LA DEMOCRATAGGINE DE “LA REPUBBLICA”

Lettere al blog. Giriamo ai lettori del blog la mail di Alfred Olsen, editore del sito web HOLY WAR e presidente del Movimento di Resistenza Popolare l’Alternativa Cristiana, che scrive appellandosi al diritto di rettifica diniegatogli dal quotidiano “la Repubblica” in riferimento all’articolo pubblicato il 15 ottobre scorso – “La Shoah? Una fandonia, un complotto. Viaggio nel negazionismo via internet”, a firma di Marco Pasqua. Premessa, ndr. L’art. 8 della legge sulla stampa 47/1948 stabilisce che “il direttore o, comunque, il responsabile è tenuto a fare inserire gratuitamente nel quotidiano o nel periodico o nell’agenzia di stampa le dichiarazioni o le rettifiche dei soggetti di cui siano state pubblicate immagini od ai quali siano stati attribuiti atti o pensieri o affermazioni da essi ritenuti lesivi della loro dignità o contrari a verità, purché le dichiarazioni o le rettifiche non abbiano contenuto suscettibile di incriminazione penale”. Ci sono due categorie di giornalisti in Italia, quelli che fanno il mestiere più antico del mondo e quelli che raccontano l’informazione esattamente per i fatti realmente accaduti. Gira voce in Rete, la storiella di un giornalista italiano in cerca di lavoro. Dice: «Se avete bisogno di un giornalista italiano che parla bene in inglese, ha dimenticato il suo tedesco, che si esprime in un francese non molto comprensibile e che in ebraico sa dire solo “OBBEDISCO”, sono pronto a lavorare con voi». 

Siamo in Italia, calendario ebraico lunisolare dell’anno 5770: La provocazione e il tentativo di coinvolgere il professore Antonio Caracciolo, esimio Ricercatore di Filosofia del Diritto presso l’Università “La Sapienza” di Roma, dopo l’orchestrazione condotta da “la Repubblica”, o meglio da Marco Pasqua, ci riprovano

Il 22 ottobre 2009, data italiota del calendario gregoriano (4 heshvan 5770 הלוח העברי), il pennivendolo Marco Pasqua ricostruiva artifiziosamente sul quotidiano “la Repubblica” un’infame articolo – “Lo sterminio degli ebrei è una leggenda” prof negazionista, shock alla Sapienza (prima pagina e pagina 25) in cui veniva chiamato in causa il professore Antonio Caracciolo. L’articolo venne pubblicato sul blog personale del pennivendolo e fatto girare in rete su numerosi siti. Ma il bello deve ancora venire…

Nella titolazione de “la Repubblica” si dice grottescamente che vi sarebbe stato uno «Shock alla Sapienza», intendendo e facendo intendere: a causa delle lezioni. L’articolo però è stato creato ex nihilo, dal nulla, solamente da “la Repubblica” e da Marco Pasqua come conseguenza delle falsità pubblicate, diffuse, amplificate da una rete di complicità. Il grottesco è che il professore Antonio Caracciolo, in ottobre, non svolgeva nessuna attività didattica, essendo il suo corso concluso nel mese di maggio, nel semestre precedente. Nei giorni dello “shock”, non era neppure presente all’università!

A ciò seguì una querela per creazione e diffusione di notizie false e tendenziose e di conseguenza, per diffamazione, contro il giornalista de “la Repubblica”, Marco Pasqua, e contro il direttore Responsabile Ezio Mauro.

Al contempo, servi e camerieri della comunità ebraica romana, capitanati ottusamente dal filantropo ebreo Riccardo Pacifici, nei salotti profumati di pane e vaniglia dell’informazione italiota ripresero la bufala e la amplificarono (vedi successivamente Il Messaggero del 21 maggio 2010 – 8 sivan 5770 הלוח העברי – e relativa lettera di smentita del prof. Caracciolo) a tal punto da fare intervenire il Collegio di Disciplina del Consiglio Universitario Nazionale che, nella sua adunanza, presente il rettore Frati e l’avv. Teodoro Klitsche de la Grange e l’avv. Aldo Costa in difesa dell’ingiustamente “incolpato” prof. Caracciolo, pronunciava una delibera di proscioglimento con formula ampia, constatando la totale mancanza del fatto:

«Non avere mai avuto luogo le lezioni di cui nel quesito di addebito, e non risultando nessun altro “elemento” addebitabile»

Come era invece prevedibile, la notizia dell’assoluzione con formula ampia non ebbe nessuna eco sulla stampa e sui media, fatta eccezione per il quotidiano Rinascita che dedicò correttamente due intere pagine all’esito del procedimento disciplinare. Qualche altro direttore di giornale, personale “nemico” del prof. Caracciolo, rifiutò il “pezzo” al giornalista che l’aveva redatto. Ed questa fu anche una prova ulteriore della macchinazione studiata a tavolino da almeno tre anni: tutti pronti in coro a diffamare e tutti intenzionati a tacere sul proscioglimento.

A tal proposito, IL GRAFFIO NEWS nel mese di maggio scorso dedicò un post alla vicenda, per esprimere la propria solidarietà, incondizionatamente, alla causa del professore Antonio Caracciolo a seguito dell’infame episodio di intolleranza di cui fu ingiustamente vittima. Per consultare dettagliatamente tutte le notizie di cui sopra, vi invitiamo a visitare e divulgare il blog del prof. Caracciolo, CIVIUM LIBERTAS, dove troverete tutto l’iter della vicenda, comprensivo di documentazione processuale e testo integrale della memoria difensiva fino alla pronuncia della delibera di proscioglimento con formula ampia della totale mancanza del fatto.

Torniamo alla lettera di Alfred Olsen, editore del sito web HOLY WAR e presidente del Movimento di Resistenza Popolare l’Alternativa Cristiana:

Pubblichiamo l’articolo de “la Repubblica” del 15 ottobre 2010 (7 heshvan 5771 הלוח העברי):

“La Shoah? Una fandonia, un complotto”. Viaggio nel negazionismo via internet
di Marco Pasqua

Siti, blog, forum spesso registrati all’estero per bypassare le eventuali restrizioni. Si va da quelli dei movimenti neonazisti a quelli più o meno ufficiali di Forza Nuova, a profili privati sui social network. Interventi non sempre anonimi.

Dai forum dei movimenti neonazisti a quelli, più o meno ufficiali, di Forza Nuova, passando per privati profili di Facebook e blog a tema. I negazionisti italiani e, soprattutto, i loro simpatizzanti, sfruttano il web per far circolare le loro assurde tesi che mirano a diffondere la convinzione che il piano di sterminio degli ebrei, disposto dal regime nazista, non sia mai esistito. Non sempre si nascondono dietro all’anonimato e, talvolta, firmano i loro interventi con nome e cognome. Alcuni di loro sono disposti ad ammettere che i nazisti hanno fatto delle vittime, ma certamente non nelle “camere a gas”, di cui negano l’esistenza. I loro siti sono spesso registrati all’estero, con l’intento di bypassare le eventuali restrizioni sui contenuti imposte da alcune piattaforme di blogging. Contenuti che sono costantemente monitorati dalla polizia postale che, alcune volte, riesce a contestare loro la violazione della legge Mancino. Una lista di queste pagine web era già finita al centro di un’indagine promossa dal Comitato di indagine conoscitiva sull’Antisemitismo, presieduto dalla deputata Fiamma Nirenstein, e oggetto di minacce sugli stessi siti.

Il forum neonazista Stormfront, nella sua versione italiana, ospita spesso interventi in difesa dei negazionisti, con attacchi agli esponenti delle comunità ebraiche italiane e a quei politici che si battono per la difesa della verità storica. Sito registrato in America, espone in homepage una croce celtica e la scritta, in inglese, “orgoglio bianco mondiale”. Il suo fondatore, Don Black, è un ex leader del Ku Klux Klan. Alcuni thread sono dedicati al tema della Shoah, definita “una fandonia” oppure “un complotto ebreo”, ma anche “la colonna portante di un castello di menzogne, una colonna di cartapesta, che può e deve essere abbattuta”. I commentatori abituali, che arrivano anche a negare la veridicità dei fatti narrati da Anna Frank nel suo diario (“i fatti da lei narrati non sono una prova del piano di sterminio”), sono protagonisti di insulti contro “i truffatori ebrei” ma anche contro i media controllati, a loro dire, dalla lobby ebraica. Su questo forum circolavano, nel 2008, le canzoni dei 99 Fosse, il gruppo che irrideva la Shoah, ridicolizzando il tema dei morti nei campi di concentramento con parodie di canzoni famose.

Anche i simpatizzanti e i militanti del movimento di estrema destra Forza Nuova hanno una loro tribuna virtuale, dalla quale vengono lanciati insulti antisemiti. La strategia è la stessa dei revisionisti: negare le cifre dello sterminio e minare la credibilità delle certezze acquisite dalla ricerca storica ufficiale. “Tutti i tabù sono caduti tranne questo, ma è solo questione di tempo, perché l’opprimente Diga Liberticida è infiltrata da mille rivoli di verità”, scrive un utente a proposito dell’Olocausto, riguardo al quale, viene sostenuto più volte, non esistono documenti che testimonino l’ordine di sterminio fisico degli ebrei. E’ questo, uno dei punti cardine della lezione tenuta da Claudio Moffa all’università di Teramo, alla fine di settembre (il docente viene citato ad esempio dai militanti forzanovisti). E poco importano i racconti dei testimoni, sopravvissuti alla Shoah, e le verità ricostruite dagli storici: i negazionisti non sono disposti ad ammettere che le loro tesi non possono trovare alcuna credibile conferma storiografica. Sempre dal forum riconducibile a Forza Nuova, partono attacchi antisemiti agli esponenti delle comunità ebraiche, mentre si accusa Roma di non “saper tenere a bada la manesca, fanatica tribù di Giuda. Ora questa Roma alla vaccinara antifascista ne teme la vendetta”. Stesso tenore nei commenti sul forum dedicato a Benito Mussolini, i cui utenti inneggiano al presidente iraniano Ahmadinejad, per aver negato l’Olocausto.

Tra i siti registrati all’estero, c’è “Vho”, che fa capo alla Castle Hill Publishers, casa editrice di Germar Rudolf, colonna portante della storiografia revisionistica. Negli anni Novanta è stato condannato a 14 mesi di carcere, mentre successivamente la magistratura fece confiscare un suo testo negazionista. Fuggito in Inghilterra, dove ha fondato la sua casa editrice, nel 1999, in seguito alle pressioni esercitate dalla Germania, si è rifugiato in America. Nel 2006, dopo che gli Stati Uniti hanno respinto la sua richiesta di asilo politico, è stato rispedito in Germania, dove ha scontato una condanna a due anni e sei mesi di carcere. Il sito, registrato negli Usa, raccoglie una serie di link a testi di negazionisti, tra i quali figura l’italiano Carlo Mattogno. E’ tradotto in cinque lingue e, come è immaginabile, si batte per una pseudo-libertà di ricerca “scientifica non conformista”, e per contrastare le leggi che, in alcuni Paesi europei, prevedono l’arresto dei negazionisti. Tra le sue finalità, c’è “l’assistenza finanziaria ai revisionisti che, a causa del proprio operato, vengano sottoposti a processi giudiziari, ad aggressioni fisiche o a calunnie, o che vengano vittimizzati o perseguitati in altra maniera”. “Il momento, per i revisionisti, non è allegro – si legge nella pagina principale –  non solo la ricerca storica e scientifica non conformista – quando si tratta di ‘Shoah’ – è  penalmente perseguita nella maggior parte dei Paesi europei, ma addirittura Ernst Zündel e Germar Rudolf, dopo essere stati subdolamente deportati dagli Stati Uniti, sono stati recentemente condannati in Germania. Tutto questo solo per aver scritto e pubblicato libri e articoli critici della versione ufficiale dell”Olocausto’. Dunque anche l’Unione Europea (come la vecchia Unione Sovietica) ha i propri prigionieri politici”.

Le vignette antisemite di Holywar, articolazione web di un “Movimento di Resistenza Popolare L’Alternativa Cristiana”, sono spesso fatte circolare tramite Facebook, e vengono continuamente aggiornate, anche seguendo le evoluzioni dell’attualità politica italiana (il che lascia presupporre che sia curato da mani italiane). Quasi sempre si tratta di attacchi a singoli esponenti politici: oltre al sindaco di Roma, Gianni Alemanno (ritratto spesso con Riccardo Pacifici, presidente della comunità ebraica romana), si insultano “l’ebreo Mario Draghi”, ma anche Gianfranco Fini, la compagna Elisabetta Tulliani e il fratello di lei, Giancarlo, (definiti “i soliti arroganti ebrei”). Vengono riportati testi che dimostrerebbero le “falsificazioni fotografiche” relative alla Shoah. Anche qui si sostiene che “il diario di Anna Frank sia stato un falso clamoroso”. Il sito è intestato a nome del norvegese Alfred Olsen, cattolico tradizionalista. Nel 2000 fece discutere, perché mise in rete i cognomi di 9.800 famiglie ebree italiane. Quella lista c’è ancora oggi, su una pagina dominata dalla stella di David e della locandina di un Dvd antisemita (acquistabile online).

La nascita della fondazione dell’associazione AAArgh (acronimo che sta per Associazione degli Anziani Amatori di Racconti di Guerra e di HOlocausto) risale al 1996, e la sua pagina web è tradotta in 22 lingue, tra le quali figura anche l’ebraico. Oltre a testi revisionistici europei, ci sono molti interventi contro chi propone, in Italia, di introdurre leggi che puniscano le teorie dei negazionisti.

Variopinto il panorama dei blog personali, anche se pochi pubblicano materiale con costanza. Da quelli che ripropongono i testi dell’italiano Carlo Mattogno (che, viene scritto, è a capo della “ditta di olo-demolizioni”) a siti dedicati ai negazionisti arrestati. Come “Olotruffa”, aperto per celebrare, si legge nella sua homepage,  quei negazionisti “discriminati, perseguitati, condannati, deportati ed internati per anni nei lager olo-sterminazionisti per lo psicoreato di ‘leso olocausto’”. Anche Andrea Carancini, su un blog che porta il suo nome, si occupa di negazionismo sul web dal 2008, dando notizia degli storici arrestati, in Europa, e traducendo testi di revisionisti stranieri.

Tutti siti, questi, che vengono monitorati dalla polizia postale che, in alcuni casi, riesce ad applicare la legge Mancino, che permette di perseguire l’incitazione alla violenza e alla discriminazione per motivi razziali, etnici religiosi o nazionali. Così, nell’aprile del 2009, la magistratura ha individuato e denunciato per propaganda di idee fondate sulla superiorità e sull’odio razziale, un pensionato 61enne, curatore di “Thule-Toscana”, in cui si sosteneva, tra le altre cose, che nei lager nazisti si svolgessero attività ricreative (una delle teorie che accomuna quasi tutti i negazionisti). La sua pagina web è stata sequestrata dalla Procura di Arezzo, città nella quale aveva sede il provider della pagina. Lo scorso mese di marzo, invece, è stato individuato il referente italiano del Ku Klux Klan, che, oltre a predicare la superiorità della razza bianca, insultava ebrei ed omosessuali.

DIRITTO DI RETTIFICA (negato dalla redazione de La Repubblica – art. 8 della legge sulla stampa 47/1948)
di Alfred Olsen

Dato che voi mi attaccate direttamente, scrivo qualche nota volta a ripristinare la verità, da voi così scientemente calpestata.

Innanzitutto vi ricordo che, in Germania dal 1960 ad oggi, sono stati condannati 200.000 cittadini tedeschi, solo per aver negato la “Shoah”.

In Francia i numero dei condannati sfiora le 100.000 unità. In quel Paese oltre a condannare alla prigione si provvede anche a multare in modo salatissimo i malcapitati negatori dell’unico “Olocausto” della storia che non può essere negato.

Certo uno si domanda come mai, in un mondo dove si può negare tutto, 300.000 cittaddini in Europa vengono trattati da criminali e messi in prigione da un periodo di 1 a 8 anni per avere espresso una opinione.

Faccio presente che i veri criminali, in Francia come in Germania, vengono trattati molto meno duramente. Ad esempio un stupratore, riceve una sentenza più clemente rispetto ai negazionisti.

Ma cerchiamo di ragionare su di un punto: perché solo la “Shoah”… non può essere negata, né, soprattutto, indagata?

PERCHE’ SEMPRE E’ SOLO QUESTO OLOCAUSTO viene ricordato, celebrato, fatto studiare a forza etc.? Se anche ci fosse stato, perché si parla solo di esso?

Infatti durante la Revoluzione communista Bolscevika, voluta e finanziata e diretta da ebrei, più di 30 milioni di cristiani vennero trucidati. Di essi non si parla quasi mai e sempre nascondendo il ruolo della lobby ebraica internazionale in quel colpo di Stato che fu la rivoluzione d’ottobre. Colpo di stato ebraico al mille per mille ed anticristiano al duemila per mille.

Anche i finanziatori del Fascismo e del Nazismo erano tutti ebrei, ed hanno collaborato tra loro fino alla fine della guerra.

TUTTO QUESTO E’ STATO AMPIAMENTE DOCUMENTATO nel nostro sito. Nel nostro sito, oltre alla prova che l’olocausto ebraico è una menzogna, vi è anche la prova di quanto sopra esposto.

Qui si parla di un olocausto di 30 milioni di persone, quindi numericamente superiore ai 6 milioni della “SHOAH”. Ma datemi un nome di una sola persona che è andata in carcere per aver negato tale OLOCAUSTO.

Potrei citare molti altri OLOCAUSTI, con un numero superiore di vittime rispetto alla  “SHOAH”, ma anche qui uno nota che le vittime EBREE valgono MOLTO di più delle vittime che non sono ebree. Quindi una persona intelligente può constatare che il razzismo e il complotto della lobby ebraica è più che reale: è reale al mille per mille.

La Germania ancora oggi continua a pagare un risarcimento astronomico ad Israele di 10 trillioni di dollari. Attualmente il primo ministro tedesco Angela Merkel ha donato 3 sommergibili con capacità nucleare GRATIS ad Israele.

Ma alle vittime non-ebree del vostro così sacro “Olocausto”, per esempio agli zingari, non e’ stato mai dato un euro.

Perché non si risarciscono gli indiani d’America, perché non si risarciscono le famiglie degli schiavi nigridi che, per oltre la metà, morivano nel trasporto dall’Africa all’America? A proposito, sapete chi gestiva tale commercio infame?, indovinato! SOLO ditte ebraiche.

Il vostro quotidiano non è molto interessato alle vittime che NON sono ebree, da ciò uno può constatare che voi della redazione siete RAZZISTI.

La DEMOCRATAGGINE della redazione de La Repubblica l’avete dimostrata chiaramente nell’articolo del signore Marco Pasqua, e suona alle orecchie della maggior parte degli Italiani così:

“La democrazia e democratica affinchè la pensate come noi, in caso contrario vi mandiamo in prigione. Ci penserà la Polizia Postale.

Credo che voi dovreste imparare che cosa è veramente la democrazia, invece di instigare all’odio razziale contro i non ebrei, per esempio contro i cristiani ortodossi od i musulmani.

La vostra prosssima mossa sara’ sicuramente di chiedere di imprigionare il 12% della popolazione Italiana che la pensa come me?

Il vostro messsaggio è stato ben compreso dalla gente, ed è questo:

‘Fuori i VERI criminali dalle prigioni e al loro posto mettiamoci i negazionisti… cioe’ la BRAVA GENTE DEL BEL PAESE.

Continuate pure a mentire è a far male al POPOLO ITALIANO ma ricordate: che DIO permette il male un tempo, un dato tempo, MA NON PER SEMPRE.

Concludo con l’invito di provare a smentirvi, a trovare il coraggio di pubblicare questa mia replica all’articolo di Marco Pascqua. Vi invito, insomma, ad essere per una volta REALMENTE democratici.

In CRISTO!
ALFRED OLSEN

Editore del sito HOLY WAR e presidente del MOVIMENTO di RESISTENZA POPOLARE L’ALTERNATIVA CRISTIANA.

Cominciamo col dire che proprio ieri il Vaticano si è pronunciato negativamente intervenendo nel dibattito provocatorio aperto dal presidente della comunità ebraica romana, Riccardo Pacifici che, non riuscendo a vedere oltre la punta del suo naso adunco, aveva ordinato ai servili nominati del parlamentino di Gerusalemme, un intervento legislativo per sanzionare la negazione o il ridimensionamento della shoa, e di cui vi rimandiamo alla lettura sulle pagine del nostro blog. Per completare l’argomento, cioè il modus operandi che questi impiccagatti vorrebbero imporre con il loro pensiero planetario Unico, vi invitiamo a leggere un altro post, il caso emblematico e recente dell’argentino Roberto Martino, accusato di antisemitismo, discriminazione, prepotenza ideologica, possesso di arma da guerra e appartenenza ad una organizzazione illegale incorsa nell’articolo 213 bis del Codice Penale, per aver denunciato i crimini e la politica di pulizia etnica dello Stato di Israele in Palestina.

Censura o libertà di stare zitti? Con discreta manualità, sotto la regia di qualche pennivendolo pronto forse a lavorare con loro, rimarrà solo che leggere falsità pubblicate, diffuse, amplificate da una rete complice delle tante armi “democratiche” di dinformazione di massa nel BelPaese incantato dei media lacrimevolmente asservito alle cricche di potere. Una volta tracciato il programma, basta poco per sbattere il mostro in prima pagina, la regola è mettere in moto la macchina gigantesca e livellatrice della sua propaganda, con i suoi enormi cilindri compressori: infamia, ingiustizia, indifferenza e terrore. Senza diritto di replica. E si può capire come siano ben pochi gli spiriti liberi che possano resistere alla sua azione. Libertà di stampa, libertà di opinione, libertà di pensiero, libertà religiosa, libertà di associazione…quante libertà! Ma ci sarà almeno la libertà nella democrazia, per non cadere Ella stessa, nell’illogicità e nella negazione dei suoi stessi princìpi? Basta con queste provocazioni orchestrate dai soliti pappagalli improvvisati giornalisti. Quando scriveranno, un solo rigo, dei crimini sionisti contro l’olocausto del popolo Palestinese?

Salve, Hola, Aloha, Hi, Hello, Salut, Ahoj, Zdravo, Buña, Cześć, Ni hao, Ohayoo, Hej, ЗДРАВИСВАНЕ,  Kaixo, επιφ, Werdesrt, Dag, Bog, Salam, Sawadee khap, Szia, Labas, السلام, 尓好, 여보세요, Boa tarde, Tēnā koe…internauta, benvenuto su Il Graffio News! Questo non è il paradiso terrestre che cercavi ma uno spazio di comunicazione, dove tutti quelli che navigano hanno pari diritti e doveri. Uno spazio aperto a disposizione di tutti i lettori della Rete che avranno il piacere di visitarci, senza vincoli di censura, dove l’unica regola fondamentale richiesta è il buonsenso.

Per segnalare o scrivere un articolo: ilgraffionews@libero.it

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7 commenti

  1. […] Per accettare il dogma, una persona che non riesca a tollerare più di un certo grado di contraddizione interna, deve evitare attentamente la documentazione ufficiale, che in una società libera è vasta, così come la registrazione dei progetti  ad alto livello che si trova nei documenti del Pentagono, in particolare quelli relativi ai primi anni del coinvolgimento mondiale degli Stati Uniti, gli anni Quaranta e i primi anni Cinquanta, quando furono sviluppate e formulate le linee strategiche essenziali. Nelle professioni accademiche e nei media l’intellighenzia tende generalmente a restare in linea; essa rifiuterà di mettere in dubbio gli articoli di fede, di separare i documenti storici dalla loro interpretazione canonica e di procedere a presentare una versione della storia veramente autonoma dall’analisi ufficiale. Gli occasionali scostamenti dall’ortodossia sono di scarsa importanza, fintanto che restano confinati a circoli ristretti che possono essere ignorati, definiti come “irresponsabili“, “ingenui“, “incapaci di comprendere la complessità della storia” o altrimenti bollati come inaccettabili con familiari parole in codice. […]

  2. […] il fianco alle pugnalate delle nutrite schiere di piccoli inquisitori sparsi in giro per il mondo, sempre in procinto di lanciare anatemi e scomuniche contro ogni critico, accusandolo di nutrire chissà quali “inconfessabili” nostalgie dei tempi che […]

  3. […] ci sono le condizioni per quello slancio politico in grado di infrangere quelle catene ideologiche che ancora rendono ostaggi di vecchie ideologie tanti cittadini che combattono il sionismo, mantenendoli divisi su fronti diversi e facendo così il gioco di quei poteri forti che – a […]

  4. […] ad un universo di pseudo valori corrotti e distorti. Ovviamente esisteva anche una stampa che pur totalmente prona e dedicata agli interessi della classe dominante conservava una parvenza di stile, una propria eleganza – se possiamo così definirla – […]

  5. […] Italia, è recentemente apparso un articolo su La Repubblica, guarda caso di proprietà sionista, un articolo così intitolato: “Nasce internet-ombra per i dissidenti. Il piano di Obama contro i […]

  6. […] italioti si stringono attorno a Israele, viene lanciata una campagna. Si denunciano le intenzioni, le persone che hanno dichiarato tali intenzioni o permesso di dichiararle, le si denuncia ai loro superiori per fargli perdere il lavoro, chiuder loro porte dei mezzi di […]

  7. […] avevano l’indesiderato, imprevisto, NEGATIVO effetto collaterale di apparire agli occhi del normale cittadino come CENSURA PREVENTIVA e limitazione della libertà di espressione, quindi non apparivano […]


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