ESTONIA! BENVENUTA SUL TITANIC

L’euro ha chiuso il 2010, il suo anno più difficile, con il dilagare della crisi del debito e gli attacchi della speculazione e apre il 2011 con l’ingresso dell’Estonia, che conta 1,3 milioni di abitanti, prima repubblica ex sovietica ad entrare nel club della moneta unica e terzo paese ex comunista ad adottarla, dopo Slovenia e Slovacchia. Premiata da politiche fiscali virtuose, l’Estonia vanta conti in ordine con un debito pubblico all’8% del PIL, il livello più basso di tutta l’Unione. Il governo di Tallinn ha dichiarato di non temere la crisi e ha ufficialmente introdotto il primo gennaio la valuta unica mandando in soffitta la corona (per due settimane verrà mantenuta la doppia circolazione di monete; il tasso di cambio è di 15,6466 corone per un euro) che nel 1992 rimpiazzò il rublo sovietico, diventando il diciassettesimo partner dell’eurozona. Il primo ministro estone Andrus Ansip è stato il primo cittadino estone a prelevare da un bancomat i biglietti in euro allo scoccare della mezzanotte e sventolato le nuove banconote davanti alla piazza gremita di migliaia cittadini che festeggiavano questo significativo Capodanno: «Questo è un piccolo passo per la zona euro e un salto da gigante per l’Estonia ha detto AnsipL’euro è il primo e più importante garante della nostra sicurezza».

L’Estonia è il paese più povero della zona euro. L’arrivo dell’euro tuttavia, non è stato gradito a tutti gli estoni. A Tallin sono stati affissi manifesti contro la moneta unica che recitavano: “Estonia! Benvenuta sul Titanic”. Secondo i sondaggi il 50% degli estoni è favorevole a questo cambiamento, ma i contrari sarebbero il 40%. «L’euro è stato introdotto con successo in Estonia», ha assicurato la centrale dell’usura, la Banca Centrale Europea, dando il benvenuto a questo ulteriore allargamento dell’area euro. Con l’Estonia salgono a 331 milioni i cittadini Ue che condividono la stessa moneta. È un «forte segnale di stabilità» per gli Stati membri ha detto il presidente della Commissione Ue, Josè Manuel Barroso, quasi a voler rimarcare quanto per Eurolandia sia necessaria un’iniezione di fiducia dopo i salvataggi di emergenza di Grecia e Irlanda, mentre resta il rischio contagio con Spagna e Portogallo tra le prossime vittime. Con il 2011 si apre un anno cruciale per i governi dell’area chiamati a trovare un accordo per rafforzare la strategia anti-crisi, con la riforma della governance economica e del patto di stabilità e crescita e la definizione di un fondo “salva-stati” permanente dal 2013.

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