ISRAELE, oggi, sono un fatto definitivamente compiuto.

Anche in Italia sono sempre di più coloro che intuiscono, anche se confusamente, la natura maligna di questo iperliberismo costruito sulla metodiaca disinformazione, altrimenti detta “STRATEGIA DELLA DISTRAZIONE DI MASSA“, ovvero: come sperperare il denaro pubblico in centinaia di ore trascorse a ricostruire delitti da fiction, dirottando l’attenzione del teleidiota lontano dai reali problemi del Paese.

All’alba del 9 ottobre sono stati massacrati altri quattro ascari del contingente coloniale italiota dispiegato nella provincia afghana di Farah; quasi simultaneamente La Russa, Frattini, Berlusconi e Napolitano hanno iniziato a ragliare la solita solfa sulla “necessità di mantenere un contingente di pace in Afghanistan“. Insomma: nihil sub sole novum. Che la plutocrazia parassitaria e guerrafondaia (della quale i quattro sunnominati elementi sono esponenti di spicco) abbia bisogno dello stato di guerra permanente, viene comprovato da un’indefinita sequela di eventi: dal rogo dei Corani di un povero psicopatico dello Ohio alla strombazzata costruzione di una fantomatica moschea presso il se detto grond zero. Secoli di colonialismo dimostrano le schiaccianti responsabilità dell’ “ultimo uomo” nietzschiano, dì colui il quale ha infettato ogni angolo di mondo imponendo l’isopportabile mitografica biblica come paravento per il proprio istinto parassitario.

Il giorno successivo all’ennesimo tributo di sangue versato dalla colonia-Italia in Afghanistan, sulle pagine di uno dei più diffusi organi della disinformazione sistemica, si poteva leggere quanto segue:

Farah è territorio di grandi traffici d’oppio e eroina che dalle piane irrigue del fiume Helmand raggiungono l’Europa via Iran. E’ interesse delle mafie implicate che tutta l’area permanga in uno stato di instabilità permanente. Dunque queste mafie considerano i Taliban l’alleato naturale… (1).

In realtà, Farah è sede di un’imponente base militare americana i cui occupanti non si prefiggono di combattere il traffico d’oppio, sì come viene dato in pasto alle sciagurate greggi occidentali, ma quello di destabilizzare, ed eventualmente attaccare (nel caso in cui il Pentagono desse il via) il confine orientale della Repubblica Islamica. La malafede del cittadino israeliano assurto alla massima carica del ministero degli Affari esteri italiota, Franco Frattini (il quale, mentre con la mano destra simula un gesto di distensione con Teheran, con la sinistra affila il pugnale datogli da Tel Aviv), è stata ampiamente smascherata dalla televisione di Stato iranianaI.R.I.B“.

La NATO presidia l’Afghanistan, massacrando famiglie e radendo al suolo interi villaggi (oltre ai noti motivi geopolitici antiiraniani), allo scopo di mantenere alti i proventi nel labirintico traffico d’oppio di cui la CIA, e dunque il governo statunitense, detiene il controllo nel Mondo. Nel business dell’oppio, oltre alla stessa CIA sono stati e sono tutt’oggi coinvolti i servizi segreti di tanti altri paesi “esportatori di pace e di democrazia“, compresa l’Italia. Per esplicita testimonianza dell’ex capo del servizio segreto francese (SDECE), Maurice Belleux, è venuta alla luce una verità sistematicamente occultata dai media di regime: lo spionaggio occidentale si mantiene grazie al controllo globale del traffico di stupefacenti.

La storia di come gli Stati Uniti siano rimasti coinvolti nel traffico di narcotici risale a più di 150 anni fa. Prominenti famiglie della grande ricchezza – spesso membri di società segrete come quella esclusiva di Yale, l’Ordine del Teschio e delle Ossa – si buttarono sul commercio dell’oppio per produrre benessere e influenza(2).

Per la storia, del suddetto ordine – “Skull and Bones” – han fatto e fanno parte tutt’oggi, oltre ai Bush, ai Goodyear, ai Kellog, ai Taft, e ai Rockefeller, arcinoti guerrafondai dello spessore di Theodor e Franklin Delano Roosevelt. Questa schiatta di parassiti internazionali, che ha costruito i propri successi sul sangue e sulle sciagure di tutti i popoli liberi, oggi, ha dinanzi a sè un pericolo mortale pari alla Germania di Hitler. L’avvento alla presidenza di Mahmud Ahmadinejad ha, de facto, riavviato la Rivoluzione sociale – lasciata languire negli anni dal doppiogiochista (pardon: “riformista”) Mohammed Khatamì.

Alla luce degli ultimi eventi, come più volte ribadito da queste pagine, non è difficile preconizzare un attacco militare contro l’Iran (alla riunione di Lisbona, del 19 novembre, i criminali di guerra della NATO hanno discusso anche di questo). Se le sanzioni precedono sempre le guerre, la propaganda plasma i cervellini democratici allo scopo di metterli di fronte al fatto compiuto: ieri è toccato a Nedà (vittima dei Basij e dei Pasdaran!), oggi è il turno di “santa” Sakineh, protettrice delle puttane assassine, il cui martirologio viene quotidianamente scritto e riscritto dall’ebreo Bernard-Henry Lévy e dal suo compagno di merende, l’ex agente MOSSAD, oggi impegnato ad ultimare lo smantellamento del sistema pensionistico transalpino Nicolas Sarkozy.

Un attacco alla potenza militare iraniana necessiterebbe di grandi dispendi di forze, soprattutto finanziarie; inutile ripetere che spese di un’eventuale aggressione alla Repubblica Islamica sarebbero immediatamente scaricate sulle masse degli pseudo-Stati membri della sì detta UE. E’ del 28 settembre u.s. la notizia riportata dal sito internet “Quadernisocialisti“, secondo cui saranno comminate multe milionarie a quegli Stati che non riusciranno a ridurre il proprio “debito“. Drastici tagli verranno effetuati, anzi tutto, ai sussidi agricoli:

Sono queste le punizioni per gli Stati membri che non riusciranno ad adeguarsi alle nuove direttive che la UE sta studiando per imporre una drastica cura dimagrante al disavanzo pubblico. Per l’Italia, che con il 116% detiene uno dei peggiori quozienti d’Europa, significano 130 miliardi nel prossimo triennio. Una somma enorme. Se il progetto passerà, al gverno tagliare non basterà più. E bisognerà mettere le mani nelle tasche degli italiani“.

Se il 2002, anno in cui ebbe inizio la più grande truffa monetaria della storia, rappresenta uno spartiacque cronologico dettato dal Nuovo Ordine Mondiale, il 2008 è da considerarsi non da meno; con l’introduzione dell’euro si compì il primo passo verso “l’UNIFICAZIONE MONETARIA EURO-AMERICANA; due anni fa, l’attacco all’euro (compiuto dal Fondo Monetario Internazionale) è stato propagandato sotto la specie di una “crisi” generata dal mercato immobiliare statunitense; in verità, quella speculazione si comprende solo se si considera la moneta europea come FASE DI TRANSIZIONE TRA LE VECCHIE MONETE NAZIONALI E LA FUTURA MONETA INTERATLANTICA.

Pochi stanno comprendendo l’ampiezza e la profondità di questa aggressione manifestatasi inizialmente contro la Grecia, ma di fatto diretta contro tutta l’Europa. E’ accaduto per imponderabile casualità che alla propagandata “crisi greca” abbia fatto immediatamente seguito l’emissione di un colossale prestito di 110 mila milioni di euro da parte del FMI alla Grecia medesima? E che dire del trasferimento dei dati bancari di tutti i correntisti europei in appositi elenchi segreti statunitensi?

Per ciò che concerne il mantenimento di truppe mercenarie all’estero, va detto che la situazione militare in Italia è paradigmatica di un’altrettale sudditanza politica. Come questa misera colonia, dal 1945 priva della pur minima sovranità nazionale, mantiene in vita un esercito mercenario nella difesa esclusiva degli interessi altrui (quando dovrebbe impiegarlo per liberare il proprio territorio da quello stesso invasore che lo occupa), così, la propria economia, priva di qualunque protezione e con la complicità di corrotti politicanti-mandatari, è nient’altro che il terreno di caccia esposto alle scorrerie del libero mercato, cioè della grande usura internazionale. Il progetto di ampliamento della base militare di Pisa (più volte dissimulato dal gracchiante La Russa), che dovrebbe ospitare 30 mila ascari  – dunque, 20 mila più degli attuali – creerà una devastazione ambientale e un proporzionale aumento dell’inquinamento che la popolazione locale dovrà sommare a quelli già provocati dalla vicina base di “Camp Darby“.

Si prevede, inoltre, che, entro il triennio 2015-2017, il regime illegale sionista disporrà di cento nuovi cacciabombardieri F-35 e della possibilità di usufruire della Prompt Global Strike, la superbomba non-nucleare capace di colpire qualunque obiettivo planetario in pochi minuti, ottenendo lo stesso esito distruttivo di un’arma nucleare ma senza i “postumi” radioattivi. Questo ulteriore potenziamento della macchina bellica NATO, unito all’accrescimento del potere guerrafondaio sionista, lascia prevedere scenari tutt’altro che rassicuranti. Ancora una volta, la portaerei-italia ricoprirà il ruolo di centrale operativa della politica ebraico-statunitense.

L’odio alimentato contro l’Iran, uno Stato – è bene ribadirlo – che non ha mai aggredito nessuno (ma che, al contrario, è sempre stato aggredito), possiede un’origine ben precisa: esso è lo stesso che ieri provocò due guerre mondiali e decine di milioni di morti; è l’odio di cui ha cospirato contro ciò che fu, è e sarà altruismo, spiritualità, socialità, senso del Sacro; è l’odio di cui si ciba l’affarismo parassitario, la brama che spinge uomini e popoli non alla concordia ma all’eterna inimicizia; è l’egoismo borsistico che ha abbandonato la più grande azienda di Stato, la FIAT, nelle mani di un oscuro maneggione – balzato fuori dal nulla – come Sergio Marchionne; è l’insana brama che ha trescato affinchè la Serbia divenisse territorio di caccia della grande usura.

Esistono eventi, apparentemente slegati, come l’aggressione NATO alla Serbia e l’omicidio (criminalmente spacciato per suicidio) di Edoardo Agnelli: ora, si immagini una FIAT guidata da un presidente di fede musulmana sciita nell’attuale contingenza politica. Sul ruolo politico oggi assegnato all’Italia non si può nutrire alcun dubbio: la storia insegna che questo Stato – ci esprimiamo in tal modo per comodità lessicale – , fin dal giorno della sua costituzione, ha svolto il ruolo di “cane da guardia” del potere finanziario in funzione antigermanica nei Balcani e antiislamica nel Mediterraneo, strategia mantenuta quasi del tutto inalterata, a parte talune eccezioni, anche durante il ventennio fascista, e persino dopo la firma del sì detto “Patto d’Acciaio“.

E’ evidente che un’entità siffatta, realizzata al solo scopo di adempiere gli occulti dettami di poteri extranazionali, potrebbe uscire dalle pastoie in cui l’hanno cacciata i suoi stessi artefici solo mediante un VOLONTARIO ATTO DI FORZA; ma per far ciò occorrerebbe la fortunata coincidenza di due componenti: l’apparizione simultanea di un CAPO e di un POPOLO disposto ad obbedirgli incondizionatamente. Sembra evidente che l’Italia non possa contare su siffatti doni del Cielo, e che quanto accaduto in Germania nel 1933 e in Iran nel 1979, per essa, permarrà sempre alla stregua di qualcosa di intangibile, se non addirittura di inconoscibile.

Note:

(1) Guido Raimondi: “Vittime del caos e dei mercanti d’oppio”; da “la Repubblica” di domenica 10 ottobre.

(2) Alessandra Drago: “L’impero della droga in mano alla CIA”; www.stampalibera.com

da Mario Marletta e Adriana Negroni, AVANGUARDIA 

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