LA SINISTRA HA TROVATO UN NUOVO PADRONE

Per battere Berlusconi intesa a termine con Montezemolo” questa la sintesi del discorso del piddino Bettini. Dunque finalmente si esce allo scoperto, mettendo da parte la foglia di fico delle primarie. Secondo l’ex braccio sinistro di Veltroni è quindi necessario affidarsi all’ex presidente di Confidustria se si vuole tornare a Palazzo Chigi. Sulla individuazione di Montezemolo quale papa straniero ci siamo espressi più volte, sottolineando che la scelta sarebbe stata prima o poi manifestata. E così è stato. Altro che il Vendola con l’orecchino. Ci si prepara, insomma, anche ad accorciatoie possibili in caso di crisi di governo. Alludiamo alla ricerca di una maggioranza parlamentare, con la benedizione del Colle, attorno alla riforma della legge elettorale. Ciò porterebbe ad un governo tecnico con alla testa il ferrarista e in seconda fila i vari Casini, Veltroni, Fini, Bersani, D’Alema e Rutelli. Si tratterebbe di un vero e proprio golpe bianco in contraddizione di quanto espresso dal voto popolare.

Per Bettini il ferrarista dovrebbe mettere la sua popolarità a disposizione di una battaglia civile e democratica. E invita altresì il partito ad aprirsi “ad un processo di allargamento e di pratica democratica” fondata sulla fiducia e nelle decisioni degli iscritti e dei cittadini. Nel progetto golpista di Bettini e company l’utilizzo di Montezemolo dovrebbe essere part-time tanto per riprendersi Palazzo Chigi. A proposito anche Di Pietro si è detto favorevole all’escamotage dell’utilizzo del ferrarista per battere il Cavaliere, purché ci sia un tempo definito: non più di un anno. Stando al discorso di Bettini il papa straniero dovrebbe compiere una sorta di missione o meglio un atto di servizio, unilaterale, disinteressato e a termine. Insomma mettendo a disposizione la sua esperienza di sfruttatore del lavoro e la sua amicizia con i potentati economici il papa straniero potrebbe far risalire la china all’esercito di disperati del centrosinistra.

Per convincere gli integralisti della sinistra e del centro il braccio destro di Veltroni fa dunque leva sulla possibile vittoria perché solo in questo modo ci potrà essere una risposta affermativa di tutti al progetto. Poi analizza gli scenari possibili. “Se si vota a primavera – spiega Bettini – le esigenze prioritarie cambiano radicalmente”. Dice, in sostanza, che la sfida è voluta espressamente da Silvio per una questione di sopravvivenza politica. E nel tirare per la giacchetta il ferrarista a scendere in campo ne fa una questione di difesa della democrazia, della libertà e della giustizia.

Se questa non è alterazione della verità cos’è? Ci si riempie la bocca di democrazia e di libertà ma questi sono proprio coloro che hanno svenduto il nostro Paese, rendendolo più povero e alla mercé degli speculatori. “Montezemolo – prosegue l’esponente del Pd – non è Berlusconi. Non può fare per tante ragioni un suo partito; tranne diventare uno dei tanti, confondendosi con gli altri. Non può neppure essere il federatore dell’esistente costellazione dei leader già in campo, che hanno rapporti tra di loro assai logorati. La solitudine, che ha rivendicato, è la sua forza”. Non è buffo che l’ex partito comunista per battere Berlusconi si affidi ad un padrone?

da Michele Mendolicchio, RINASCITA

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