FARSA AFGHANA E TRAGEDIA DI PACE ITALIOTA

Mentre lo scenario della farsa elettorale afghana per il rinnovo della Camera bassa del parlamento di Kabul, sponsorizzata dalle potenze imperialiste occupanti per riaccreditare il fantoccio Karzai e il suo governo corrotto si animava  con il rapimento di due candidati e 18 altre persone alla vigilia delle narcoelezioni previste per oggi, l’incubo degli attentati torna all’attenzione e provoca un nuovo lutto che cade alla vigilia di una giornata considerata “cruciale” (questo è il termine usato dalla maggior parte dell’informazione addomesticata). Il voto per le elezioni, quindi, caratterizzato da una quantità di incidenti in tutto l’Afghanistan miete purtroppo una nuova vittima nella provincia di Farah, il tenente Alessandro Romani, 36 anni, romano, ufficiale del 9/o reggimento d’assalto paracadutisti Col Moschin della Folgore.

In trepidante attesa dei risultati finali delle elezioni legislative afghane (paragonabili al televoto del Grande Fratello), iniziano a fioccare le “denunce di brogli” (il paragone con le elezioni italiane è però evitato tra i media nostrani…), e le frodi organizzate dai candidati (criminali di guerra in servizio permanente e trafficanti di droga incalliti, per lo più fotocopia dei candidati uscenti) grazie alla complicità dell’apparato statale afghano e dei suoi rappresentanti governativi non fanno neanche più notizia. I reclami, a migliaia, sul tavolo della Commissione sono carta straccia.

Ieri però è stato ucciso il trentesimo soldato italiano. Il tenente Alessandro Romani, 36 anni, originiario della capitale, ufficiale della Folgore ha perso la vita dopo essere stato ferito da colpi di kalashnikov durante un blitz per catturare quattro “insorti” (altro termine politicamente corretto usato dalla maggior parte dell’informazione addomesticata) che, poco prima, avevano piazzato una bomba lungo una strada, nella provincia di Farah. Ferito un altro italiano. Per onorare la memoria del militare romano il Campidoglio ha proclamato per lunedì il lutto cittadino. A Roma, informa il Comune, le bandiere saranno a mezz’asta a partire dalle 15:30, orario di inizio dei funerali.

Quel che è certo è che le elezioni di oggi vengono sapientemente dipinte dall’informazione nostrana come quel “grande successo” definito dal premio Nobel per la pace orwelliana Barack Obama, dall’Onu, dalla Nato e dai paesi colonia armigeri dell’invasione atlantica fra i quali l’Italia. Le elezioni in Afghanistan saranno “un successo nonostante gli sforzi dei talebani di far deragliare il processo elettorale”, afferma uno tra i più genuflessi e noti quotidiani di disinformazione di massa italiota, ingrassato a colpi di finanziamenti pubblici dal Dipartimento per l’informazione e l’editoria. Una definizione ripetuta a pappagallo dal fantoccio Karzai, dai pappagalli del BelPaese e dalla rimanente casta dei giornali foraggiata, in tempo di crisi, con i contributi erogati alla stampa.

CORDOGLIO POLITICO – «Ho appreso con dolore la notizia della morte del Tenente Alessandro Romani, colpito in uno scontro a fuoco in Afghanistan. A lui va il mio profondo ringraziamento e alla sua famiglia il mio più sentito cordoglio», ha detto in una nota il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi. Tra i tanti politici ed esponenti del governo della Repubblica coloniale italiota che, oltre a Berlusconi, hanno inviato messaggi di cordoglio per la morte del tenente Romani, il ministro della Difesa Ignazio Benito Maria La Russa che ha inviato un telegramma ai genitori del militare deceduto: «In questo dolorosissimo momento partecipo con profonda commozione, unitamente a tutto il personale delle Forze Armate, alla perdita di Alessandro, generosamente impegnato in una missione di grande valore umanitario. Il suo ricordo rimarrà per sempre nella memoria di chi crede nella pace e nella solidarietà fra i popoli. Voglia accogliere l’espressione delle più sentite condoglianze». Il presidente della Camera Gianfranco Fini, che esprime «Un sentimento di profonda gratitudine ai nostri soldati nell’area», e il ministro (inutile) degli Esteri Franco Frattini, per il quale «L’Italia paga oggi un ulteriore, doloroso tributo di sangue in un teatro di vitale importanza strategica».

Nella serata di venerdì 17 settembre è stato segnalato un altro attacco contro il contingente italiano. Un razzo è caduto all’interno del perimetro della base italiana di Shindand, a sud di Herat, senza provocare danni. «Abbiamo sentito un’esplosione» ha spiegato ai giornalisti il colonnello Giulio Armando Lucia, comandante della Task Force Centre. Il razzo, la cui esplosione è stata preceduta da una scia, è caduto all’estremità della base multinazionale, all’interno della quale si trova la Base operativa avanzata (Fob) Shaft italiana. Nella struttura è di stanza la Task Force Centre del Regional Command West  di Herat, a guida italiana.

APERTA UN’INCHIESTA – Con grande effetto scenico, affinchè la tragedia di pace italiota in salsa afghana sia completa, sull’accaduto la Procura di Roma ha pensato bene di sperperare ulteriori contributi pubblici, aprendo un fascicolo contro ignoti per il reato di attentato con finalità di terrorismo, come riferito da fonti giudiziarie. Le indagini sono state affidate al Ros (il Raggruppamento operativo speciale dei carabinieri).

La guerra è pace…
La libertà è schiavitù…
L’ignoranza è forza…

Art. 11, periodico politichese e di attualità allegato all’inserto satirico della Repvbblica Italiana: L’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali; consente, in condizioni di parità con gli altri Stati, alle limitazioni di sovranità necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le Nazioni; promuove e favorisce le organizzazioni internazionali rivolte a tale scopo.

L’invasione continua…

28 luglio 2010: vittime di un attentato compiuto con un ordigno artigianale (IED), piazzato lungo la strada che stavano percorrendo con un blindato a 8 chilometri a sud di Herat, nel distretto di Injil il sottotenente Mauro Gigli, in forza al 32° Reggimento Genio Guastatori Alpini “Torino” ed il Caporale maggiore capo scelto Pierdavide De Cillis, in forza al 21º Reggimento Genio Guastatori.

25 luglio 2010: muore, suicida, un militare italiano. Si sarebbe sparato un colpo d’arma da fuoco all’interno del suo ufficio, a Kabul. Poche le informazioni sull’accaduto che filtrano dallo Stato Maggiore della Difesa, che non ha diffuso il nome della vittima, pur avendo avvertito la famiglia. Non si conoscono allo stato le ragioni che hanno indotto il militare italiano a togliersi la vita: sull’episodio sono in corso accertamenti da parte dei carabinieri della polizia militare.

23 giugno 2010: muore a Shindand, nell’ovest dell’Afghanistan, il caporal maggiore scelto Francesco Saverio Positano. Il militare ha perso l’equilibrio ed è caduto da un mezzo blindato, riportando un forte trauma cranico. Apparteneva al 32esimo Reggimento Genio, della Brigata Alpina Taurinense.

17 maggio 2010: un veicolo blindato salta in aria per l’esplosione di un ordigno nella provincia di Herat. Muoiono il sergente Massimiliano Ramadù, 33 anni, e il caporal maggiore Luigi Pascazio, 25 anni. Le vittime appartenevano al 32.esimo reggimento Genio della brigata Taurinense.

26 febbraio 2010: viene ucciso Pietro Antonio Colazzo, un funzionario della Aise, l’Agenzia di informazione e sicurezza esterna, nel corso di un attentato suicida compiuto dai talebani a Kabul contro due ‘guest house’.

15 ottobre 2009: un militare del Quarto Reggimento alpini paracadutisti muore in un incidente stradale avvenuto sulla strada che unisce Herat a Shindad.

17 settembre 2009: sei militari muoiono in un attentato suicida a Kabul, rivendicato dai talebani. Le vittime, del 186esimo Reggimento Paracadutisti Folgore di stanza a Kabul, sono Antonio Fortunato, Matteo Mureddu, Davide Ricchiuto, Massimiliano Randino, Roberto Valente e Gian Domenico Pistonami.

14 luglio 2009: muore, in un attentato a 50 chilometri da Farah, il caporalmaggiore Alessandro Di Lisio, 25 anni. Paracadutista dell’Ottavo Genio Guastatori della Folgore, faceva parte di un team specializzato nella bonifica delle strade.

15 gennaio 2009: il maresciallo dell’Aeronautica Arnaldo Forcucci  muore per un arresto  cardiocircolatorio. muore per un malore a Herat il caporalmaggiore Alessandro Caroppo, 23 anni, dell’Ottavo reggimento bersaglieri di Caserta.

21 settembre 2008: muore per un malore a Herat il caporalmaggiore Alessandro Caroppo, 23 anni, dell’Ottavo reggimento bersaglieri di Caserta.

13 febbraio 2008: muore in un attacco il maresciallo Giovanni Pezzulo, 44 anni, del Cimic Group South di Motta di Livenza. L’attentato avviene a una sessantina di chilometri da Kabul, nella valle di Uzeebin, mentre i militari italiani sono impegnati in attività di distribuzione di viveri e vestiario alla popolazione della zona. Rimane ferito il maresciallo Enrico Mercuri.

24 novembre 2007: muore in un attentato suicida nei pressi di Kabul il maresciallo capo Daniele Paladini, 35 anni. Altri tre militari rimangono feriti.

4 ottobre 2007: muore al Policlinico militare del Celio l’agente del Sismi Lorenzo D’Auria. Il militare era stato gravemente ferito il 24 settembre 2007 durante un’operazione delle forze speciali britanniche per cercare di liberarlo. Due giorni prima, D’Auria era stato sequestrato assieme a un altro sottufficiale del servizio di sicurezza militare e a un collaboratore afgano.

20 settembre 2006: muore in un incidente stradale, a sud di Kabul, il caporalmaggiore Giuseppe Orlando, 28 anni. Faceva parte della 22/a compagnia del Secondo Reggimento alpini di Cuneo.

26 settembre 2006: perdono la vita i caporalmaggiori Giorgio Langella, 31 anni, e Vincenzo Cardella, in seguito all’esplosione di un ordigno lasciato lungo una strada nei pressi di Kabul. I due militari appartenevano alla 21esima compagnia del Secondo Reggimento alpini di Cuneo.

2 luglio 2006: il tenente colonnello Carlo Liguori, 41 anni è stroncato da un attacco cardiaco ad Herat.

5 maggio 2006: in seguito all’esplosione di un ordigno lasciato lungo una strada nei pressi di Kabul, muoiono il tenente Manuel Fiorito, 27 anni, e il maresciallo Luca Polsinelli, 29 anni, entrambi del Secondo Reggimento Alpini. I due soldati si trovavano a bordo di due veicoli blindati “Puma”, a sud-est della capitale afgana, quando sono stati investiti dall’esplosione.

11 ottobre 2005: muore il caporalmaggiore capo Michele Sanfilippo, 34 anni. Sanfilippo, effettivo al Quarto Reggimento Genio Guastatori di Palermo, viene ferito con un colpo alla testa, partito accidentalmente, nella camerata del battaglione Genio a Kabul. Muore poco dopo il ricovero in ospedale.

3 febbraio 2005: l’ufficiale di Marina Bruno Vianini perde la vita nello schianto di un aereo civile sul quale viaggiava, tra Herat e Kabul. Il capitano di fregata aveva 42 anni.

3 ottobre 2004: il caporal maggiore Giovanni Bruno, 23 anni, del Terzo reggimento alpini, è vittima di un incidente stradale mentre si trova a bordo di un mezzo dell’esercito nel territorio di Sorobi, a 70 chilometri da Kabul. Nell’incidente rimangono feriti altri quattro militari.

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1 commento

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