QUANDO I CRIMINALI VOTANO

Il Giorno delle Elezioni è una malattia mentale in bella vista, delirio sfrenato, assoluto, neppur così difficile da spacciare come sanità. Se aprissimo gli occhi, impiegheremmo all’incirca 3-5 secondi per riconoscere ciò: Obama è un efferato criminale. I suoi rivali repubblicani sono efferati criminali. Ed ancora, lo stesso può dirsi dei soldati volontari e di tutti quelli a cui danno gli ordini; le forze dell’ordine e tutti quelli a cui danno gli ordini; i giudici; i bugiardi professionisti che riforniscono le fila dei media; e, chiaramente, gli esseri umani che costituiscono la struttura del potere dell’America d’affari. Poiché abitualmente preferiamo il rifiuto alla ribellione, la nostra disponibilità in casa a stare al gioco, ad esempio, nell’analizzare le sottili sfumature che distinguono Obama dai nemici del suo Tea Party, rende anche noi criminali efferati.

Quando le cose vanno male come ora, la colpa è più che sufficiente da poter bastare per tutti. Più o meno ogni aspetto della cultura statunitense e globale (ad es. la devastazione dell’ambiente, la macchina propagandistica, il materialismo avaro, l’insaziabile conquista militare, il sessismo, l’omofobia, il razzismo, il patriarcato, ecc…) indica morte e distruzione. Noi, la specie che si presume possieda capacità cognitive superiori, scegliamo ancora di passare il nostro tempo adirandoci con quell’ala del partito collettivo che ottiene più voti il primo giovedì di novembre. Joe vota repubblicano. Joann vota democratico. Non cambia nulla. Jane ama Glenn Beck. John adora Jon Stewart. Il pianeta rimane in pericolo. Joann e John pensano che Obama sia il miagolio del gatto. Quadro generale: non fa alcuna differenza. Qualsiasi parte si scelga in questo conflitto inventato, l’umana società mantiene il suo progressivo, implacabile cammino verso l’omicidio/suicidio di massa. Se mai alzeremo lo sguardo dalle nostre schermate di testo o sbirceremo fuori dalle nostre cabine elettorali, potremmo realmente cogliere l’atto finale.

da Mickey Z., FREEONDAREVOLUTION

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1 commento

  1. […] Barack Obama sarà ricordato come il Presidente della promesse non mantenute. Dopo le elezioni di medio termine Obama non ha più né i numeri né la fiducia di molti, e nella legge finanziaria viene inserito un […]


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