FIGLI DI UNA GERMANIA MINORE

Lettere al blog. Giriamo ai lettori del blog la mail di R.U da Verona, che scrive: «Wir sind ein volk! Oggi i tedeschi celebrano il Deutsche Wiedervereinigung, i 20 anni della riunificazione. Da allora l’unione politica dei due Stati sorti al tavolo del banchetto geopolitico di Yalta è stata pagata a caro prezzo, con l’abbandono del marco: “nostro orgoglio nazionale” come lo definì l’ex cancelliere Helmut Kohl, rivolgendosi ai suoi connazionali dell’Est pochi mesi prima che venisse ratificata la riunificazione. “Nessuno starà peggio di prima, ma molti staranno meglio”, annunciò solennemente recandosi al primo incontro in visita di stato dal leader dell’allora Germania est Erich Honecker, nel 1987. La Germania fu ufficialmente riunificata il 3 ottobre 1990. Mentre il governo federale si prepara a festeggiare il ventesimo anniversario della riunificazione, celebrando il progresso economico della Germania, dietro questa facciata però si nasconde una realtà più complessa, caratterizzata da disoccupazione, stipendi più bassi di quelli dell’Ovest e una forte emorragia di giovani, che emigrano all’Ovest o all’estero».

Questa situazione catastrofica dei tedeschi dell’Est non ha impedito ai tedeschi capitalisti dell’Ovest di presentarli come serbatoi dei nuovi immensi mercati da sfruttare, dal momento che erano stati “liberati” completamente del giogo del socialismo. A tale scopo bisognava sviluppare un’economia moderna che, in più, avesse la virtù di riempire per decenni i taccuini delle commesse delle imprese occidentali. La realtà è stata tutt’altra: c’era sicuramente molto da costruire, ma nessuno da pagare. La Germania Federale “esportò” il proprio sistema di valori e il proprio modello economico nella Germania dell’Est, ma l’acquisita “libertà” non portò con sé un miglioramento delle condizioni di vita per i cittadini dell’ex DDR: la nostalgia per il modello politico e sociale precedente si diffuse perciò in gran parte della popolazione come le obsolete Trabant, oggi divenute veri pezzi da collezione per gli appassionati di auto.

L’atteso boom dell’Est, dunque, non c’è stato. Anzi, le difficoltà economiche che appaiono vengono messe in conto, senza alcuno scrupolo, alla necessaria assimilazione di giovani “rastrellati” all’Est arretrato del vecchio blocco socialista. E’ così anche per l’inflazione “unica” che è diventata difficilmente governabile.

La nuova configurazione del tessuto nazionale, con l’integrazione completa dell’Est, non ha cambiato nulla alle leggi che oggi hanno retto l’avido capitalismo. In particolare, l’indebitamento precedente dell’Est ha continuato ad occupare sempre di più un posto imbarazzante nel finanziamento dell’economia “riunificata”, rendendola sempre più fragile di fronte alla minima destabilizzazione. Le illusioni, ancora persistenti svaniscono velocemente di fronte alla dura realtà economica del suo sistema che per un pò di tempo ha funzionato, moltiplicando le promesse future sul corso di un legame che non ha più nessun senso ragionevole con la realtà. Fin troppo ingeneroso sarebbe affermare la “nuova economia” ha invaso la vecchia, e questa la ha trascinata nella sua caduta.

Il capitalismo ha orrore del vuoto, soprattutto nel suo portafoglio, e quando l’economia è incapace di offrire profitti sempre maggiori per rispondere ai bisogni insaziabili del capitale, quando non esiste più niente di redditizio, si inventa di sana pianta un nuovo mercato. E’ su questi mucchi di cadaveri che la Germania “riunificata” potrà (ri)costituire il suo impero per imporre l’ordine economico e sociale a tutti gli Stati membri dell’Unione schiavi degli usurai di Strasburgo, caduti uno alla volta sotto il loro esclusivo dominio. Ho letto sul vostro ottimo blog un post in cui c’è scritto testualmente: «Con ogni probabilità, l’esito finale di questa crisi sarà l’uscita della Germania dall’euro, è solo una questione di tempo». La scena europea non tarderà a confermare questa analisi. Dem deutscher volk!

da R.U, Verona

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2 commenti

  1. Complimenti per gli ottimi articoli su questo blog.
    In alto i cuori.

  2. hi!This was a really brilliant blog!
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