La tendenza congenita alla truffa: il REFERENDUM

La Costituzione italiana, democratica e repubblicana, prevede tra i suoi articoli, l’istituto del referendum. Il referendum nel BelPaese, ha solo una funzione abrogativa e non è ammesso per la ratifica dei trattati internazionali, pre leggi tributarie e finanziarie, per l’amnistia e per l’indulto. Passi per l’indulto e l’amnistia, ma per quanto riguarda i trattati internazionali, sarebbe più che giusto (e teoricamente democratico) interpellare la nazione. Così sarebbe stato opportuno al momento della introduzione dell’euro o dell’approvazione del Trattato di Lisbona.

Va osservato subito che per proporre un referendum è obbligatorio raccogliere almeno 500.000 firme, firme che possono essere raccolte davanti a un consigliere comunale, a un funzionario comunale, delegato a tale compito, o davanti a un cancelliere che provvedono all’autenticazione. Se la raccolta può essere più o meno agevole per un partito già presente nelle istituzioni, per un gruppo di cittadini qualunque, essa è praticamente impossibile per il semplice fatto che i cancellieri si fanno pagare a peso d’oro e perchè il tempo della raccolta è limitato normalmente a 100 giorni. In tal modo la raccolta è possibile ai partiti che già dispongono di un adeguato apparato organizzativo, compresi i consiglieri comunali, ma è praticamente impossibile ai cittadini che, al di là di ogni affermazione solonica sulla partecipazione, restano esclusi da ogni iniziativa in questo campo. Lo stesso vale per le cosiddette leggi di iniziativa popolare che prevedono una serie insormontabile di balzelli.

Per tornare però al referendum, dobbiamo ricordare che perchè esso sia valido, vale a dire prechè abbia esito positivo, si deve recare alle urne almeno la metà +1 degli aventi diritto al voto. Diversamente il referendum viene annullato. Un fatto questo tipicamente italiano.

Le cose infatti vanno diversamente negli altri paesi dove il referendum è valido a prescindere dal numero dei votanti. Anche se si reca a votare la metà della metà degli aventi diritto, vince sempre chi ottiene la maggioranza. In Italia, allora, per coerenza, se la metà degli elettori non si recasse a votare in occasione delle elezioni politiche, il parlamento non dovrebbe essere eletto, così pure nei colleggi uninominali per la elezione del Senato, laddove non si recasse alle urne la metà +1 dei cittadini, non dovrebbero esserci eletti. Una logica che ovviamente non appartiene a chi giostra leggi e regolamenti a proprio piacimento e secondo la propria convenienza.

da Nicola Cospito, PERCHE’ NON SONO DEMOCRATICO

Art. 75. È indetto referendum popolare per deliberare l’abrogazione, totale o parziale, di una legge o di un atto avente valore di legge, quando lo richiedono cinquecentomila elettori o cinque Consigli regionali. Non è ammesso il referendum per le leggi tributarie e di bilancio, di amnistia e di indulto, di autorizzazione a ratificare trattati internazionali. Hanno diritto di partecipare al referendum tutti i cittadini chiamati ad eleggere la Camera dei deputati. La proposta soggetta a referendum è approvata se ha partecipato alla votazione la maggioranza degli aventi diritto, e se è raggiunta la maggioranza dei voti validamente espressi. La legge determina le modalità di attuazione del referendum (Nota all’art.75, quinto comma: V.art.2 della legge costituzionale 11 marzo 1953, n.1 e Titolo II della legge 25 maggio 1970, n.352).

INVITO ALLA LETTURA. Dal libro di Nicola Cospito «PERCHE’ NON SONO DEMOCRATICO spiegato ai miei figli e ai miei alunni…», prefazione di Rutilio Sermonti – edizioni Nuova Impronta: Nicola Cospito non è un insegnante, tra le decine di migliaia di altri di ogni grado registrati nei ruoili di Viale Trastevere. Nicola è un educatore: categoria sparuta e ufficialmente ignorata, ma altamente preziosa, in assoluta disbiosi col balordo contesto generale. Disbiosi tale, che i rari esponenti della stessa devono forse ringraziare tale ufficiale ignoranza se a una qualsiasi oca giuliva, scodellata da un’anticamera di partito per la carica di On. Pallade Atena Pro Tempore della Repubblica, non salti un giorno o l’altro il ghiribizzo di imporre loro la cicuta, come al loro immortale predecessore. Non è vero che democrazia e libertà siano la stessa cosa. La democrazia è solo un sistema politico. Il peggiore. Si può essere per la libertà di tutti i cittadini e non essere democratici. E non è detto che l’alternativa alla democrazia debba essere necessariamente la dittatura. Del resto mentre i dittatori non si possono inventare, la democrazia è essa stessa la dittatura delle lobbies e dei furbi che ingannano il popolo con il suo consenso, variamente estorto. Cospito non è solo. Da Socrate a Platone, da Dante a Machiavelli, da Campanella a Guicciardini, da Sorel a Bardéche, per arrivare all’antiparlamentarismo italiano di Ottocento e Novecento, Cospito è certamente in buona compagnia.

Dello stesso Autore, già pubblicati su IL GRAFFIO NEWS:

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6 commenti

  1. […] che scrive: Dopo i referendum sul legittimo impedimento e quelli sull’acqua, gli italiani, partiti politici, associazioni e movimenti, ben potrebbero ora pensare di fare la loro parte in ciò che da tutti […]

  2. […] o incarichi di lavoro, predeterminando le alternative possibili tra le forze di governo, truccando gli scrutini, ecc. E’ chi-fa-contare-i-soldi-che-mette che decide. E già. Ma chi glieli dà i […]

  3. […] o incarichi di lavoro, predeterminando le alternative possibili tra le forze di governo, truccando gli scrutini, ecc. E’ chi-fa-contare-i-soldi-che-mette che decide. E già. Ma chi glieli dà i […]

  4. […] chiamati alle urne per esprimersi su 4 quesiti referendari abrogativi (necessario raggiungere il quorum) che potrebbero segnare il futuro politico e sociale del BelPaese: Nucleare, contro il piano del […]

  5. […] quattro quesiti referendari: Acqua pubblica (due quesiti), Legittimo impedimento e Nucleare. Questo strabiliante strumento di esercizio della propria sovranità, costerà alle tasche degli italiani circa 400 milioni di […]

  6. […] al giorno di dover contare i morti di questa cattedrale alla stupidità. Non ci sarà mai quel referendum, perché coloro che oggi provano a realizzare quest’opera sono gli stessi che hanno tentato di […]


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