LA DEMOCRAZIA COME VIOLENZA

 La demonizzazione è premessa necessaria a ogni sterminio
(Vignetta su National Review Online)

L’arrogante e insensata pretesa dei fautori della democrazia di imporre questa forma di governo a tutti i popoli, a prescindere dalla loro indole, dalla loro storia, dalle loro tradizioni, dalla loro identità, va fermamente respinta. E ben sanno i popoli che ne sono stati vittima, come tale programma di “frullamento” sub-umano sia stato e sia sempre più spesso supportato dai cacciabombardieri e non si fermi neppure davanti alla distruzione di intere città o al massacro di popolazioni civili, come è avvenuto in Iraq solo qualche anno fa. Con il pretesto di liberarla dalla dittatura, la popolazione irakena è stata oggetto da parte dei “democratici” statunitensi di un vero e proprio genocidio, condotto con tonnellate di bombe al fosforo e attacchi chimici.

A Baghdad il regime di Saddam Hussein, severo e feroce quanto si vuole, riusciva comunque a far convivere in pace le diverse fazioni religiose. Abbattuto il suo governo, si è scatenata una guerra civile orrenda che ancora non è terminata e di cui tutto il mondo è stato ed è testimone.

 

Diciamolo ad alta voce: A partire da Socrate, il filosofo ateniese ingiustamente accusato e condannato dai giudici a morire di cicuta nel 399 a.C., e dalle stragi contro i seguaci delle scuole pitagoriche a Crotone e in Calabria nel VI secolo a.C., fino ad arrivare alla rivoluzione francese con le teste mozzate e inalberate sulle picche da una plebe scatenata, alle esecuzioni sulla ghigliottina, alle stragi nelle carceri, agli annegamenti di massa nei fiumi della Francia, per arrivare al lancio delle bombe atomiche su Hiroshima e Nagasaki da parte degli americani con la famigerata Operazione Manhattan nell’agosto del 1945, ai massacri in Germania e in Italia del periodo post-liberazione, e all’attuale guerra in Afghanistan che sta causando decine di migliaia di vittime civili, la storia della democrazia è una lunga storia di crimini e di violenze contro l’umanità. Ricordarlo è necessario al fine di smentire la pretesa superiorità morale dei regimi democratici sugli altri sistemi e sulle altre forme di governo, e le sfacciate accusa di “violenza” ai loro avversari.

da Nicola Cospito
PERCHE’ NON SONO DEMOCRATICO

spiegato ai miei figli e ai miei alunni…

INVITO ALLA LETTURA. Dal libro di Nicola Cospito «PERCHE’ NON SONO DEMOCRATICO spiegato ai miei figli e ai miei alunni…», prefazione di Rutilio Sermonti – edizioni Nuova Impronta: Nicola Cospito non è un insegnante, tra le decine di migliaia di altri di ogni grado registrati nei ruoili di Viale Trastevere. Nicola è un educatore: categoria sparuta e ufficialmente ignorata, ma altamente preziosa, in assoluta disbiosi col balordo contesto generale. Disbiosi tale, che i rari esponenti della stessa devono forse ringraziare tale ufficiale ignoranza se a una qualsiasi oca giuliva, scodellata da un’anticamera di partito per la carica di On. Pallade Atena Pro Tempore della Repubblica, non salti un giorno o l’altro il ghiribizzo di imporre loro la cicuta, come al loro immortale predecessore. Non è vero che democrazia e libertà siano la stessa cosa. La democrazia è solo un sistema politico. Il peggiore. Si può essere per la libertà di tutti i cittadini e non essere democratici. E non è detto che l’alternativa alla democrazia debba essere necessariamente la dittatura. Del resto mentre i dittatori non si possono inventare, la democrazia è essa stessa la dittatura delle lobbies e dei furbi che ingannano il popolo con il suo consenso, variamente estorto. Cospito non è solo. Da Socrate a Platone, da Dante a Machiavelli, da Campanella a Guicciardini, da Sorel a Bardéche, per arrivare all’antiparlamentarismo italiano di Ottocento e Novecento, Cospito è certamente in buona compagnia.

Annunci

5 commenti

  1. […] “scientifica” bisogna contrapporre una ribellione altrettanto lucida e consapevole. Nelle pseudo-democrazie come la nostra, la violenza è un tabù. È vietato non solo praticarla, perché rompe il quadretto […]

  2. […] LA DEMOCRAZIA COME VIOLENZA […]

  3. […] repressioni in Libia, cui il mondo sta assistendo, accrescono le preoccupazioni per la tenuta delle democrazie moderne. Man mano che le manifestazioni popolari vengono represse nel sangue con bombardamenti aerei e con […]

  4. […] repressioni in Libia, cui il mondo sta assistendo, accrescono le preoccupazioni per la tenuta delle democrazie moderne. Man mano che le manifestazioni popolari vengono represse nel sangue con bombardamenti aerei e con […]

  5. […] con la pseudodemocrazia instaurata in Iraq, gli sciiti iracheni, che rappresentano il 62% della popolazione, sono di fatto padroni di gran […]


Comments RSS TrackBack Identifier URI

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

  • RSS QUOTIDIANO RINASCITA

    • Si è verificato un errore; probabilmente il feed non è attivo. Riprovare più tardi.