ALL’ATTENZIONE DELL’ONOREVOLE SMEMORATO

“Pronto? Parlo con Giulio Andreotti” – “Dipende…”. Nel post precedente è stato inserito un articolo dal quotidiano RINASCITAIdV: pensioni facili per i parlamentaria firma di P.S, nel quale in calce abbiamo riportato la trascrizione scritta dell’intervento in Aula dell’on. Borghesi Antonio (IDV) che con un ordine del giorno chiedeva di provvedere «alla soppressione degli assegni vitalizi, sia per i deputati in carica che per quelli cessati». Nell’intervento è riportato testualmente: «Non sarà mai accettabile per nessuno che vi siano persone che hanno fatto il parlamentare per un giorno – ce ne sono tre – e percepiscono più di 3.000 euro al mese di vitalizio. Non si potrà mai accettare che ci siano altre persone rimaste qui per sessantotto giorni, dimessisi per incompatibilità, che percepiscono un assegno vitalizio di più di 3.000 euro al mese». La notizia è arrivata (lo era stata anche in Aula, tant’è), all’orecchio dell’onorevole nominato che il 21 settembre 2010 era comodamente adagiato tra le poltroncine dorate del Parlamento della Repvbblica, che ci ha scritto: «L’intervento dell’on. Borghesi Antonio (IDV), secondo quanto da voi riportato sul testo finale del post non corrisponde ai fatti in discussione, tantomeno alla trascrizione effettuata, pertanto motivo pretestuoso da attenzionare a rettifica». All’onorevole smemorato, forse perchè distratto, forse perchè stressato dal dolce far nulla e quindi forse impegnato in qualche più interessante lettura o forse affaccendato per il premio di “pianista del giorno”, è sfuggito (aggiungiamo noi) che l’intervento di cui all’on. Borghesi Antonio (IDV), che rimarrà sotto traccia per ovvi motivi, è consultabile da qualunque essere vivente del pianeta abbia un minimo di buona volontà tra le pag.35 e 38 del resoconto stenografico della Camera dei Nominati. A tal fine, all’onorevole smemorato che dopo soli 68 giorni di legislatura si è già garantito un dorato vitalizio di 3.000 euro, generosamente offerto dall’ottusità del popolo bue che invece dovrà guadagnarselo dopo 40 anni di lacrime e sangue versati, facilitiamo il difficoltoso compito di ricerca invitandolo a dedicare parte del suo inutile tempo libero, alla visione più attenta del video (4 minuti e 49 secondi), e dal quale, forse, prenderà atto che quanto più subdolo è il potere che lo fa schiavo, tanto più l’uomo si illude di essere libero.

Con doverosa antipatia,
staff de IL GRAFFIO NEWS

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