EGITTO, SI E’ DIMESSO LO ZIO DI RUBY

L’ottantaduenne presidente egiziano, Hosni Mubarak, comunemente conosciuto come lo zio di Karhima Rashida el Marhug – in arte Ruby Rubacuori, la cubista allora minorenne che ha tolto il sonno a Silvio Berlusconi – dopo 18 giorni di manifestazioni di piazza si è dimesso dal suo mandato incaricando le forze armate di gestire la situazione nel Paese. Gli avvocati del raìs hanno già detto che faranno causa a Berlusconi. Proprio dopo l’annuncio delle dimissioni che sono state accolte con un tripudio di bandiere in piazza Tahrir, il prezzo del petrolio è sceso. Infatti, nei giorni scorsi i timori che i disordini in Egitto potessero provocare il blocco del Canale di Suez, da dove transitano 2,4 milioni di barili al giorno diretti in Europa e Usa, avevano fatto schizzare oltre i 100 dollari il listino del greggio. In Egitto si è sfiorata una guerra civile? Cosa importa alla politica italiota, paraculeggiando l’Italia rimane sia il più importante partner commerciale europeo che il secondo a livello mondiale dell’Egitto. Il BelPaese prima deve risolvere le “sue” guerre interne, quella di Berlusconi contro Fini e l’altra di Berlusconi contro i Pm di Milano.

L’Europa dell’usura e delle banche, che è cieca davanti a tutto, anche davanti al fatto che si sta liberando una polveriera sulle sponde del Mediterraneo, pronta a esplodere da un momento all’altro, si preoccupa senza, in verità, strafare. Gli Stati Uniti, invece, hanno già pensionato il vecchio amico e despota egiziano auspicando un ritorno alla democrazia. Il premio Nobel per la pace orwelliana, Barack Obama, annunciava di essere al fianco del popolo egiziano. A quale popolo fa riferimento? Non risulta essere egiziano o che viva da sempre in Egitto. Si sente davvero così vicino ad oltre 80milioni di egiziani da permettersi di parlare come un padre protettivo? Non proprio. Israele, il più stretto alleato in Medio Oriente che “rischia” l’isolamento nell’area, ha smesso di fare lobbying per il raìs.

Mubarak ora è depresso. E’ chiaro che non tornerà mai più. A scuola lo facevano copiare e lo aiutavano in tutti i modi, ma cadeva impallinato dai tre e dai quattro. La sua opera omnia agli esami di maturità è stata una storia a fumetti dal titolo “Mickey Marx”, dove Topolino si dava alla guerriglia e cercava di distruggere Hollywood con un milione di nutrie del Nilo radiocomandate. Non era male, ma era troppo avanti per quei tempi. Il 14 ottobre 1981, una settimana dopo l’omicidio di Sadat, viene eletto presidente dell’Egitto. Successivamente vince tre elezioni senza alcuna opposizione fino al quarto scrutinio quando è costretto – su pressione degli Stati Uniti – a riformare il sistema per permettere ai candidati rivali di scendere in lizza. Per quasi tutti i suoi 30 anni al potere ha tenuto l’Egitto sotto lo stato d’emergenza, è sfuggito a sei tentativi di attentato, è stato amico di tutti i parrucconi occidentali ed era considerato tra i più stretti alleati di Washington (gli stessi amici che lo hanno scaricato) e Tel Aviv. Da quando sua nipote Ruby lo ha rimosso dalle amicizie, è passato alla web-repressione oscurando Facebook e Twitter agli egiziani. All’ultimo anno trovò lavoro come tour operator e andò a salutare gli egiziani del Cairo. Era commosso, il ciuffo gli gondolava mesto in avanti. Non perdiamoci di vista, disse. Tornò con la sua famiglia a Sharm el Sheikh, sul Mar Rosso, non lo avremmo visto mai più…

Il Governo italiano non ha ancora ben chiaro cosa sia successo e mentre proseguono gli arrivi di barconi carichi di “turisti” dalle coste settentrionali dell’Africa, invitati per le feste di carnevale ad Arcore, gli oltre 2000 clandestini che sono sbarcati a Lampedusa nei giorni scorsi hanno dichiarato di essere i nipoti di Gheddafi.

Ma Renzo Bossiil trota”, come viene comunemente chiamato, sa anche rendersi utile e vuole dimostrarlo. Mentre in queste ore il padre Umberto si sta genuflettendo con Berlusconi per il federalismo, il rampollo leghista, assieme ad altri 14 consiglieri, ha consegnato in commissione cultura una proposta di legge dal titolo “Esposizione del crocefisso negli edifici e nei locali degli immobili regionali”. Altri dodicimila euro guadagnati.

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3 commenti

  1. […] E lo zio egiziano di Ruby, Mubarak a Sharm el-Sheik (il patrimonio dell’ex presidente egiziano e della sua famiglia è stimato tra i 40 e i 70 miliardi di euro: un tesoro segreto degno di un faraone). […]

  2. […] ed entriamo in un altro mondo di ottusità americana. Il 15 febbraio, soltanto 4 giorni dopo che Hosni Mubarak lasciasse l’incarico di presidente dell’Egitto, Barack Obama decise di rivolgere l’attenzione al Pakistan dove c’era problema che si stava […]

  3. […] migliaia di feriti, si è conclusa con la defenestrazione dell’ex plenipotenziario anglo-sionista Hosni Mubarak, troppi (e troppo sospetti), però, sono stati gli incensatori pronti a benedire la rinascita del […]


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