ISRAELE: FURTI, BUGIE E VIDEOTAPES

Il Free Gaza Movement risponde alla propaganda Israeliana. Mentre Israele continua a far circolare informazioni fuorvianti – documenti, foto e video – e materiale rubato ai giornalisti e ai passeggeri che erano a bordo delle navi attaccate a maggio 2010, sta anche tentando di far passare il governo turco come la principale fonte di sostegno della Freedom Flotilla. Queste dichiarazioni tendenziose, fatte circolare attraverso informazioni presentate al di fuori del contesto a cui appartengono, fanno parte della campagna di propaganda a cui il governo israeliano ha dato inizio in seguito alla diffusione della relazione redatta dal Consiglio per i Diritti Umani delle Nazioni Unite e in attesa che esca la relazione del Gruppo di Uribe per il Segretario Generale delle Nazioni Unite, che potrebbe seriamente mettere in discussione la capacità di Israele di condurre una legittima inchiesta.

Il Free Gaza Movement e tutti i suoi partner all’interno della Freedom Flotilla Coalition hanno sempre mantenuto un dialogo aperto con i governi di tutto il mondo per creare il supporto necessario per la rottura del blocco e dell’assedio di Gaza. Prima di ciascuno degli otto viaggi del Free Gaza Movement e prima della partenza della Freedom Flotilla, abbiamo avuto colloqui e ci siamo confrontati con funzionari del governo degli Stati Uniti, Cipro, Grecia, Svezia, Irlanda, Regno Unito e Turchia per creare un sostegno aperto nei confronti della missione e per sensibilizzare tutti i governi a impegnarsi per porre fine alla politica israeliana di punizione collettiva dei palestinesi a Gaza.

Prima di ogni partenza, il Free Gaza Movement è stato anche completamente trasparente circa le sue intenzioni di rompere il blocco dichiarando pubblicamente le partenze delle barche, di cui infatti si è  ampiamente parlato in tutti i media internazionali, compresi quelli israeliani.

Il 14 giugno 2010, dopo l’attacco israeliano alla Freedom Flotilla, quando le forze israeliane uccisero nove civili e ne ferirono a decine su tutte e sei le navi, quando rubarono milioni di dollari in computer e apparecchiature elettroniche (alcune delle quali sono state rivendute dai soldati israeliani), così come in contanti, il Comitato Internazionale della Croce Rossa dichiarò che il blocco di Gaza era una forma di punizione collettiva e che “tutti gli Stati hanno l’obbligo di consentire e facilitare il passaggio rapido e senza ostacoli di tutte le partite di soccorso, attrezzature e personale.” [1]

Il Free Gaza Movement, la Freedom Flotilla Coalition e tutti i suoi membri non hanno mai ricevuto e non ricevono alcun sostegno finanziario, materiale, o di supporto logistico da parte dei governi. Tuttavia, ci rivolgiamo ai governi di tutto il mondo per invitarli a rispettare gli obblighi di diritto internazionale e ad impegnarsi per porre fine all’assedio di Gaza.

Contatti:

  • Huwaida Arraf: +971-55-310-5295
  • Audrey Bomse: +44 786 156 0932

[1] ICRC Statement, “Gaza Closure: Not Another Year,” June 14, 2010:

http://www.icrc.org/web/eng/siteeng0.nsf/htmlall/palestine-update

da THE FREE GAZA MOVEMENT

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