ITALIANI! UN VIDEO VI SEPPELLIRA’…

«Rivolgo il mio pensiero a quanti sono caduti nel nome d’Italia e il mio saluto a tutti gli Italiani. Qualunque sorte attenda il nostro Paese, esso potrà sempre contare su di me come sul più devoto dei suoi figli». Terminava così l’ultimo messaggio di Umberto II che, ricevuti gli onori militari, partì per il Portogallo il 13 giugno 1946 dall’aereoporto romano di Ciampino, dopo aver indirizzato il messaggio d’addio al Popolo italiano. La Repubblica Italiana nacque il 18 giugno 1946 a seguito dei risultati del referendum istituzionale del 2 giugno precedente, indetto per determinare la forma dello Stato, eleggendo i componenti dell’Assemblea costituente che doveva redigere la nuova Carta costituzionale. E venne la Repubblica. Alla Repubblica si moltiplicarono i Partiti che cessarono di considerarsi uguali occupando, chi più chi meno, i gangli dell’amministrazione pubblica con l’inevitabile corollario di corruzione, nepotismo e inefficienza. Per anni il sistema ha funzionato a meraviglia: riservatezza assoluta e soldi a palate per tutti. Ai Partiti seguì la Costituzione e, infine, la democratica Costituzione farcita da 139 articoli divenne inserto satirico della Repubblica. La “porcata elettorale” vigente ha consegnato alla Repubblica il Parlamento dei nominati e dei condannati.

Non basterebbe una biblioteca grande come quella vaticana per elencare tutti i procedimenti a carico degli onorevoli condannati in via definitiva, in corso o destinatari di sentenza di patteggiamento irrevocabile degli inquilini della Repubblica coloniale italiota. Ma come spesso accade nel BelPaese delle leggine vergogna, l’immunità parlamentare e Santa Prescrizione calano presto sul siparietto. Ed a chiusura di una delle pagine più ridicole e tragicomiche della storia di questa sciagurata Repubblica: il mezzanino monegasco di rue Princesse Charlotte, 14. Sul sito web di Generazione Italia ci tenevano a precisarlo: «Il video con la dichiarazione del presidente Fini, sarà disponibile dalle ore 19 italiane».

Alla vigilia del settantaquattresimo compleanno del Capobanda, (loggia massonica P2 – 26 gennaio 1978, tessera 1816, codice E 19.78, gruppo 17, fascicolo 0625), i basisti hanno fissato per mercoledì 29 settembre, alle 11, il suo discorso alla Camera dei deputati. In quell’occasione, il pifferaiomagico presenterà i 5 punti del programma per il rilancio dell’azione di governo. Miniprogramma su cui il governo non ha ancora deciso se porrà o meno l’ennesima fiducia. Nel frattempo, dopo tutte le polemiche che hanno preceduto la vigilia del GF-day, un videomessaggio scuote le coscienze della vergine informazione italiota. Di strade l’ex numero uno di via della Scrofa, Gianfranco Fini, ne ha imboccate tante, forse anche quella di rue Princesse Charlotte 14, ma non è mai riuscito a terminare il percorso con risultati positivi.

Giancarlo Tulliani è il proprietario della casa di Montecarlo? Ammetiamolo: non sono dubbi da poco. Se lo domandano precari, cassintegrati, pensionati, giovani coppie, famiglie monoreddito con mutuo a carico e, soprattutto chi un monolocale non potrà permetterselo perchè non avrà mai un lavoro. E poi, perchè, nonostante ogni malevola evidenza, Gianfranco Fini dovrebbe essere stato proprietario di un mezzanino di 50mq da ristrutturare a Montecarlo?

Ci sono parecchie teorie a riguardo; secondo una delle più suggestive, non solo non sarebbe mai stato proprietario fin dal generoso lascito della nobildonna, ma vivrebbe in un blindato anfibio preso in affitto a canone sociale dall’ex camerata e collezionista di soldatini Ignazio Benito Maria La Russa.

Si nasconderebbe nel Principato, sott’acqua, assieme al suo tesoro per sfuggire all’inseguimento degli invidiosi, in particolare quel maramaldo di Vittorio Feltri, che sognerebbe di sbatterlo in prima pagina come una cernia ferita per un epocale frittura di cazzate. Si dice che in qualche cassetto giaccia un dossier esplosivo che dimostrerebbe come i mezzanini alienati a società offshore appartenessero a suo cognato o al suo bisnonno fascista. Vittorio Feltri sarebbe pronto a pubblicarlo in prima pagina, se solo Giancarlo Tulliani saltasse fuori. Nel frattempo è saltato fuori Gianfranco Fini che, senza più nascondersi o nicchiare, sanguinante è andato all’assalto gridando: VIVA L’ITALIA! Tranquilli la pacchia continua. 

Ma ora chi lo racconta a questi spendaccioni…

  

[Video YouTuba da UOMOdellaSINISTRA]

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4 commenti

  1. […] Vai alla fonte Condividi questo post: […]

  2. […] i weekend a spese dei contribuenti. Mentre il governo è assente, impegnato a litigare sulla casa monegasca di Gianfranco Fini, per compensare, Brunetta e la Marcegaglia, sparano slogan popolari […]

  3. […] soli 180 metri quadri con vista su un rudere (il Colosseo); Il presidente della Camera dei nominati Gianfranco Fini non sa se l’appartamentino monegasco da 70 metri quadri di rue Princesse Charlotte 14, […]

  4. […] soli 40.000 euro; i titoloni per 55 metri quadri a Montecarlo attribuiti al congnato del tartufo Gianfranco Fini, e non dobbiamo sapere da chi il Presidente del Consiglio dei Ministri, Silvio Berlusconi, (ex […]


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