LE AVVENTURE DI PINOCCHIO: IL DEBITO PUBBLICO

C’era una volta una zoccola di nome Italia, che  faceva il mestiere più antico del mondo. Aveva nominato un burattino di legno e l’aveva chiamato Silvio. “Come sarebbe bello se fosse un politico vero!” sospirò quando finì di contare le schede…

Silvio Berlusconi ha concluso la settimana scorsa ottenendo la fiducia in Parlamento e inaugurando la nuova stagione politica con il comizio finale alla festa del Pdl a Milano, toccando il fondo. Senza colpo ferire, il 29 settembre 2010 nel suo discorso di fiducia e di replica alla Camera dei nominati (consultabile in basso), il capobanda rivolgendosi ai basisti, ha detto: «Come sappiamo, abbiamo ereditato un debito pubblico che si è elevato anche ultimamente, perché con la diminuzione del PIL è aumentato il numeratore. Il debito pubblico, nella sua sostanza, è rimasto quello di prima, o con un aumento limitatissimo, ma il numeratore è aumentato come qualcuno dell’opposizione ha, con verità, ricordato». E poi venne Milano. Al comizio di domenica scorsa, sul palco delle bugie, si è ripetuto. Insomma, il primo presidente del consiglio al mondo che rivolgendosi agli Italiani comunica ripetutamente e a reti unificate  i suoi tormentoni mediatici, sarebbe solo un bugiardo: la realtà è che il debito pubblico ha raggiunto record storici, non soltanto da quando è al governo del BelPaese ma soprattutto durante la sua XVI legislatura

La XVI legislatura della Repubblica Italiana è iniziata il 29 aprile 2008 (G.U n°31 del 6 febbraio 2008) con la riunione della prima seduta della Camera e del Senato, in seguito alle elezioni politiche del 13 e 14 aprile, determinate dallo scioglimento delle Camere avvenuto il 06 febbraio 2008 (G.U n°31 del 6 febbraio 2008).

  • Secondo quanto riportato dal Supplemento del Bollettino statistico n°27 del 11-05-2008 di Bankitalia (scaricabile in basso), il debito pubblico riferito al mese di febbraio 2008 (fine della XV legislatura, governo Romano Prodi) era pari a 1.623,667 miliardi di euro.

 A causa della crisi di governo aperta dal voto di sfiducia in Senato al Governo Prodi II il 24 gennaio 2008 e alla rimissione del mandato esplorativo da parte del presidente del Senato Franco Marini, il Presidente della Repubblica ha sciolto le Camere il 06 febbraio 2008.

  • Secondo quanto riportato dal Supplemento del Bollettino statistico n°35 del 11 giugno 2008 di Bankitalia (scaricabile in basso), il debito pubblico riferito al mese di marzo 2008 era pari a 1.646,727 miliardi di euro.
  • Secondo quanto riportato dal Supplemento del Bollettino statistico n°40 del 11 luglio 2008 di Bankitalia (scaricabile in basso), il debito pubblico riferito al mese di aprile 2008 era pari a 1.661,486 miliardi di euro.

 L’attuale presidente del Consiglio dei ministri, Silvio Berlusconi, è in carica dal 08 maggio 2008.

Secondo quanto riportato dal Supplemento del Bollettino statistico n°47 del 11 agosto 2008 di Bankitalia (scaricabile in basso), il debito pubblico riferito al mese di maggio 2008 era pari a 1.647, 264 miliardi di euro.

DEBITO PUBBLICO 2008: 

  • Febbraio: 1.623,667 miliardi € (Camere sciolte il 06 febbraio)
  • Marzo: 1.646,727 €
  • Aprile: 1.661,486 €
  • Maggio: 1.647,264 miliardi € (Berlusconi in carica dal 08 maggio)
  • Giugno: 1.649,875 €
  • Luglio: 1.654,747 €
  • Agosto: 1.666,875 €
  • Settembre: 1.648,344 €
  • Ottobre: 1.670,206 €
  • Novembre: 1.687.012 €
  • Dicembre: 1.664.204 €

DEBITO PUBBLICO 2009:

  • Gennaio: 1.700,256 €
  • Febbraio: 1.708,060 €
  • Marzo: 1.741,257 €
  • Aprile: 1.750,392 €
  • Maggio: 1.752,188 €
  • Giugno: 1.751,632 €
  • Luglio: 1.753,520 €
  • Agosto: 1.757,534 €
  • Settembre: 1.786,841 €
  • Ottobre: 1.801,635 €
  • Novembre: 1.783,858 €
  • Dicembre: 1.761,191 €

DEBITO PUBBLICO 2010:

  • Gennaio 1.787,846 €
  • Febbraio 1.795,066 €
  • Marzo 1.797,672 €
  • Aprile 1.812,790 €
  • Maggio 1.827,104 €
  • Giugno 1.821,982 €
  • Luglio 1.838,296 miliardi €

 PER CONSULTARE I DATI STATISTICI: CLICCA QUI

Secondo quanto riportato dal Supplemento del Bollettino statistico n°46 del 14 settembre 2010 di Bankitalia (scaricabile in basso), il debito pubblico riferito al mese di maggio 2008 era pari a 1.838,296 miliardi di euro.

 Rileggiamo con attenzione il passaggio di quanto ha dichiarato Silvio Berlusconi il 29 settembre 2010 nel suo discorso alla Camera: «Come sappiamo, abbiamo ereditato un debito pubblico che si è elevato anche ultimamente, perché con la diminuzione del PIL è aumentato il numeratore. Il debito pubblico, nella sua sostanza, è rimasto quello di prima, o con un aumento limitatissimo, ma il numeratore è aumentato come qualcuno dell’opposizione ha, con verità, ricordato».

In conclusione: Silvio Berlusconi (in carica dal 08 maggio 2008) eredita dal governo di Romano Prodi un debito pubblico pari a 1.647,264 miliardi di euro. Nell’ultimo Supplemento del Bollettino statistico n°46 del 14 settembre 2010 di Bankitalia il debito pubblico (riferito al mese di luglio 2010 cioè 26 mesi da quando è in carica) è pari a 1.838.296 miliardi di euro, cioè 191 miliardi e 32 milioni di euro in più del precedente, e secondo lui: «Il debito pubblico, nella sua sostanza, è rimasto quello di prima, o con un aumento limitatissimo…».

Per tre volte in un solo discorso Silvio Berlusconi, il 29 settembre 2010, alla Camera dei nominati ha raccontato una “bugia”. E per tre volte, prima che giungesse il tramonto dello stesso giorno, Silvio Berlusconi è stato smentito. Due volte dal suo stesso governo, la terza dalla Commissione Europea. E’ stato smentito dalle parole ufficiali, cifre alla mano, del ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Altero Matteoli, dal documento di bilancio della Tesoreria di Giulio Tremonti. E dal presidente della Commissione europea José Manuel Barroso che, nello stesso momento, parlava a Bruxelles.

Nel BelPaese dei balocchi, dei bugiardi e degli sciocchi…

Prima bugia:Entro il 2013 sarà completata l’austostrada Salerno-Reggio Calabria”.  Quasi in contemporanea il ministro Altero Matteoli, fa ufficialmente sapere: “La Salerno-Reggio Calabria sarà ultimata al 90 per cento entro il 2014″. Un anno in più e il dieci per cento in meno dei chilometri su cui giura il premier.

Seconda bugia:Entro la legislatura meno tasse per le famiglie, il lavoro e la ricerca”. Nelle stesse ore, il Ministero del Tesoro stampa un documento previsionale sull’economia dove c’è scritto, nero su bianco: “Pressione fiscale nel 2010 pari al 42,8 per cento del Pil, nel 2011 pari al 42,4 per cento, nel 2012 pari al 42,6 per cento”. Cioè pressione fiscale invariata, stesse tasse di prima. E’ un documento ufficiale del governo quello che contraddice Berlusconi.

Terza bugia:Su mia proposta l’Europa ha accettato di considerare come parametro non solo il debito pubblico ma anche quello privato. Questo avvantaggia l’Italia che ha poco debito privato ed evita all’Italia danni e sanzioni”. Stesso pomeriggio, stesso giorno: Barroso esclude che nella revisione del trattato sia stato inserito un nuovo parametro, quello appunto del debito privato e che l’accordo europeo consiste nell’obbligare al rientro i paesi che hanno deficit sopra quota sessanta per cento del Pil. Sempre da previsioni ufficiali del Tesoro, l’Italia ha per il 2010 un debito pubblico pari al 118,5 del Pil, sarà del 118,2 per cento nel 2011, del 117,5 per cento nel 2012, del 115,2 per cento nel 2013. Cifre di governo. Barroso precisa che i governi in queste condizioni, debito sopra il 60 per cento del Pil, saranno obbligato a rientrare in “rate” annuali del 5% dell’eccedenza. Per l’Italia dunque il 5% di circa il 50%, cioè circa 2,5 punti di Pil all’anno. Per l’Italia una quarantina di miliardi, il doppio dell’ultima manovra Tremonti. Quel che l’Italia è riuscita a far introdurre non è un nuovo parametro ma solo la “considerazione” che si terrà nell’applicare le sanzioni della tenuta e solidità complessiva del paese, tra cui appunto il relativamente basso debito privato. Il perchè è ovvio: il debito privato non può pagare quello pubblico, a meno che lo Stato non espropri i patrimoni. Se però c’è poco debito privato, in quel paese si può teoricamente aumentare la tassazione e così pagare il debito pubblico. Domanda: «Ma in Italia si possono alzare le tasse?» Non c’è il parametro nuovo annunciato dal capobanda Silvio Berlusconi al Parlamento dei basisti, c’è la “considerazione” che potrà portare a dilazione o sconto della sanzione, niente di più.

…Quella notte, un ex funzionario comunista folgorato dall’idea che i carri armati sovietici avrebbero potuto portare la pace a Praga e nel mondo, esaudì il suo  desiderio. “Destati, legno inanimato, la Presidenza del Consiglio io ti ho donato!” esclamò Giorgio Napolitano toccandolo con la bacchetta magica. “Silvio, dimostrati prescritto, legittimamente impedito e puttaniere disse il Presidente della Repvbblica dei balocchi, “e un giorno sarai un politico vero!” Poi, rivolto al sottosegretario parlante Gianni Letta: “Io ti nomino guida e consigliere di Silvio,” aggiunse prima di svanire tra mille decreti urgenti da firmare. Figurarsi la gioia dell’Italia  quando scoprì che il suo omettino di legno poteva muoversi e parlare! La mattina dopo lo mandò in Parlamento: Addio presidente, finisci la legislatura a colpi di fiducia e non farti processare!”

la farsa continua…

Il discorso di replica di Silvio Berlusconi alla Camera dei deputati
29 settembre 2010

Signor Presidente, signori deputati,

ho seguito con attenzione i numerosi interventi e ringrazio tutti i deputati che hanno portato un contributo costruttivo, di cui certamente faremo tesoro. Ho ascoltato, ovviamente, anche le critiche provenienti dall’opposizione e devo dire che mi sono sembrate ispirate dalla volontà di negare, sempre e comunque, quanto di positivo è stato fatto, perfino quando l’azione positiva del nostro Governo è stata riconosciuta da organismi internazionali e certamente super partes come il Fondo monetario internazionale, l’OCSE, la Banca centrale europea e la Commissione dell’Unione europea.

Si tratta di giudizi agli atti che hanno costantemente promosso le manovre con cui il Governo italiano ha gestito i vari momenti della lunga crisi economica, consentendo all’Italia di mettere alle spalle il picco negativo di questa crisi in condizioni migliori di quasi tutti gli altri Paesi europei e soprattutto, aggiungo, di quei Paesi che sono stati costretti a immettere enormi quantità di denaro pubblico nel settore bancario per evitarne il tracollo, con un forte aumento del debito pubblico. Questo non è certamente un merito del nostro Governo. Per fortuna, le nostre famiglie italiane, che posseggono per l’85 per cento la proprietà della casa, hanno la propensione al risparmio e questo fattore ha dato, alle nostre banche e al nostro sistema bancario, una solidità superiore a quella di tutti gli altri sistemi bancari europei.

Come già affermato questa mattina, il nostro Governo ha saputo evitare l’errore di contrastare la crisi aumentando in deficit la spesa pubblica, nell’illusione che l’aumento della domanda potesse far ripartire l’economia. Ciò è confermato da numerosi dati, compresi quelli più recenti sul debito aggregato dei Paesi europei. Si tratta di un indicatore di affidabilità e di solidità economica nuovo e proprio io, in qualità di Presidente del Consiglio italiano, nella penultima riunione del Consiglio dei Capi di Stato e di Governo, ho insistito per introdurlo come modifica nel Trattato di Maastricht. È stato accettato e, pertanto, nel valutare un sistema economico non si guarderà soltanto al debito pubblico. Come sappiamo, abbiamo ereditato un debito pubblico che si è elevato anche ultimamente, perché con la diminuzione del PIL è aumentato il numeratore. Il debito pubblico, nella sua sostanza, è rimasto quello di prima, o con un aumento limitatissimo, ma il numeratore è aumentato come qualcuno dell’opposizione ha, con verità, ricordato.

Pertanto, al debito pubblico si dovrà aggregare anche il debito-risparmio dei privati. Poiché abbiamo la fortuna di avere magari uno Stato indebitato ma delle famiglie che sono in gran parte benestanti, a seguito di questa operazione risultiamo addirittura davanti a Paesi come la Gran Bretagna, la Francia, la Svezia e siamo secondi, in Europa, soltanto alla Germania. Questo è molto importante perché se avessimo continuato ad avere, come metodo di giudizio sul nostro Paese, soltanto il debito pubblico saremmo incorsi in pesanti sanzioni da parte dell’Europa.

Tutto quello che ho affermato comporta che, nonostante la forte tempesta economica, abbiamo saputo tenere dritta la barra e abbiamo saputo mettere in sicurezza i conti pubblici, garantendo la coesione sociale in una fase di difficoltà per l’occupazione. Tutto questo, voglio sottolinearlo ancora una volta, è avvenuto senza mettere mai, neppure una volta, le mani nelle tasche degli italiani. Fra le numerose critiche ispirate dal pregiudizio mi ha colpito quella sul finanziamento futuro degli ammortizzatori sociali, tesa a presentare l’immagine falsa di un Governo che promette senza mantenere la parola.

Quella critica è del tutto infondata, in quanto nel piano triennale predisposto dal Ministro del Welfare, Sacconi, è chiaramente indicato con estrema puntualità come saranno rifinanziati gli ammortizzatori nei prossimi tre anni. A differenza dei Governi del passato, soprattutto di quelli egemonizzati dalla sinistra, lo ripeto, mantenere le promesse è per noi una questione morale. Questa è la nuova etica che abbiamo portato in politica (Applausi dei deputati dei gruppi Popolo della Libertà, Lega Nord Padania e Misto-Noi Sud Libertà e Autonomia – Partito Liberale Italiano). Quindi, la crisi economica (anche qui mi si fanno dire cose che non ho mai detto) non è completamente superata: ne stiamo venendo fuori, il picco è alle nostre spalle.

Guardate, non dovreste nemmeno voi essere contenti del sistema e dovremmo tutti essere scontenti del sistema ormai generale della stampa italiana di vedere riportate tra virgolette delle frasi che non si sono mai pronunciate e tanto meno pensate. Ho detto che il modo migliore per venirne fuori, per mandare avanti la nave Italia, è che tutti remino nella stessa direzione, non solo le imprese, ma anche le forze sociali e in questi due anni, voglio ricordarlo, il Governo ha sempre consultato le forze sociali in ogni occasione, senza alcun pregiudizio verso qualcuna di loro Non abbiamo mai fatto discriminazioni, mentre si sono verificate delle autoesclusioni a volte, da un confronto che ha consentito risultati largamente positivi, non solo sul piano dei rinnovi contrattuali, ma anche su quello delle riforme, a cominciare dalla riforma delle pensioni che è stata condotta in porto senza neppure un’ora di sciopero ed è considerata tra le migliori, se non la migliore riforma in assoluto, in Europa Ci è stato rimproverato anche di aver dimenticato l’emergenza della disoccupazione giovanile, invece abbiamo ben presente il problema. Il Governo ha già lavorato su questo fronte con gli ammortizzatori sociali per i contratti atipici e con le iniziative di sostegno alle nuove imprese.

Ci prepariamo ad affrontare il problema in autunno con un pacchetto di nuove iniziative che concretizzeranno i precisi impegni assunti nel programma, come ad esempio l’introduzione del prestito d’onore Ma nei prossimi tre anni intendiamo dare seguito anche agli altri obiettivi del programma per i giovani come la tassazione agevolata per le imprese giovanili di nuova costituzione, come l’introduzione del credito di imposta per le imprese che trasformano contratti temporanei in contratti a tempo indeterminato Come la piena totalizzazione dei periodi contributivi per garantire ai giovani di oggi una pensione più giusta domani.

Per quanto riguarda l’andamento dell’economia, di mese in mese le statistiche sono in costante miglioramento. Fino a pochi mesi fa si prevedeva per l’Italia una ripresa dello «zero virgola», ma questa mattina il Consiglio dei Ministri ha esaminato la cosiddetta decisione di finanza pubblica che stima una crescita dell’1,2 per cento per il 2010 e dell’1,3 per il 2011 È vero, si tratta di una crescita inferiore a quella tedesca e a quella di altri Paesi, ma questo dipende da alcuni fatti: in quei Paesi nessuno si è mai sognato di bloccare per trent’anni la costruzione di nuove autostrade, né di impedire la costruzione di centrali nucleari come purtroppo è accaduto in Italia ad opera dei partiti ispirati dall’ideologia ambientalista Inoltre, nessuno ha consegnato agli attuali Governi di quei Paesi un debito pubblico che è, come il nostro, più del doppio di quello di quei Paesi e per il cui servizio per gli interessi passivi paghiamo delle somme pari al 5 per cento del PIL, tutte somme che avremmo potuto destinare alla realizzazione di infrastrutture Nella seconda metà della legislatura intendiamo andare oltre l’emergenza e la crisi e sviluppare nel senso di radicali e profonde riforme le premesse che abbiamo consolidato in questi primi due anni e mezzo. Noi siamo convinti che il Paese non ha solo bisogno di menagement, ossia il “Governo del fare”…ma anche di visione, di concordia, di ottimismo, di slancio nel perseguimento di obiettivi ambiziosi di crescita economica e civile come vuole tutta l’Italia mentre si accinge a celebrare i centocinquanta anni della sua unità.

Onorevoli colleghi, sono certo che nessuno della nostra maggioranza verrà meno all’impegno d’onore assunto con gli elettori al momento del voto, impegno che verrà ribadito oggi con il voto di fiducia. Mi aspettavo e mi aspetto ancora, invece, qualcosa di più dall’opposizione Un grande partito di centro come l’Unione di Centro, un grande partito di sinistra democratica come il Partito Democratico hanno – secondo me – il dovere politico e morale di dare una risposta all’altezza della gravità e dell’importanza del momento Se non lo faranno, se continueranno a limitarsi agli slogan, ai tatticismi, ai sarcasmi magari gratuiti ed infondati, se insomma faranno prevalere ancora una volta la tattica e non la responsabilità nazionale verranno meno al grande compito di un’opposizione democratica Mi auguro che non sia così. Mi auguro ancora di sentire nelle dichiarazioni di voto le parole alte che il Paese, non il Governo, si attende. Ringrazio anche quei parlamentari moderati che hanno avuto sensibilità ed attenzione per le mie parole scegliendo di privilegiare la stabilità e le riforme per il bene dell’Italia Vorrei dare anche una risposta decisa alle accuse che ci sono venute di compravendita di parlamentari Il Presidente del Consiglio si è permesso di telefonare ad una parlamentare che dalle fila del Popolo della Libertà è passata all’Unione di Centro, la parlamentare non ha risposto perché era in partenza per la Russia in missione con altri parlamentari, il Presidente del Consiglio non ha reiterato la telefonata.

All’interno dell’Unione di Centro si è determinata una scissione di alcuni parlamentari che non si sono riconosciuti nella linea di quel partito. Quei parlamentari si sono recati tempo fa da un notaio, hanno costituito un nuovo partito, il Presidente del Consiglio è stato portato a conoscenza di questo accadimento soltanto qualche giorno fa e questi parlamentari, se daranno il loro voto oggi, non hanno chiesto e non avranno nessun premio né di sottosegretari né di altro È veramente paradossale che quando qualcuno dei parlamentari, e sono tanti, eletti nelle fila del Popolo della Libertà passi in altri partiti questo sia eticamente valido ed anche esteticamente plaudibile, e invece quando qualche altro parlamentare, anche con la coscienza di vedere la situazione del Paese, decide di votare per il Governo questo si voglia vendere come calcio mercato, come compravendita di parlamentari. È veramente una cosa inaccettabile e paradossale Noi non ci siamo mai fermati. Personalmente il Presidente del Consiglio ha lavorato anche per il carico di lavoro che aveva per il suo interim al Ministero dello sviluppo economico tutto il mese di agosto, esaminando decine di crisi aziendali, intervenendo per la soluzione di queste crisi, firmando più di trecento decisioni del Ministero dello sviluppo economico Noi non ci siamo mai fermati, ma sappiamo bene che da oggi dovremo completare tutte le riforme con il concorso di tutti i parlamentari responsabili e di tutti coloro – e li ringrazio – che, in qualunque schieramento eletti, metteranno l’interesse del Paese davanti all’interesse di una fazione.

Abbiamo molto da fare per completare le tante cose che abbiamo già fatto. Con l’aiuto e la collaborazione del Parlamento, con l’impegno di tutti i ministri e di tutti i sottosegretari, che ringrazio per il loro impegno, sono certo che ce la faremo. Per l’Italia si può aprire una grande stagione di crescita e di riforme nella sicurezza e nella libertà. È nell’interesse del Paese, quindi, che sono oggi opportune una franchezza e una limpidità assolute: o un sì o un no. È, pertanto, a nome del Governo che pongo la questione di fiducia sull’approvazione delle identiche risoluzioni.

Supplemento del Bollettino statistico n°27 del 11-05-2008

Supplemento del Bollettino statistico n°35 del 11-06-2008

Supplemento del Bollettino statistico n°40 del 11 luglio 2008

Supplemento del Bollettino statistico n°47 del 11 agosto 2008

Supplemento del Bollettino statistico n°46 del 14 settembre 2010

Chi legge la mano, chi regna sovrano, chi suda, chi lotta, chi mangia una volta, chi gli manca la casa, chi vive da solo, chi prende assai poco, chi gioca col fuoco, chi vive in Calabria, chi vive d’amore, chi ha fatto la guerra, chi prende i sessanta, chi arriva agli ottanta, chi muore al lavoro. Ma il cielo è sempre più blu…

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4 commenti

  1. […] permanente salvo poi paraculeggiare con tutti; futuro premio Nobel che sconfiggerà il cancro; pifferaiomagico e parolaio di Apicella, era stato colto in flagrante (non dalla Guardia di Finanza) per aver […]

  2. […] a parte aver sfoggiato ripetutamente i suoi tormentoni mediatici, dal palco delle menzogne ha ripetuto le stesse bugie. Sì, parlo di te, povero pinocchio, di te che sei cosi dolce di sale, da credere che i denari si […]

  3. […] capobanda Silvio Berlusconi, 29 settembre 2010, nel suo discorso di fiducia e di replica alla Camera dei nominati rivolgendosi […]

  4. […] 37mila terremotati abbruzzesi con tanto di elettrodomestici nuovi e lenzuola firmate, azzerare il debito pubblico, eliminare il bollo auto, aumentare gli stipendi, ridurre le tasse, sconfiggere il cancro, comprare […]


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