FIAT, NUOVA PANDA A 30 EURO SCHIAVI IN MANO

La resa incondizionata sindacale nei confronti della multinazionale Fiat della famiglia Agnelli/Elkann è stata firmata: Fim-Cisl, Uilm, Ugl metalmeccanici, Fismic, l’Associazione dei quadri Fiat e il Lingotto hanno firmato il nuovo contratto di lavoro per i lavoratori dello stabilimento di Pomigliano, che a partire da gennaio 2011 saranno riassunti dalla Newco, sulla base dell’accordo di giugno che sblocca investimenti per 700 milioni per la produzione della nuova Panda. Alla trattativa non ha preso parte la Fiom-Cgil che non aveva firmato l’accordo del 15 giugno. Quanto alle relazioni sindacali, viene seguito il modello di Mirafiori (accordo firmato il 23 dicembre senza l’intesa della Fiom-Cgil), che esclude dalla rappresentanza chi non ha sottoscritto l’accordo. Con questo accordo, indifendibile e vergognoso, avallato con riverente genuflessione dal governo e da sciocchi sindacalisti, lo Stato ha toccato il fondo dando definitivamente il via allo smantellamento dell’occupazione italiana.

Dalla crociera sul panfilo reale “Britannia” ad oggi le politiche liberiste hanno provocato solo il fatto che il lavoro non ci sia più con una massiccia delocalizzazione della produzione industriale, flessibilità e precarietà generalizzata, dismissione e chiusura di fabbriche, licenziamenti. Solo una politica socialista e nazionale può garantire il lavoro. Il nodo occupazionele, con il futuro degli stabilimenti italiani che tiene in ansia migliaia di lavoratori, si risolve con un infame ricatto ai lavoratori stessi, sulle basi di un accordo inaccettabile che prevede l’eliminazione dell’obbligo di pagamento della quota malattia spettante l’azienda qualora la percentuale di assenteismo sia giudicata superiore alla media e un aumento salariale da 30 euro lorde al mese. Senza contare le ore di straordinario obbligatorie cui i lavoratori saranno sottoposti annualmente a un regime lavorativo spalmato su più turni. E’ questo, in sintesi, l’accordo firmato da un gruppo di sindacati venduti al capitalismo.

Ovviamente, c’è soddisfazione da parte del governo: «La firma del contratto collettivo che verrà applicato ai lavoratori assunti dalla nuova società Fiat di Pomigliano – è il commento del curatore fallimentare del lavoro Maurizio Sacconimigliora le condizioni retributive e le potenzialità di progressione reddituale e professionale dei lavoratori». Infine, l’accordo diventerà operativo dopo che sarà approvato dalla maggioranza dei lavoratori con il referendum. Sul referendum piemontese, invece, il candidato sindaco di Torino Piero Fassino (PD), si è già schierato a favore dell’accordo Fiat per Mirafiori: «Se fossi un lavoratore della Fiat voterei sì all’accordo». Purtroppo è solo un deputato a 15.000 euro al mese e non può firmare. Chissà quanti voti…

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3 commenti

  1. […] nel sistema «Ergo-Uas», verrà applicata nello stabilimento piemontese di Mirafiori, secondo l’accordo firmato tra la multinazionale Fiat e i sindacati, Fiom-Cgil esclusa. In questa ottica si impone dunque di […]

  2. […] assistiamo a dibattiti televisivi dove politici, industriali e pseudo sindacalisti, con pancia piena e il loro culo ben piazzato su comode poltrone, lanciano ai lavoratori il […]

  3. […] a instaurare nuove relazioni industriali sul modello criminale imposto ai lavoratori della Fiat del trafficante di schiavi Marchionne. Intanto il governo Monti della grande finanza, della Bce e della macelleria sociale si […]


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