IL COLLEZIONISTA DI PRESCRIZIONI

La Corte Costituzionale, con una decisione che in parte boccia e in parte interpreta alcune norme sul “legittimo impedimento”, ha cancellato l’automatismo dello “scudo” che mette al riparo il premier Silvio Berlusconi dalla ripresa dei suoi tre processi (Mills, Mediaset, Mediatrade-Rti). I giudici, con 12 sì e 3 no, hanno rilevato questioni di illegittimità sul comma 4 dell’art.1 (impedimento continuativo) e, in parte, l’incostituzionalità del comma 3 nella parte in cui il legittimo impedimento non poteva essere valutato dal giudice. Saranno quindi i magistrati a valutare se sussistano motivi di legittimo impedimento. La Consulta ha inoltre fornito un’interpretazione del comma 1, ritenendolo legittimo solo se, nell’ambito dell’elenco delle attività indicate come impedimento per premier e ministri, il giudice possa valutare l’indifferibilità della concomitanza dell’impegno con l’udienza, nell’ottica di un ragionevole bilanciamento tra esigenze della giurisdizione, esercizio del diritto di difesa e tutela della funzione di governo, oltre che secondo un principio di leale collaborazione tra poteri.

IL TESTO DEL COMUNICATO UFFICIALE DELLA CONSULTA

La Corte costituzionale, giudicando delle questioni di legittimità costituzionale relative alla legge n. 51 del 2010, in materia di impedimento a comparire in udienza del Presidente del Consiglio dei ministri, ha deciso quanto segue: 

  • E’ illegittimo, per violazione degli artt. 3 e 138 della Costituzione, l’art. 1, comma 4, relativo all’ipotesi di impedimento continuativo e attestato dalla Presidenza del Consiglio dei ministri;
  • E’ illegittimo, per violazione degli artt. 3 e 138 della Cost., l’art. 1, comma 3, nella parte in cui non prevede che il giudice valuti in concreto, a norma dell’art. 420-ter, comma 1, del codice di procedura penale, l’impedimento addotto;
  • Non sono fondate le questioni di legittimità costituzionale relative all’art. 1, comma 1, in quanto tale disposizione venga interpretata in conformità con l’art. 420-ter, comma 1, del codice di procedura penale;
  • Sono inammissibili le ulteriori questioni di legittimità costituzionale, relative alle disposizioni di cui all’art. 1, commi 2, 5 e 6, e all’art. 2.

Testo Comunicato della Consulta
CORTE COSTITUZIONALE
UFFICIO STAMPA

IL CASO MILLS: Silvio Berlusconi è imputato davanti ai giudici della decima sezione penale di Milano per corruzione in atti giudiziari in concorso con l’avvocato inglese David Mills, condannato a quattro anni e sei mesi in primo e secondo grado, ma per il quale la Cassazione ha dichiarato la prescrizione del reato. Il processo è stato sospeso dal collegio, presieduto dal giudice Francesca Vitale, il 16 aprile scorso che, nel frattempo è passata alla Corte d’Appello e, qualora il processo riprendesse, “ripartirebbe da zero” con un nuovo presidente. La prescrizione scatta a fine 2011.

MEDIASET – Diritti televisivi: Silvio Berlusconi è imputato davanti ai giudici della prima sezione penale di Milano per frode fiscale, in relazione a presunte irregolarità nella compravendita dei diritti televisivi da parte di Mediaset. A processo ci sono anche altri 11 imputati, tra cui il presidente di Mediaset Fedele Confalonieri. La sospensione del processo, con la trasmissione degli atti alla Consulta, è stata decisa lo scorso 19 aprile. Anche in questo caso, qualora il processo riprendesse, dovrebbe essere nominato un nuovo presidente del collegio, perchè il giudice Edoardo D’Avossa, trasferito da tempo al Tribunale di La Spezia, non potrebbe più beneficiare dell’applicazione temporanea a Milano. E dunque il processo, che era già in fase di prove testimoniali, ripartirebbe dall’inizio. In questo caso potrebbero dover essere ripetute anche rogatorie con udienze all’estero che comportano tempi molto lunghi. La prescrizione è prevista nel 2012.

MEDIATRADE: Silvio Berlusconi è imputato nel caso Mediatrade. Il procedimento è stato sospeso lo scorso 24 giugno quando era in fase di udienza preliminare davanti al gup di Milano Marina Zelante. Il premier è accusato di appropriazione indebita e frode fiscale, nell’ambito dell’inchiesta Mediatrade-Rti su presunte irregolarità nella compravendita di diritti televisivi per creare fondi neri. Per il premier l’accusa è di frode fiscale, contestata fino al novembre 2009, per 8 milioni di euro evasi, e di appropriazione indebita, che sarebbe stata consumata tra Milano e Dublino, dal 8 febbraio 2003 al 30 novembre 2005, per 34 milioni di dollari. Nel procedimento sono imputati il figlio del premier, Pier Silvio Berlusconi, e Fedele Confalonieri. Anche in questo ultimo caso, il gup Zelante non potrà più occuparsi del procedimento poichè è stata trasferita in una sezione del Tribunale e l’udienza preliminare ripartirebbe davanti al gup Maria Vicedomini.

Legittimo impedimento, il testo della legge:

LEGGE 7 aprile 2010, n. 51
     
Disposizioni in materia di impedimento a comparire in udienza.
(10G0076) (GU n. 81 del 8-4-2010)

Art. 1

1. Per il Presidente del Consiglio dei Ministri costituisce legittimo impedimento, ai sensi dell’art. 420-ter del codice di procedura penale, a comparire nelle udienze dei procedimenti penali, quale imputato, il concomitante esercizio di una o più delle attribuzioni previste dalle leggi o dai regolamenti e in particolare dagli art. 5, 6 e 12 della legge 23 agosto 1988, n.400, e successive modificazioni, dagli art. 2, 3 e 4 del  decreto legislativo 30 luglio 1999, n.303, e successive modificazioni, e dal regolamento interno del Consiglio dei Ministri, di cui al decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 10 novembre 1993, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n.268 del 15 novembre 1993, e successive modificazioni, delle relative attività preparatorie e consequenziali, nonché di ogni attività comunque coessenziale alle funzioni di Governo.

2. Per i Ministri l’esercizio delle attività previste dalle leggi e dai regolamenti che ne disciplinano le attribuzioni, nonché di ogni attività comunque coessenziale alle funzioni di Governo, costituisce legittimo impedimento, ai sensi dell’art. 420-ter del codice di procedura penale, a comparire nelle udienze dei procedimenti penali quali imputati.

3. Il giudice, su richiesta di parte, quando ricorrono le ipotesi di cui ai commi precedenti rinvia il processo ad altra udienza.

4. Ove la Presidenza del Consiglio dei Ministri attesti che l’impedimento è continuativo e correlato allo svolgimento delle funzioni di cui alla presente legge, il giudice rinvia il processo a udienza successiva al periodo indicato, che non può essere superiore a sei mesi.

5. Il corso della prescrizione rimane sospeso per  l’intera  durata del rinvio, secondo quanto previsto dell’art. 159, primo comma, numero 3), del codice  penale, e si applica il terzo comma del medesimo art. 159 del codice penale. 

6. Le disposizioni del presente articolo si applicano anche ai processi penali in corso, in ogni fase, stato o grado, alla data di entrata in vigore della presente legge.

Art. 2   

1. Le disposizioni di cui all’articolo 1 si applicano fino alla data di entrata in vigore della legge costituzionale recante la disciplina organica delle prerogative del Presidente del Consiglio dei Ministri e dei Ministri, nonché della disciplina attuativa delle modalità di partecipazione degli stessi ai processi penali e, comunque, non oltre diciotto mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, salvi i casi previsti dall’art. 96 della Costituzione, al fine di consentire al Presidente del Consiglio dei Ministri e ai Ministri il sereno svolgimento delle funzioni loro attribuite dalla Costituzione e dalla legge. 

2. La presente legge entra in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale.

La presente legge, munita del sigillo dello Stato, sarà inserita nella Raccolta ufficiale degli atti normativi della Repubblica italiana. E’ fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla osservare come legge dello Stato.

«Io sono un delinquente onesto. Non ho mai fatto politica»
(Al Capone, Tribunale di Chicago – 17 ottobre 1931)

«Io la legge sul legittimo impedimento non l’ho mai richiesta.
E’ un’iniziativa portata avanti dai gruppi parlamentari
e io sono totalmente indifferente al fatto che possa esserci o meno
un fermo di processi che considero ridicoli e inesistenti,
come ho giurato sui miei figli e sui miei nipoti
[Silvio Berlusconi, Berlino – 12/01/2011].

ELENCO RIASSUNTIVO DEI PROCEDIMENTI GIUDIZIARI A CARICO DI SILVIO BERLUSCONI:

Sentenze di
non doversi procedere

Sentenze di assoluzione

Procedimenti archiviati

Procedimenti
in corso

Per intervenuta prescrizione

Per intervenuta amnistia

     

Lodo Mondadori
corruzione semplice

All Iberian 1
finanziamento illecito ai partiti

Processo Lentini
falso in bilancio

Falsa testimonianza

Acquisto dei terreni di Macherio
falso in bilancio (primo capo di imputazione)

All Iberian 2
falso in bilancio, assolto perché il fatto non è più previsto dalla legge come reato in seguito alle riforme del Governo Berlusconi II

Processo SME
corruzione giudiziaria

Tangenti alla Guardia di Finanza
assolto per insussistenza del fatto

Medusa cinematografica
falso in bilancio, assolto in quanto per la sua ricchezza potrebbe non essere stato al corrente dei fatti contestati

Sme-Ariosto 1
corruzione giudiziaria nei confronti di Renato Squillante, assolto per insussistenza del fatto

Sme-Ariosto 2
falso in bilancio, assolto perché il fatto non è più previsto dalla legge come reato in seguito alle riforme del Governo Berlusconi II

Acquisto dei terreni di Macherio
imputazione per appropriazione indebita, frode fiscale, falso in bilancio (secondo capo di imputazione)

Spartizione pubblicitaria Rai-Fininvest

Traffico di droga

Tangenti fiscali Pay-tv

Stragi del 1992-1993
concorso in strage

Concorso esterno in associazione mafiosa
imputato assieme a Marcello Dell’Utri per riciclaggio di denaro sporco

Caso Saccà
indagato per corruzione e istigazione alla corruzione

Abuso d’ufficio

Diffamazione aggravata dall’uso del mezzo televisivo

Corruzione dell’avvocato David Mills
mentre Mills è stato condannato in primo grado e secondo grado, con prescrizione di una parte della condanna in Cassazione (confermato solo il risarcimento dovuto alla Presidenza del Consiglio dei ministri, parte civile nel processo), Berlusconi è ancora in attesa della sentenza dopo che il processo è stato sospeso prima a causa del Lodo Alfano poi bocciato dalla Corte Costituzionale e, successivamente, a causa della legge sul Legittimo impedimento. Entrambe le leggi sono state approvate durante il Governo Berlusconi IV

Compravendita di diritti televisivi

Prostituzione minorile per i presunti rapporti sessuali che avrebbe intrattenuto fra il febbraio e il maggio 2010 con tale Kharima el Marhoug, minorenne all’epoca dei fatti

Concussione aggravata nei confronti di funzionari della Questura di Milano per ottenere il rilascio di Kharima el Marhoug, trattenuta negli uffici di polizia nel maggio 2010 perché accusata di furto, e il suo affidamento alla consigliere regionale lombarda del Pdl Nicole Minetti

Concussione e minaccia a un corpo politico amministrativo e giudiziario inchiesta di Trani per le pressioni esercitate sul Presidente dell’AGCOM

 

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6 commenti

  1. […] nell’informazione in Italia. La pronuncia della Corte, che ha annullato in parte il legittimo impedimento, uno degli strumenti con cui Berlusconi ha cercato di sottrarsi alla giustizia, non limitandosi di […]

  2. […] dal ricatto e dall’estorsione ad accettare un contratto di lavoro indegno, il governo del pregiudicato, vecchio porco, puttaniere e predatore di minorenni Silvio Berlusconi destina, a peso d’oro, […]

  3. […] Quando la realtà supera la fantasia, il potere ha sempre cercato i privilegi, convinto, in fondo, dell’impunità. Il degrado morale è tanto e così diffuso che la parola scandalo ha perso il vero significato: […]

  4. […] pregiudicato Silvio Berlusconi è sbarcato a Lampedusa e ha riferito che risolverà il problema degli immigrati […]

  5. […] disegno liberticida della Casta, la polizia di pensiero attacca internet: il governo del collezionista di prescrizioni, Silvio Berlusconi, ha lanciato un nuovo attacco alla libertà di accesso all’informazione. […]

  6. […] Ci sono però situazioni in cui i politici gli insulti li meriterebbero davvero. Licenza d’insulto dunque? In parte forse sì ma il motivo di questa “licenza”, va ricercato nelle motivazioni della Corte: «Il diritto di critica riveste necessariamente connotazioni soggettive ed opinabili quando si svolge in ambito politico, in cui risulta preminente l’interesse generale del libero svolgimento della vita democratica». I giudici della Cassazione (a detta di qualcuno cui ci sfugge il nome) sono magistrati e, quindi, “tutti comunisti”. Ergo, è evidente il complotto teso a legittimare l’irriverenza verso il Capobanda. […]


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