SORRIDI, DOMANI SARA’ PEGGIO

Non bastavano le vergognose dichiarazioni del genio della fantapolitica Silvio Berlusconi in visita a Israele il 3 febbraio scorso, quando con il suo discorso di fronte al Knesset, il parlamento dell’entità sionista, completò tutta la serie di servigi fatti ai padroni. E neanche tutte le servili genuflessioni dell’ex Special One di via della Scrofa, il fascista riformato Gianfranco Fini. Persino Benedetto XVI (265° papa della Chiesa cattolica) ha dovuto piegarsi al ricatto ebraico rinviando la beatificazione di Pio XII. Non bastavano neppure le gentili sottomissioni del pappagallo di Gerusalemme e ministro (inutile) Franco Frattini. O le lacrime a comando di qualche altro israeliano d’Italia. Ci mancava un altro raglio d’asino a completare l’album di famiglia, la proposta (leggasi: ebreata) di una legge per introdurre il reato di negazionismo, ordinata dal presidente della comunità ebraica di Roma, il filantropo ebreo Riccardo Pacifici. Premessa. Tale personaggio, dopo aver vinto le elezioni interne alla comunità ebraica italiana nella lista ultrà maggioritaria “Per Israele”, annunciò solennemente che l’unione delle comunità ebraiche italiane e la comunità ebraica di Roma avrebbero donato 300 mila euro di medicinali alle vittime della guerra in corso a Gaza, di cui 200 mila ai palestinesi e 100 mila ai bambini ed ai civili delle cittadine israeliane del sud di Israele colpiti dai razzi di Hamas. La notizia venne pubblicata sulle colonne del Manifesto il 4 gennaio 2009 (attualmente è irreperibile in rete, perchè rimosso, ma contiamo di farvene vedere una copia). Scandalizzato dall’eccessiva umanità, un italo-israeliano di destra, Shimon Fargion, un ebreo italiano emigrato a Gerusalemme, attacca Pacifici per la “troppa equidistanza”, furibondo all’idea di aiutare pure i palestinesi. Ma il bello deve ancora venire…

Pacifici, indignato a modo suo, risponde con una email pubblica ribadendo la sua posizione di «sostegno totale alla guerra di Gaza», spiegando il vero significato del gesto di umanità: «Abbiamo deciso con l’ambasciatore di Israele di avere in questa prima fase un low profile. Posso garantirvi che la scelta tutta mediatica di far arrivare medicinali ai bambini palestinesi ed israeliani era ed è solo utilizzata per quando da lunedì comincerà la nostra battaglia sui media a sostegno di Israele».

E conclude: «La comunità ebraica non ha tirato fuori nemmeno un euro per quei medicinali, donati invece da un’organizzazione ebraica internazionale. Comunque non arriverà un solo medicinale a Gaza che non sia autorizzato dal Governo di Israele».

In poche parole, la comunità ebraica di Roma, fingendo di partecipare a iniziative di solidarietà destinate alle popolazioni israelo-palestinesi annunciava aiuti economici che in realtà si rivelarono falsi ma che servirono solo per una campagna mediatica di sostegno all’elezione del filantropo ebreo Riccardo Pacifici e all’immagine del regime sionista in Israele, in vista di nuovi pesanti attacchi sulla Striscia di Gaza.

Ai lettori ogni considerazione del caso.

Dicevamo. L’ebreata del presidente della comunità ebraica di Roma, Riccardo Pacifici, cioè quello di un intervento legislativo che sanzioni la negazione o il ridimensionamento della shoa, poichè “ritiene” essere approvata «una legge che una volta per tutte in Italia renda reato il negazionismo e il ridimensionamento dei numeri della shoa». E si appella ai presidenti delle camere, Schifani e Fini, per fare uno sforzo in tal senso «in tempi brevi». Gli onorevoli nominati, in maiera bipartisan, hanno obbedito lacrimevolmente, alcuni esempi:

Maurizio Gasparri (ex MSI, poi AN, oggi PDL): «Il PDL sarà onorato di sostenere in parlamento un ddl antinegazionista».

Carlo Vizzini (ininterrottamente parlamentare dal 1976, ex PSDI, poi Forza Italia, oggi PDL, presidente della Commissione Affari Costituzionali del Senato): «Pronto a mettermi a lavoro».

Piero Fassino (ex PCI, poi PDS e DS, oggi PD): «Sosterrò la legge contro il negazionismo».

Antonio Di Pietro (ex magistrato, oggi IDV): «Gli ultimi vergognosi episodi, avvenuti persino in Parlamento, confermano la necessità e l’urgenza di norme che frenino questa deriva pericolosa».

Francesco Rutelli (ex Partito Radicale, poi Verdi Arcobaleno, poi l’Ulivo, poi La Margherita, poi PD, oggi API, domani chissà…): «Sono pienamente d’accordo con la proposta di Riccardo Pacifici contro il negazionismo»

Uòlter Veltroni (forse ex PCI, forse poi PDS e DS, oggi ma anche PD, poi chissà l’Africa…): «E’ giusto l’appello che viene dalla comunità ebraica romana che chiede di mettere in calendario la legge contro chi nega l’olocausto».

Il gran colpo tonante di culo del finto missionario umanitario ebreo per la popolazione palestinese assediata e ridotta alla fame nella Striscia di Gaza, suggerito da Riccardo Pacifici:

«Potremmo prenderci tutti noi (chi, voi ebrei? ndr) l’impegno fino al 27 gennaio (coincidenze? ndr) prossimo di mettere nero su bianco un testo di legge sul negazionismo da far discutere e approvare dal nostro Parlamento (nostro di chi, di voi ebrei? ndr). Una legge come “ultima chance” per fermare la deriva negazionista che trova spazio soprattutto su Internet, e in linea coi provvedimenti adottati in paesi come Germania, Austria e Francia».

Ma questo trionfo di merda tiepida al profumo di pane e vaniglia l’avevamo già sentito nell’aria. Una puzza come se qualcuno avesse lasciato il gas acceso.

Per finire, la perla del giornalismo italiota incastonata dalla redazione del Giornale di Tel Aviv (direttore Vittorio Feltri). Da non perdere…

Ecco la replica al caos ultrà: vietare la bandiera d’Israele
di Redazione, sabato 16 ottobre 2010

Dopo le violenze di Italia-Serbia avvertimento ai tifosi inglesi del Tottenham che il 20 ottobre verranno a Milano per la Champions League: “Non esponete il vessillo con la stella di Davide”. La prefettura smentisce, ma sul sito web del club l’avviso c’è. Ed è un’altra sconfitta per tutti.

Una legge per vietare il negazionismo, ovvero perché ogni tesi volta a negare o ridimensionare la Shoah sia considerata un reato e come tale non possa essere più esposta pubblicamente, come già accade in alcuni Stati europei. È la richiesta annunciata da Riccardo Pacifici, capo della comunità israelitica della Capitale, in una lettera pubblicata da Repubblica. La proposta, che nasce sull’onda delle polemiche per posizioni revisioniste sull’Olocausto esposte durante una lezione di un professore dell’Università di Teramo, è subito accolta dai presidenti delle Camere. Renato Schifani e Gianfranco Fini, si impegnano, qualora ricevessero un disegno di legge su questo argomento, a velocizzare al massimo i tempi di approvazione. Il portavoce di Schifani assicura che quando il ddl arriverà a Palazzo Madama, sarà iscritto all’ordine del giorno per «una tempestiva discussione».

Stessa sollecitudine alla Camera: Fini si impegna «a sensibilizzare i gruppi parlamentari» affinchè presentino al più presto una proposta per «contrastare gli irresponsabili profeti del negazionismo». La politica esprime un sì unanime. Dalla sinistra al centrodestra, difficilmente una proposta ha messo tutti d’accordo come questa. Il sindaco di Roma Gianni Alemanno sottolinea che il negazionismo «non può essere presentato come una opinione, per quanto deprecabile, o come una qualche forma di revisione critica della storia. Perciò, è necessario introdurre una specifica previsione penale». «C’è ancora – rileva Francesco Rutelli, d’accordo con l’introduzione del nuovo reato penale – chi si ostina a non comprendere l’unicità della Shoah, paragonandola ad altri eventi tragici della storia moderna».

Il capogruppo del Pdl al Senato Maurizio Gasparri sottolinea che il popolo della libertà sarà «onorato» di sostenere la proposta della comunità ebraica. E annuncia l’intenzione di «chiedere a Pacifici un incontro» per definire «i contenuti di questa iniziativa legislativa». La lettera di Pacifici a Repubblica non giunge in un giorno qualsiasi ma alla vigilia dell’anniversario della deportazione degli ebrei romani del 16 ottobre 1943. Una data simbolo che viene richiamata anche da Walter Veltroni, secondo il quale «il ricordo di quella tragedia deve essere coltivato dall’intera città e deve accompagnarsi a un impegno rinnovato perchè non possano più tornare antisemitismo, odio,razzismo. Per questo – sottolinea Veltroni – è giusto l’appello che viene dalla comunità ebraica romana che chiede di mettere in calendario la legge contro chi nega l’olocausto. Quelle norme, davanti anche i segnali allarmanti di un nuovo antisemitismo, vanno discusse presto e approvate». La comunità ebraica spera che questa volta l’appoggio bipartisan porti all’approvazione della legge. Nel 2007, ricorda Pacifici, un’ iniziativa simile, il ddl dell’ allora ministro della Giustizia Clemente Mastella, si arenò nelle aule parlamentari.

Art. 21.
Costituzione Italiana

Parte prima
DIRITTI E DOVERI DEI CITTADINI

TITOLO I
RAPPORTI CIVILI

Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione. La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure. Si può procedere a sequestro soltanto per atto motivato dell’autorità giudiziaria nel caso di delitti, per i quali la legge sulla stampa espressamente lo autorizzi, o nel caso di violazione delle norme che la legge stessa prescriva per l’indicazione dei responsabili. In tali casi, quando vi sia assoluta urgenza e non sia possibile il tempestivo intervento dell’Autorità giudiziaria, il sequestro della stampa periodica può essere eseguito da ufficiali di polizia giudiziaria, che devono immediatamente, e non mai oltre ventiquattro ore, fare denunzia all’Autorità giudiziaria. Se questa non lo convalida nelle ventiquattro ore successive, il sequestro s’intende revocato e privo di ogni effetto. La legge può stabilire, con norme di carattere generale, che siano resi noti i mezzi di finanziamento della stampa periodica. Sono vietate le pubblicazioni a stampa, gli spettacoli e tutte le altre manifestazioni contrarie al buon costume. La legge stabilisce provvedimenti adeguati a prevenire e a reprimere le violazioni.

A quando, invece, un ddl urgente per tutelare i diritti dei cittadini italiani dai salari da fame paragonati agli onorevoli stipendi di deputati e senatori nel BelPaese delle leggine vergogna?; su sprechi infiniti mentre si tagliano fondi alla scuola, alla sanità, alla ricerca e si finanzia (silenziosamente) con 300 mila euro all’anno un Comitato per l’indagine conoscitiva sull’antisemitismo in rete?; su famiglie in difficoltà economiche contro i lussi erogati a pioggia a manager falliti e cravattari che invece dovrebbero stare a marcire in galera?; agli sfratti esecutivi e al diritto alla proprietà della casa a fronte delle 20 ville vantate tra gli applausi inebetiti della folla corsa a riverire il pifferaiomagico Silvio Berlusconi? su precariato, sicurezza sul lavoro, disoccupazione e cassa integrazione a fronte di tutte le promesse (leggasi: prese per il culo) degli industriali italiani che dopo aver succhiato negli anni soldi pubblici allo Stato, portano le nostre fabbriche all’estero?

E tante altre croci che gli italiani, ancora per poco però, continuano sottomessi a portare sulle spalle?

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7 commenti

  1. […] «Negare la Shoah è un fatto gravissimo e vergognoso, ma punire per legge chi sostiene questa tesi e quindi di fatto stabilire ciò che è storicamente vero attraverso una norma giuridica non è la strada giusta». E’ quanto sostenuto dal periodico ufficiale della Città del Vaticano “L’Osservatore Romano”, intervenendo nel dibattito aperto dal presidente della comunità ebraica romana, Riccardo Pacifici che, non riuscendo a vedere oltre la punta del suo naso adunco, aveva ordinato ai servili nominati del Parlamento di Gerusalemme, un intervento legislativo per sanzionare la negazione o il ridimensionamento della shoa: […]

  2. […] servi e camerieri della comunità ebraica romana, capitanati ottusamente dal filantropo ebreo Riccardo Pacifici, nei salotti profumati di pane e vaniglia dell’informazione italiota ripresero la bufala e la […]

  3. […] “Torneo della memoria”. Renata Polverini, accompagnata nella visita guidata dal magazziniere Riccardo Pacifici, ha sottolineato che «questo reato deve essere introdotto anche in Italia, come in Francia e […]

  4. […] servi e camerieri della comunità ebraica romana, capitanati ottusamente dal filantropo ebreo Riccardo Pacifici, nei salotti profumati di pane e vaniglia dell’informazione italiota ripresero la bufala e la […]

  5. […] fronte poi alle scuse che, oggi più di ieri, a dispetto del tempo trascorso, in una sorta, la comunità ebraica esige dai più svariati settori della società e che le vengono porte con estrema riverenza da chiunque rivesta un incarico appena superiore a […]

  6. […] all’infinito consentirebbe, a detta di riconosciuti, “prestigiosi” e ben remunerati rappresentanti dell’umana intelligencija, di  evitare di ricadere negli stessi errori del […]

  7. […] scritto, indicandone l’ebreo come corresponsabile di ciò che accade in Palestina, mentre le comunità ebraiche e bardati politicanti italioti si stringono attorno a Israele, viene lanciata una campagna. Si […]


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