UNITED STATES OF CRIME

La strage di Tucson fa impennare la vendita di pistole Glock negli Stati Uniti e il sindaco di New York Michael Bloomberg reagisce proponendo una legge per tutelare i rappresentanti politici dal rischio di aggressioni armate. Sabato scorso l’arma automatica del killer Jared Lee Loughner è stata una Glock 19 con caricatore da 33 colpi e i dati raccolti dall’Fbi nei giorni seguenti hanno registrato un considerevole aumento di vendite di questa pistola semiautomatica. Ad esempio lunedì in Arizona ne sono state acquistate 263 rispetto allo stesso giorno dell’anno passato quando erano state 164, un balzo in avanti del 60% che si accompagna a dati simili provenienti da altri Stati: 65% in più di vendite in Ohio, 38% in Illinois, 33% a New York e 16% in California. Greg Wolff, titolare di un’armeria di Phoenix in Arizona, parla di «vendite doppie rispetto al solito» per un’arma «maneggevole, sicura e leggera» che può costare da 499 a 639 dollari, spiegando che «la gente la acquista perché teme una legge del Congresso per limitarne il possesso».

Anche dopo il massacro di 32 studenti al Virginia Tech nel 2007, dove il killer usò due armi di cui una era una Glock, le vendite registrarono un consistente balzo in avanti e per Don Gallardo, titolare dell’armeria «Shooter’s World» sempre a Phoneix, si tratta del «risultato di una reazione naturale da parte di persone che poste davanti ad un orrendo fatto di cronaca pensano a difendere i loro cari».

Il modello di una Glock 21

La Glock d’altra parte è una delle armi più popolari in America assieme all’Uzi, il kalashnikov AK47, la mitraglietta Thompson e la Colt 45: la maggioranza dei corpi di polizia, statali e locali, l’hanno adottata e fra i civili la tendenza è la stessa perché «è fatta molto bene ed è facile da mantenere» assicura James Pasco, direttore del «Fraternal Order of Police» a cui appartengono oltre 330 mila agenti in tutto il Paese.

Disegnata nel 1979 da Gaston Glock e fabbricata in Austria dall’omonima azienda, dagli Anni 80 viene prodotta anche in un impianto di Smyrna, in Georgia, ed è stabilmente fra le venti armi da fuoco più vendute negli Usa: nel 2008 la produzione americana fu di 70 mila pistole che, seppur ben dietro le 303 mila di Smith and Wesson, confermano il radicamento sul mercato. «Tutto è iniziato negli Anni 80 – spiega Pasco – quando gli agenti avevano revolver con soli sei proiettili e il boom del traffico della droga li portò ad affrontare gang con armi automatiche, trovandosi in grande difficoltà». Fra le pistole semiautomatiche si impose così la Glock, che può avere caricatori da 15 o 33 proiettili, estendendo la popolarità anche alla clientela civile.

Gabrielle Giffords, la parlamentare democratica Usa 
colpita alla testa da un proiettile durante la sparatoria a Tucson,
possiede una pistola Glock

Per fabbricanti e rivenditori ciò ha implicato affari d’oro ma il sindaco di New York vede nella diffusione di quest’arma potente e facile da maneggiare un «grave pericolo per la collettività». Lo Stato di New York, come la California, è uno dei pochi dove la vendita di Glock è soggetta a particolari regolamenti ma Bloomberg ritiene che serva ben altro: una legge per tutelare gli esponenti politici dal rischio di aggressioni «con ogni tipo di arma da fuoco». Da qui il sostegno alla proposta di legge del deputato repubblicano Pete King, per rendere illegale il possesso di un’arma a «meno di 300 metri di distanza da un rappresentante del governo federale, statale o locale». Bloomberg è convinto che sia la «soluzione da adottare in fretta perché le norme esistenti non sono riuscite a proteggerci da persone pericolose e deviate». Al fine di aumentare la pressione sul Congresso di Washington, Bloomberg si propone di concordare con centinaia di altri sindaci un appello per «evitare nuove aggressioni come quella contro Gabrielle Giffords».

da LA STAMPA

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