L’ETERNA GUERRA DEI SIMBOLI

E’ una costante di tutte le fasi di passaggio. Prima o poi, nei partiti che si dividono, si litiga sul simbolo, come fanno le coppie con il servizio di piatti o la cristalleria. Le liti raggiungono livelli da “guerra dei Roses”, il film del 1989 diretto da Danny DeVito in cui Michael Douglas e Kathleen Turner arrivano allo scontro fisico e alla morte pur di non mollare all’altro la splendida casa in ci vivevano da sposati. E’ sempre la stessa storia: l’unità politica si rompe e si ricorre alla carta bollata per marcare, segnare e ricordare la propria identità da proporre agli elettori.

La Prima Repubblica ha visto modificare simboli che avevano una lunghissima vita, come la falce e il martello, ora proprietà comune della Federazione della Sinistra che torna a riunire Prc, Pdci e Socialismo 2000. Ma tutti i simboli storici, come lo Scudo Crociato, hanno avuto vite travagliate.

E di pochi mesi fa – maggio – la proposta controcorrente di Pier Ferdinando Casini di togliere dallo Scudocrociato dell’Udc il suo nome. L’Udc ha offerto, ai primi di settembre, 5000 euro a chi proporrà un conio nuovo per il nome del futuro partito centrista. Da febbraio del 2009 l’Udc gira attorno alla proposta del “Partito della Nazione”. Lo Scudo crociato, in mano all’Udc, ha avuto fasi di litigiosità parossistiche negli.

Nel 1994, dalle ceneri della Dc nascono il Ppi, con Martinazzoli segretario, e il Ccd di Casini e Mastella. Il simbolo dello scudo resta al Ppi, ma, quando anche i popolari si spaccano, con Gerardo Bianco che guarda verso sinistra e Buttiglione che si allea con il centrodestra, dopo alterne vicende anche giudiziarie, a Bianco resta il nome del partito, a Buttiglione (il cui partito si chiamerà Cdu) il simbolo, che però, in varie forme stilizzate, sarà presente in più di un partito della diaspora della ‘Balena bianca’.

In vista delle elezioni del 2001 poi, Ccd e Cdu raggiungono un accordo per presentarsi insieme con la lista ‘Biancofiore’ e daranno poi vita all’Udc, il cui simbolo è appunto lo scudo crociato. Guerre infinite anche sull’uso della sigla Dc, su cui litigano da anni i partitini che provengono dal partito fondato da De Gasperi: attualmente ci sono la Dc di Alberto Pizza (prima esclusa poi riammessa alle elezioni del 2008) e quella di Angelo Sandri; mentre il ministro Gianfranco Rotondi, per problemi legali, ha dovuto aggiungere la lettera ‘A’ alla sigla, dando vita alla Dc per le autonomie Prima di arrivare alla scelta di domenica, anche la Falce e martello ha penato tra bolli, ricorsi e sentenze.

Nel 1991 il Pci diventa Pds e, come succederà poi per An, il vecchio simbolo diventa più piccolo e finisce alla base della quercia di Occhetto. Contemporaneamente nasce il Prc che utilizza un simbolo che ha qualche somiglianza con il vecchio logo del Pci.

Nel 1998 poi, dopo gli Stati generali della sinistra, alla base della Quercia dei nuovi ‘Democratici di sinistra’, spunta il simbolo del Pse, una rosa con le stelle dei paesi dell’Unione europea, e scompare la falce e martello e la sigla Pci. Intanto, sempre nel 1998,anche Rifondazione comunista si spacca. Il simbolo del nuovo Pdci di Cossutta sarà molto simile a quello del vecchio Pci. Bertinotti ricorre, ma la Cassazione ammette la piena legittimità del simbolo usato dai Comunisti italiani.

Anche la Fiamma del movimento sociale ha conosciute mille traversie: sopravvissuta per anni nel simbolo di An, ora è scomparsa per le scelte imposte da Fini; la vecchia Fiamma, di proprietà della fondazione An, resta, in una forma stilizzata, nel simbolo della ‘Fiamma tricolore’ di Romagnoli e non può essere usata dalla destra di Storace.

Problemi analoghi li hanno avuto i socialisti. Dopo la morte di Craxi, i numerosi rivoli nei quali si è disperso il grande fiume socialista si sono divisi nomi e simboli della casa madre. Il diritto a usare la sigla Psi è dei socialisti di Nencini, ancorati nel centrosinistra. Il garofano, invece, è appannaggio dei socialisti uniti di Zavettieri ma fa capolino anche nel simbolo dei socialisti di Bobo Craxi.

L’eterna guerra dei simboli e delle sigle dei partiti: dal Pci alla Dc, fino al Pdl
da BLITZ QUOTIDIANO

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