WELCOME TO KANDAHAR

Digiamolo subito. Conclusa la farsa elettorale delle narcoelezioni afghane per il rinnovo della Camera bassa del parlamento di Kabul, sponsorizzata dalle potenze imperialiste occupanti per riaccreditare il fantoccio Karzai e il suo governo corrotto, le forze d’occupazione della Nato gentilmente affiancate e precedute dagli ascari afghani, da qualche giorno hanno avviato la più grande offensiva militare (30.000 soldati) nel quadro dell’operazione Dragon Strike, seconda fase della “missione umanitaria di pace” lanciata in primavera. Obiettivo: conquistare in due mesi la città di Kandahar, ritenuta cruciale per il buon esito della strategia americana, in vista del graduale ritiro delle truppe che dovrebbe mettere fine a 9 anni di conflitto. Già annunciata e rimandata per mesi, nella regione meridionale di Kandahar l’aviazione dello zio Sam non ha perso tempo iniziando a massacrare vittime civili, tra cui numerose donne e bambini. Diversi soldati americani sono già stati uccisi, alcuni colpiti dal fuoco nemico, altri saltati in aria sulle trappole esplosive. Ma è solo l’inizio. Negli ultimi mesi e dopo 9 anni di guerra, le violenze hanno subito ancora un’impennata. L’Italietta colonia, nell’alleanza imperialista atlantica, serve il padrone amerikano in questa guerra da oltre 6 e piange i suoi 30 morti. Chissà se il collezionista di soldatini Ignazio Benito Maria Larussa è stato avvisato dai padroni di Washington che ora siamo, al di la del fatto etico, in guerra! Lo eravamo anche prima, e già dal primo giorno che abbiamo messo piede in Afghanistan, sperando da umili servitori di partecipare (come è nostra abitudine fare) alla spartizione finale del banchetto di guerra. L’Italia è in guerra. Per conto d’altri ma è in guerra. Dopo oltre 6 anni di guerra presentata come “missione umanitaria di pace”, il vero volto dell’occupazione militare dell’Afghanistan sta lentamente emergendo dietro la maschera della propaganda. Non resta quindi che rassegnarsi all’idea di contare i morti e non c’è da stupirsi che i ribelli afghani considerino i soldati italiani, americani o invasori un bersaglio della loro resistenza. Un target, come amano definirli analisti e commentatori vari. Una missione di pace che continuerà…

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1 commento

  1. […] hanno avviato la più grande offensiva militare (30.000 soldati) nel quadro dell’operazione Dragon Strike. Obiettivo: conquistare in due mesi la città di Kandahar, ritenuta cruciale per il buon esito […]


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