I gangsters della finanza dettano le regole ai governi

I peggiori gangsters in circolazione, i banchieri e i finanzieri americani ed europei, hanno approfittato dell’annuale Forum economico di Davos in Svizzera, per ricordare ancora una volta che la politica non è altro che una sovrastruttura della finanza e dell’economia e che nessun governo si deve permettere di cercare di imporre regole, lacci e lacciuoli alle banche e alle società finanziarie che, per continuare a speculare e guadagnare, devono essere lasciate libere di agire e fare i propri comodi. A Davos dove è stato dimostrato ancora una volta che i fondamenti della teoria marxiana sono più attuali che mai, e che Wall Street e Londra restano il centro del mondo, in attesa che Shanghai si affianchi alle due piazze anglosassoni per partecipare al banchetto e divorare la ricchezza dei popoli, questi criminali hanno avuto pure il coraggio, o meglio la faccia tosta, di atteggiarsi ad offesi per l’intenzione dei governi di alcuni Paesi, in nome di un minimo di decenza, di mettere vincoli alle loro speculazioni. L’aspetto incredibile è stato che a protestare con più veemenza sono stati i banditi delle banche statunitensi che sono state salvate grazie ai massicci prestiti che sono stati versati dal duo formato da George W. Bush e Barack Hussein Obama, apparentemente divisi, quando si tratta di questioni di dettaglio come i gay nell’esercito e l’aborto, ma che sono perfettamente allineati quando si tratta di salvare le banche che gli hanno finanziato la campagna elettorale.

Vedi il caso della Goldman Sachs alla quale Obama, il maggiordomo di Wall Street, ha versato ben 7,5 miliardi di euro per salvarla dal precipizio dove era caduta a causa delle proprie speculazioni. La stessa banca, guarda caso, che aveva finanziato la campagna presidenziale del candidato nero che ha voluto in tal modo ricambiare il favore. Lo stesso aiuto che la Casa Bianca non ha però potuto dare alla Lehman Brothers, la cui situazione era molto più grave e che è stata lasciata fallire. Gli stessi aiuti concessi alla Goldman Sachs sono stati peraltro concessi ad altre banche (come Citigroup, Morgan Chase e Wells Fargo) e tutte, nel giro di un anno, sono tornate a speculare e a macinare utili e messe in grado di restituire i soldi versati da Obama e dal suo tirapiedi, il segretario al Tesoro, Timothy Geithner. A dimostrazione che fare i banchieri e gli speculatori rende sempre e che resta valido il principio espresso da Bertolt Brecht per il quale, c’è soltanto una cosa peggiore di rapinare una banca ed è quella di crearne una.

Di conseguenza, soltanto gli imbecilli americani ed europei che ragionano in termini di ideologia o di valori possono pensare e concludere che ci sia una differenza tra un repubblicano e un democratico, tra un liberal e un conservatore e passando in Europa tra un conservatore e un laburista e tra un socialista e un democristiano. Anzi, a volte proprio i politici che vengono indicati come di “Sinistra”, vedi Obama, Gordon Brown e per restare in Italia Pierluigi Bersani, sono i più decisi nel sostenere i principi e le delizie del Libero Mercato che presuppone che lo Stato debba essere poco presente nell’economia nazionale, meglio ancora se assente, e lasciare che la “Mano invisibile” dello stesso faccia la sua parte, come prescriveva Adamo Smith.

L’arroganza dei banchieri ha irritato anche un premio Nobel per l’Economia come lo statunitense Joseph Stiglitz che ha osservato che i banchieri non vogliono rendersi conto di esistere ancora e di essere in grado di guadagnare solo perché i governi li hanno salvati. Un banchiere in particolare come Jamie Dimon (Jp Morgan) si è permesso pure di affermare che i problemi del mercati finanziari non dipenderebbero dalle speculazioni compiute dai criminali della sua stessa risma ma semmai dall’eccesso di vincoli. Per questi banditi poi la crisi finanziaria scoppiata a cavallo tra il 2007 e il 2008 deve essere considerata acqua passata e non è il caso di tornarci sopra. Prendersela con i banchieri è “disgustoso” ha lamentato per tutti uno dei banditi presenti al Forum. A Davos ha detto la sua anche uno dei peggiori criminali in circolazione, il finanziere ungherese-americano George Soros, uno degli autori della massiccia speculazione dell’autunno del 1998 contro la lira che portò ad una svalutazione del 30% della nostra moneta sul dollaro.

L’affermazione di Soros, che come succede in questi casi, è un misto di previsioni e di minacce, è stata che la crisi di bilancio dell’Eurozona potrebbe portare ad un’Unione europea a due velocità e alla sua conseguente disintegrazione. Da parte loro il Primo Ministro inglese, David Cameron, e Timothy Geithner si sono divisi sulla necessità di tagliare la spesa pubblica. Londra andrà avanti, Washington non ci pensa proprio finché la crisi non sarà finita e la ripresa consolidata e finché, ma questo non lo poteva dire, ci saranno sempre i fessi, cinesi ed europei, che compreranno i titoli del Tesoro Usa.

da Filippo Ghira, RINASCITA

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8 commenti

  1. […] via https://ilgraffionews.wordpress.com/2011/01/30/i-gangsters-della-finanza-dettano-le-regole-ai-governi… AKPC_IDS += "26458,";Popularity: unranked [?] Posted by admin on gennaio 30th, 2011 Tags: Estero, Inghilterra Share | […]

  2. […] sull’indirizzo politico che potrebbe assumere un eventuale governo allargato agli immarcescibili interessi Usa, per garantire lo “statu quo” di un sistema industriale finanziario legato ad un ceto medio […]

  3. […] della Bce tedesco, Parigi e Berlino, Merkel e Sarkozy, vorrebbero almeno poter contare su un banchiere che sia portatore di una visione più “europea”, ossia continentale invece che di un uno […]

  4. […] ed eliminare definitivamente queste procurate disfunzioni. E’ solo necessario che i politici, diversamente da quanto preteso dai banchieri, (come se l’economia fosse loro prerogativa esclusiva) ritornino ad occuparsi della vera politica […]

  5. […] i nostri bilanci pubblici. Ma come, tutto questo, è potuto accadere? Secondo il finanziere George Soros il vero problema oggi è la manipolazione dell’informazione. Attraverso la manipolazione […]

  6. […] i nostri bilanci pubblici. Ma come, tutto questo, è potuto accadere? Secondo il finanziere George Soros il vero problema oggi è la manipolazione dell’informazione. Attraverso la manipolazione […]

  7. […] senza limiti delle grandi corporation e dei top manager che, andando ben al di là del terreno a loro proprio, sono in grado di forzare tanto le scelte quotidiane dei cittadini quanto le decisioni politiche. […]

  8. […] questi assalti, capaci di mettere in brevissimo tempo un paese in ginocchio? A livello mondiale, il potere finanziario e bancario si concentra nelle mani di pochissime persone, in grado di schiacciare intere nazioni. Si pensi, […]


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